Bosnia Erzegovina: il caso Pazarić è solo la punta dell’iceberg

Il caso dell'Istituto per bambini e adolescenti con disturbi mentali di Pazarić ha sconvolto i cittadini della Bosnia Erzegovina. Le foto di bambini legati a termosifoni e letti hanno sollevato l'indignazione della popolazione che protesta e avverte: non è un caso isolato

Proteste cittadine dopo lo scandalo di Pazarić (foto youtube)

Proteste cittadine dopo lo scandalo di Pazarić (foto youtube)

(Originariamente pubblicato dall'agenzia DWelle )

Lo psicologo e analista politico Ibrahim Prohić afferma che la situazione nell’intera Bosnia Erzegovina, e non solo nell’Istituto per bambini e adolescenti con disturbi mentali di Pazarić, è conseguenza di un modello di governo aberrante, creato dopo la guerra, in cui la scienza, il sapere, le capacità e le competenze professionali non contano nulla.

“In questi giorni abbiamo scoperto che in quell’istituto ci sono più giuristi ed economisti che in altri istituti simili. Questi giuristi ed economisti col tempo si sono trasformati in educatori dilettanti, mentre le persone che hanno studiato per diventare educatori non hanno alcuna possibilità di lavorare in istituti come questo”, afferma Prohić, aggiungendo che questo stato di cose è conseguenza di una prassi secondo cui i politici al potere piazzano i loro fedelissimi nelle aziende pubbliche e negli istituti di questo tipo.

“Le fotografie scattate nell’istituto e altre rivelazioni confermano che in questo caso sono stati violati i diritti umani, tutti i trattati per la tutela dei diritti umani . Quindi, sono stati violati i diritti dei bambini sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia. Tali violazioni sono una conseguenza di suddetta prassi politica e dell’attuale modello di governo. Le persone ospitate nell’Istituto di Pazarić sono ufficialmente riconosciute come “persone tutelate”, il che significa che a causa di disturbi mentali o fisici di cui soffrono non sono in grado di prendersi cura di sé, per cui lo stato deve prendersi cura di loro, e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo impone ad ogni stato di garantire la tutela delle persone che rientrano ‘sotto la sua giurisdizione’. Quindi, in questo caso si tratta di persone che rientrano sotto la giurisdizione della Bosnia Erzegovina e lo stato deve proteggere i loro diritti, anziché violarli”, spiega Prohić.

Destituzioni sotto la pressione della piazza

Dopo le scioccanti rivelazioni di abusi nell’Istituto di Pazarić, il governo della Federazione BiH, durante la seduta di venerdì 22 novembre, ha deciso di destituire il direttore e i membri del Comitato di vigilanza e del Consiglio di amministrazione dell’istituto. La decisione è arrivata sull’onda della pressione dell’opinione pubblica, dopo le manifestazioni di protesta organizzate a Sarajevo, Mostar e Tuzla. Il governo ha cercato di giustificarsi per non aver reagito prima, affermando che l’ombudsman e i vari ispettori nelle loro precedenti relazioni hanno sempre espresso un giudizio positivo sulla situazione nell’Istituto di Pazarić. “Il governo della Federazione BiH non ha mai ricevuto alcun documento ufficiale che attesti l’esistenza di violazioni e abusi relativi ai metodi di trattamento delle persone ospitate nell’Istituto”, ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali della Federazione BiH Vesko Drljača.

Una spiegazione che non è bastata a tranquillizzare i cittadini, che nei giorni scorsi hanno organizzato manifestazioni di protesta davanti alla sede del governo federale a Sarajevo, chiedendo che i responsabili della situazione nell’Istituto di Pazarić rispondessero davanti alla giustizia. “Chiediamo che si indaghi dettagliatamente su quanto sta accadendo all’Istituto di Pazarić e credo che questo istituto non sia l’unica struttura in cui accadono cose del genere. Chiediamo la responsabilità penale. Chiediamo che vengano destituiti i dirigenti incompetenti e che vengano assunti esperti che si prenderanno cura dei bambini in modo adeguato”, ha dichiarato uno dei manifestanti.

