Il mestiere di educare

All'interno delle proposte del Centro Insegnanti Globali, lo scorso 9 marzo 2019 il Centro ha ospitato un seminario per insegnanti, educatori e genitori con lo psicoterapeuta dell'età evolutiva Alberto Pellai.

Il 9 marzo 2019 presso il Centro per la Cooperazione Internazionale si è tenuto il seminario dal titolo “Il mestiere di educare. Aiutare a crescere in un mondo iperconesso e globalizzato” tenuto dallo psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai. La proposta ha riscosso un grande successo: sono state raccolte 240 adesioni da tutto il Trentino, per motivi logistici legati agli spazi e alla tenuta formativa hanno potuto partecipare 120 tra insegnanti, educatori e genitori. A coloro che non hanno potuto prendere parte all’iniziativa è stata data l’opportunità di approfondire l’argomento attraverso una video lezione sulla piattaforma e-learning del CCI.

Il seminario era inserito nell’offerta formativa che il Centro Insegnanti Globali propone annualmente a insegnanti, educatori e genitori sul tema dell’Educazione alla Cittadinanza Globale. L’Unesco attraverso la sua guida ”ECG. Temi e obiettivi d’apprendimento” tradotta in italiano dal CCI, definisce la Cittadinanza Globale come senso di appartenenza ad una comunità più ampia e un’umanità condivisa, interdipendenza politica, economica, sociale e culturale e un intreccio tra il locale, il nazionale e il globale. L’ECG sviluppa tre dimensioni concettuali fondamentali: cognitive, socio-emotive, comportamentali. Riguardo alla dimensione socio-emotiva la guida nella fascia d’età 9-15 anni ci invita a lavorare sull’empatia, la risoluzione dei conflitti, la prevenzione della violenza, compresa quella di genere e i fenomeni di bullismo, il controllo e la gestione delle emozioni (sia positive, sia negative). Un’attenzione particolare viene posta a come i preadolescenti si rapportano col mondo esterno attraverso i media.

L’Educazione alla Cittadinanza Globale invita gli adulti a promuovere nelle nuove generazioni la dimensione socio-emotiva al fine di aiutare i/le giovani a crescere protetti e sicuri e al tempo stesso capaci di esplorare il mondo e la vita. La fascia tra i 9 e i 15 anni rappresenta oggi per gli educatori la fase più complessa da sostenere nella crescita, dovuta alle numerose sfide che ragazzi e ragazze devono affrontare: corpo, sessualità, nuove relazioni, amicizia, indipendenza dai genitori, ricerca di autonomia, etc. etc. In preadolescenza e in prima adolescenza si verificano importanti cambiamenti del cervello: sapere come funziona la mente dei nostri ragazzi ci consente di costruire con loro la migliore relazione possibile e di adeguare a tali trasformazioni il nostro progetto educativo. Inoltre gli adulti, ripensando alla loro esperienza di figli spesso si trovano spiazzati davanti alla preadolescenza, perché tutto è cambiato in modo molto evidente. I ragazzi subiscono molteplici pressioni che li spingono a volere tutto e subito, a fare tutto troppo presto. Tale situazione è complicata dal loro status di “iperconnessi”: rimanere online per più ore al giorno può costituire una minaccia e a volte far entrare i/le giovani in una spirale di comportamenti rischiosi. Sexting, pornografia e adescamento online, sessualizzazione precoce sono temi non abbastanza conosciuti da noi adulti che dobbiamo offrire loro un’educazione adeguata.

Per approfondire il tema trattato nel corso del seminario, vedi l'intervista ad Alberto Pellai e Barbara Tamburini sul loro libro "L’età dello Tsunami".

Venerdì, 22 Marzo 2019

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