E' scomparso Paolo Dieci

Nel tragico incidente aereo avvenuto domenica 10 marzo nei pressi di Addis Abeba hanno perso la vita 157 persone da 35 paesi. Molte erano impegnate nel mondo della cooperazione internazionale. Una di queste era Paolo Dieci, figura storica della società civile italiana impegnata fin dai primi anni settanta verso un mondo più giusto e verso relazioni solidali tra i popoli. Con impegno, professionalità, motivazione e visione Paolo ha contribuito al lavoro delle ong italiane per un mondo più giusto e solidale.

 

Foto: Link 2007

Foto: Link 2007

Il Centro ha incontrato Paolo Dieci nel 2011 per un suo contributo a immaginare in modo creativo gli scenari possibili della solidarietà internazionale durante il percorso Quo Vadis?. Due anni fa, a marzo 2017, è intervenuto al Centro in occasione del corso "Internazionalizzazione per lo sviluppo - mod.1".

Riportiamo alcuni appunti della conversazione telefonica durante la quale Paolo Dieci aveva fornito spunti che per molti versi al tempo erano moderni e avanzati, preludendo il dibattito che è poi seguito.

1. Il rapporto con la solidarietà internazionale

Si è avvicinato alla cooperazione internazionale nel 1983 quando ha fondato con altri soci, tutti allora molto giovani, il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli(CISP), un'associazione con mandato alla solidarietà internazionale. Da lì è entrato nel sistema della cooperazione internazionale. Dal 1983 ad oggi ha lavorato nel mondo della cooperazione internazionale. Direttore del CISP dal 2006.

I fondatori del Cisp volevano andare oltre al volontariato puro e sono passati alla cooperazione internazionale. Oltre alla spinta molto bella e significativa, molto radicata nella società italiana anche grazie all'influenza del mondo cattolico, che auspicabilmente continuerà ad essere vivo. Anche per il Cisp tante sono state le attività (ospedali e scuole), realizzate grazie al contributo dei gruppi di volontariato presenti sul territorio: persone che dedicano una parte del proprio tempo libero per specifiche realtà. È tutto molto bello, ma se si vuole fare qualcosa in modo professionale, serve un cambio di passo.

 

 

2. La solidarietà internazionale

Solidarietà e cooperazione internazionale sono concetti paralleli e diversi. La cooperazione internazionale è un sistema di relazioni tra governi e società civile finalizzato a ridurre la povertà e le disuguaglianze socio-economiche nel mondo. Nasce da spinte solidaristiche, da relazioni di reciprocità e da interessi tra i paesi.

La relazione tra cooperazione internazionale e solidarietà internazionale è causale: la prima deriva dalla seconda. Le tre principali questioni che riguardano sia la SI che la cooperazione internazionale:

  1. Come affrontare il tema degli obiettivi sostenibili (MDG), a tre anni di distanza dal 2015. Il clima di disfattismo è scorretto, oltre che inutile. Non è d'accordo con i discorsi sulla negatività dell'efficacia degli aiuti. Sono stati fatti progressi significativi dove si è intervenuti in modo appropriato su temi fondamentali quali salute ed educazione. Tuttavia non si sta raggiungendo il primo obiettivo (eliminare la povertà assoluta) perché con la ricchezza crescono le disuguaglianze. La SI dovrebbe essere uno strumento per ridurre le disuguaglianze all'interno dei paesi. Non ha più senso avere i paesi quali target degli interventi; il focus dovrebbero essere i gruppi vulnerabili della società di un determinato paese. La crescita economica è un fattore molto importante e positivo, il problema sono le disuguaglianze nella sua distribuzione. Caso emblematico è l'India.
  2. Dopo un periodo di egemonia dei pensieri di Amartya Sen (democrazia come ingrediente necessario per lo sviluppo), avverte il rischio che si stia passando alla situazione opposta, dove non solo la democrazia non è condizione dello sviluppo ma viene considerata un ostacolo in quanto rallenta i processi di modernizzazione. La democrazia dovrebbe essere un tema centrale sia per una evidente questione di principio sia perché è l'unico modo per evitare che vengano percorsi due passi avanti e dieci indietro a causa dei conflitti scaturiti dall'assenza di mediazione tra posizioni diverse. Ogni volta che non si ricompongono gli interessi delle vari parti in causa, scoppiano conflitti.
  3. Negli ultimi anni lo strumento del budget support (il sostegno diretto al bilancio degli stati del sud del mondo da parte dei donatori) ha avuto ampia adesione e utilizzo. È uno strumento per incidere sulle politiche dei governi del Sud. Sistema in crisi e va superato perché non è coerente con il principio della democrazia (le decisioni vengono prese da agenzie esterne al paese e non dai cittadini) e perché il budget support è in contraddizione con il tema della accountability, perché è difficilissimo identificarne e valutarne l'impatto concreto. Come andare avanti rispetto agli MDG, prendendo atto delle difficoltà: pensa ci siano almeno due possibili strade. Una è quella di dilatare nel tempo il raggiungimento degli obiettivi del millennio, ma non la ritiene efficace. L’altra, che auspica, è quella di indirizzare sempre più concretamente gli aiuti alla lotta alle diseguaglianze e all’inclusione sociale e pensa che a questo fine il budget support non sia lo strumento adeguato.

