Immaginando un futuro in equilibrio: la sostenibilità ambientale

Nella giornata mondiale della Terra, un approfondimento sulla sostenibilità nelle sue tre dimensioni, ambientale, sociale ed economica; sulla responsabile interazione a livello sociale ed economico con l’ambiente, in armonia con gli Obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite

Illustrazione di metamorworks, Shutterstock

Se immaginiamo una bilancia, una a due bracci, di quelle che non si vedono più tanto spesso, possiamo comprendere la sostenibilità nelle sue tre dimensioni. La struttura rappresenta la sostenibilità ambientale mentre i due piatti, che vediamo in equilibrio, rappresentano la dimensione sociale e la dimensione economica.

La capacità di immaginare è il tratto distintivo dello sviluppo umano: non ci riferiamo solo all’oggetto che stai usando per leggere queste parole oppure ai vestiti che indossi.

Anche la società e l’economia sono state create e continuano ad essere perpetuate dalla nostra immaginazione collettiva. Ciò che invece prescinde da tale immaginazione è la Terra e i suoi delicati equilibri.

Se società ed economia sono costrutti, che possono essere modificati a piacimento dall’umanità e dalla sua immaginazione, l’ambiente non lo è e ci pone dei limiti. Tuttavia, questi sono limiti solo se li vediamo come tali. L’opportunità che abbiamo è quella di comprendere ambiente, società ed economia in maniera olistica, in maniera forse nuova e capace di creare armonia.

Infatti, il concetto di sostenibilità è intrinsecamente legato a quello di equilibrio, sinergia, relazioni e interdipendenze fra diverse dimensioni. La ricerca di armonia è anche un tratto distintivo della sostenibilità ambientale, una delle tre dimensioni compresa nella campagna Vivila in 3D.

La sostenibilità ambientale segue l’evoluzione del concetto stesso di sostenibilità, che, come ci piace pensare, è nato dalla consapevolezza che, non potendo creare una seconda Terra, “più diffonderemo la capacità di immaginare futuri alternativi [in questa] e meglio staremo tutti!”.

 

DIETRO L’IDEA DI FUTURO

Oggi quando parliamo di futuro ci riferiamo inevitabilmente a crescita, sviluppo sostenibile, innovazione, collettività e solidarietà.

Dietro all’idea di sostenibilità c’è quindi la volontà di promuovere, creare e mantenere nel tempo una società sicura, ecologicamente prospera e capace di rispondere alle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di rispondere alle proprie (Caradonna, 2014 e WCED,1987). 

Per arrivare a ciò, l’idea stessa di sostenibilità è cambiata nel tempo, passando da una visione dove (come mostra l’immagine) la sfera economica, sociale ed ambientale erano tre dimensioni ben distinte tra loro a una concezione ‘robusta’, dove le tre dimensioni sono interdipendenti, ma dove sostenibilità sociale ed economica devono tener conto dei limiti della sfera ambientale.

 

Il percorso che ha portato a concepire le tre dimensioni della sostenibilità in modo interdipendente ha radici nell’Earth Summit (Summit della Terra) di Rio de Janeiro del 1992, prima conferenza mondiale dedicata all’ambiente e allo sviluppo. Da qui poi le COP (Conference of Parties) che dal 1995 impegnano annualmente i governi di tutto il mondo a valutare i progressi compiuti in ambito ambientale e, più recentemente, sociale ed economico. Cruciale è stata la COP21 del 2015 che ha dato vita gli Accordi di Parigi, l’accordo spartiacque in materia di riscaldamento globale e di cambiamenti climatici.

Il cambio di prospettiva si è reso particolarmente evidente nel passaggio dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio  (8 OSM, o Millennium Development Goals 2000-2015) a Obiettivi di Sviluppo Sostenibile  (17 OSS, o Sustainable Development Goals, 2015-2030).  La sostenibilità ambientale abbraccia tutti e 17 gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, anziché limitarsi ad uno solo (come invece faceva con gli OSM). Infatti, la multidimensionalità, la meta-settorialità e soprattutto l’equità intergenerazionale sono il fil rouge degli OSS, l’approccio che abbiamo deciso di abbracciare per Vivila in 3D.

MA COSA INTENDIAMO CON QUESTI PAROLONI?

Quando parliamo di approccio multidimensionale e meta-settoriale ci riferiamo all’integrazione delle questioni ambientali a quelle sociali ed economiche al fine di mantenere il naturale equilibrio del pianeta. Significa quindi trattare sostenibilità sociale, ambientale ed economica non come compartimenti stagni, ma come aspetti fortemente correlati, che vanno tenuti assieme per mantenere l’equilibrio della nostra bilancia collettiva. Il termine equità intergenerazionale, invece, pone in un’ottica a lungo termine la consapevolezza espressa inizialmente che “più diffonderemo la capacità di immaginare futuri alternativi e meglio staremo tutti”. Questa visione lungimirante vuole stimolare l’immaginario collettivo verso un futuro alternativo che garantisca l’uso delle attuali risorse anche alle generazioni a venire (ASviS, 2020).

Questo è quello che noi chiamiamo sostenibilità ambientale: una responsabile interazione a livello sociale ed economico con l’ambiente, tale per cui si riescano ad usare, riprodurre e mantenere nel tempo sia le risorse naturali che l’integrità degli ecosistemi (Tenuta, 2009).

L’equilibrio che nasce tra il nostro agire rispettoso e la preservazione della fondamentale biodiversità donataci dalla generosa Pachamama (alcuni dei concetti tipici del pensiero ecologico ) è anche la finalità degli Aichi Targets , che sono 20 obiettivi adottati nel 2010 all’interno dell’Agenda Globale sulla biodiversità, i quali puntano a conservare e preservare la vitale diversità naturale che garantisce la nostra sopravvivenza. Del resto, è proprio la forza della biodiversità che ci aiuterà a mitigare gli ormai ben noti impatti ambientali, sociali ed economici causati dal nostro miope stile di vita. Da qui deriva la fondamentale necessità di integrare le considerazioni ambientali nelle decisioni sociali ed economiche a livello locale, nazionale e internazionale (anche noto come Environmental Mainstream Approach ). 

Con questa consapevolezza e con la speranza di poter creare un futuro alternativo dove stare tutte e tutti meglio, come Vivila in 3D ci siamo poste/i la domanda: “Come sarebbe se noi, in prima persona, riuscissimo a immaginare e a mettere in pratica tutto questo?”. 

Proviamo ad immaginarlo insieme?

Fonti

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Già pubblicato in www.vivilain3d.wordpress.com il 19.04.2021