Alle manifestazioni di protesta organizzate a Sarajevo ha partecipato anche il politico Draško Stanivuković di Banja Luka. “Secondo me, questo è un messaggio positivo. Gli abitanti di Banja Luka non sono gli unici ad essere scontenti, anche qui la gente protesta. Sta di fatto che ci sono persone che vogliono cambiare questa società”, ha dichiarato Stanivuković, criticando i politici che non hanno voluto discutere della situazione dell’Istituto di Pazarić. Dopo che Sabina Ćudić, deputata del parlamento della Federazione BiH eletta tra le fila di Naša Stranka (NS, partito di opposizione) ha mostrato alcune fotografie di bambini ospitati nell’Istituto di Pazarić legati ai termosifoni e ai letti, la Camera dei rappresentanti della Federazione BiH [uno dei due rami del Parlamento della Federazione BiH, ndt.], durante la seduta di mercoledì 20 novembre, ha votato contro la proposta di inserire nell’ordine del giorno la questione dell’Istituto di Pazarić.

Rivelazioni sfruttate a fini politici?

I difensori civici per i diritti umani della Bosnia Erzegovina chiedono un’indagine sulla situazione nell’Istituto, ma anche il parere degli esperti. “Gli esperti devono esprimere la loro opinione. Purtroppo, non ho ancora sentito alcun parere di esperti, che devono chiarire se in situazioni come questa sia opportuno o meno legare i pazienti, se sia necessario e lecito farlo. Durante le nostre visite all’Istituto non abbiamo mai visto cose simili, e ora siamo rimasti totalmente sorpresi”, ha dichiarato l’ombudsman Ljubinko Mitrović. Gli ombudsman ritengono che sia necessario determinare come sono state scattate le fotografie di bambini legati e che bisognerebbe evitare di “stigmatizzare i dipendenti” dell’Istituto di Pazarić. Inoltre hanno messo in guardia dal fatto che non solo in questo istituto, ma anche in altre strutture simili in tutta la Bosnia Erzegovina, manca il personale specializzato.

Dopo la destituzione del direttore dell’Istituto di Pazarić Redžep Salić, che è stato il primo a parlare pubblicamente delle irregolarità all’interno dell’istituto, si è iniziato a speculare sulla possibilità che l’intera vicenda abbia a che fare con gli scontri politici nella Federazione BiH. “Non dispongo di informazioni su questo caso specifico, posso parlare solo in generale. È vero che gli affari sporchi vengono spesso usati come arma negli scontri tra i partiti politici in Bosnia Erzegovina, affari che sono rimasti nascosti per molto tempo e poi vengono tirati fuori quando qualcuno ne ha bisogno. Non vorrei speculare sulla possibilità che anche in questo caso si tratti di uno scontro politico, ma c’è una cosa ancora più importante. Sono stati destituiti i membri del Comitato di vigilanza e del Consiglio di amministrazione, e poi anche il direttore dell’istituto. Ma dove sono quelli che hanno causato questa situazione? Gli ormai ex membri del Comitato di vigilanza e del Consiglio di amministrazione non hanno certo nominato se stessi a queste posizioni, né tanto meno l’ex direttore ha nominato se stesso, e nessuno di loro è stato assunto dopo aver vinto un concorso pubblico. Sono stati i partiti politici a piazzare queste persone nell’istituto”, afferma Ibrahim Prohić.

Il caso Pazarić smuoverà le acque?

Prohić sottolinea che il caso Pazarić è solo la punta dell’iceberg. “Staremo a vedere se ora si scatenerà una bufera, se verranno avviati processi per portare alla luce l’intera vicenda, per rivelare chi sono le persone che in questo modo controllano i nostri soldi, le nostre vite. Ho letto da qualche parte, non ricordo dove, che il direttore dell’istituto percepiva uno stipendio mensile di 7000 marchi! In Bosnia Erzegovina gli incarichi di questo tipo di solito non vengono assegnati agli esperti, bensì alle persone leali al partito. Questa è corruzione. Questo caso è solo la punta dell’iceberg. Se tutto dovesse fermarsi qui, se le persone che hanno causato questa situazione dovessero rimanere intoccabili e assolte da ogni responsabilità, tutto questo sarà inutile. Siamo riusciti a spegnere un incendio, ma domani ne scoppierà un altro. Dobbiamo risolvere problemi sistematici”, spiega Ibrahim Prohić.

In molti hanno commentato il caso Pazarić anche sui social netwotrk. Un post pubblicato su Facebook recita: “L’intera Bosnia Erzegovina è l’Istituto per bambini e adolescenti con disturbi mentali di Pazarić”. Nel frattempo, il ministero dell’Interno del cantone di Sarajevo ha fatto sapere di aver cominciato a “effettuare certe attività nell’Istituto” sotto la sorveglianza della procura del cantone di Sarajevo.

Fonte originale: https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Bosnia-Erzegovina-il-caso-Pazaric-e-solo-la-punta-dell-iceberg-198148
Venerdì, 29 Novembre 2019

OBC Transeuropa

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