 

Fra i fattori che più incideranno sul mondo della SI e cooperazione allo sviluppo c’è l’utilizzo degli aiuti per affrontare le problematiche nei paesi industrializzati: la promozione di sicurezza rafforzando le relazioni con quei luoghi del pianeta dove si manifestano in modo più evidente che altrove snodi per la sicurezza globale e la gestione dei flussi migratori ovvero promuovendo interventi che puntino a promuovere opportunità di lavoro nel sud del mondo da cui provengono le persone che migrano.

 

Propone le seguenti buone pratiche a livello di cooperazione decentrata viste e vissute negli ultimi anni.

  1. Il Cisp con le regioni Marche ed Emilia Romagna (quest’ultima titolare del progetto) collabora su un intervento di cooperazione internazionale UE con America Latina. Mette in rete EELL europei e latino americani per affrontare insieme problemi comuni quali bilanci partecipativi, imprenditorialità e PMI, politiche scolarizzazione in zone ad alto tasso di abbandono. Si supera il vecchio schema dell'EU che insegna cosa fare e propone modelli, ma si entra nella dimensione di interscambio prendendo atto che in certi settori alcune esperienze latinoamericane siano più avanzate di quelle UE. La ong, in questo caso il Cisp, facilita il dialogo tra enti locali.
  2. Progetto diaspora filippina con la provincia di Roma. Contatto tra immigrati e una provincia filippina per un utilizzo mirato delle rimesse. Il progetto è andato avanti per due anni con il sostegno della provincia di Roma, che ha dato una cornice istituzionale all'iniziativa e ha avuto un ruolo importante per trovare soluzioni pratiche ad alcuni problemi come ridurre i costi bancari e promuovere l'ingresso. EELL devono sfruttare le proprie peculiarità istituzionali. La provincia di Roma l'ha fatto con spirito solidaristico ma anche per interesse proprio per promuovere sul suo territorio un ruolo attivo degli immigrati. “Così la provincia governa meglio il proprio territorio”. Con questo approccio l’ente locale sfugge alla tentazione di trasformarsi in una ong e offre il maggior valore aggiunto che un ente locale può offrire ossia rappresentare uno strumento di dialogo politico.

 

Cooperazione decentrata. La cooperazione realizzata dagli Enti Locali deve essere una cooperazione tra territori. Deve far collaborare, dialogare e integrare territori diversi. Territori come risorse e ricchezze: imprenditoriali, culturali, istituzionali. Questo approccio va incontro alle aspettative di molti paesi del Sud e agli interessi dei propri territori. Un esempio: il Cisp collabora con la Confartigianato di Vicenza e analoghe istituzioni dell’America latina. Si tratta di soggetti che hanno come obiettivo primario l’interesse dei propri membri; ma se ciò avviene nella cornice di iniziative che vogliono creare posti di lavoro e lottare contro l'emarginazione, va bene. Lo stesso discorso dovrebbe valere per l’azione delle ong. Ritiene che la presenza del mondo imprenditoriale sia importante; la cooperazione decentrata può essere un utile strumento per coinvolgere il mondo imprenditoriale. Questo approccio è in linea con quello della UE, che ora parla di non state actors, perché venga incluso anche il settore privato. Soprattutto si possono realizzare attività analoghe o simili (ad esempio gli orafi a Vicenza).

Lunedì, 11 Marzo 2019

Autore:

Paola Zanon

Competenze per la società globale

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