Città Rifugio - per i diritti umani e chi li difende

Il Centro per la Cooperazione Internazionale nel mese di dicembre ha partecipato a due importanti incontri di presentazione dei programmi di Temporary Relocation per persone difensore dei diritti umani che vivono sotto minaccia

Il primo incontro dal titolo Città Rifugio per un nuovo modello di tutela dei diritti umani e di chi li difende si è svolto a Roma il 3 dicembre 2021 su iniziativa della Senatrice Loredana de Petris, dove la Rete In Difesa Di ha presentato il primo ricollocamento temporaneo sul territorio italiano che sta avvenendo tra le città di Padova e Trento con il coordinamento del Centro per la Cooperazione Internazionale.

Dal 2016, la Rete ha intrapreso un percorso per la costruzione di un programma di “Città In Difesa Di” in Italia, alimentando sinergie tra enti e società civile locali per la costruzione di città attive nel sostegno e nella protezione dei Difensori e delle Difensore dei diritti umani.

Sono intervenuti:

Francesca Caprini, YAKU Onlus

la Senatrice Loredana De Petris

Alessandra Mecozzi, della Rete In Difesa Di 

Francesca Benciolini - Assessora alla cooperazione internazionale del Comune di Padova

Chiara Sighele -  direttrice del Centro Cooperazione Internazionale Trento

Tommaso Ferrari, Consigliere della città di Verona

Ester Gallo, Programma Scholars At Risk 

Christian Elia, Programma Journalists in Residence di MFRR in collaborazione con OBCT
Laura Baldassarre, Segretaria generale del Comitato Interministriale per i Diritti Umani

Registrazione dell'incontro

 

Il secondo incontro è stato organizzato dall'Università di Trento il 16 dicembre 2021 con il titolo Città rifugio. Trento, Padova, Verona città rifugio, per un nuovo modello di tutela per i diritti umani e di chi li difende.
Nell'occasione, è stato presentato il  lavoro della ricercatrice Marzia Deflorian, al tempo collaboratrice dell’associazione trentina Yaku: “Le esperienze di Temporary relocation come luoghi di protezione per le attiviste e gli attivisti dei diritti umani. Linee guida per la creazione in Trentino di una Città In Difesa Di per difensore dei diritti umani minacciate”, che grazie alla supervisione scientifica del Centro Studi Difesa Civile e alla guida accademica dell’Università degli Studi di Trento, ha permesso di indagare e raffrontare i principali programmi di protezione per Human Rights Defenders (HRD) in Europa, ed aiutare così la costruzione di linee guida utili per territori ed istituzioni italiani.

Un lavoro promosso da Fondazione Caritro, che ha voluto credere in un percorso innovativo e rivolto in primis alla popolazione trentina, ma che ha avuto rilievo su tutto il territorio nazionale, in stretta connessione con i partner europei coinvolti.

Sino intervenuti la ricercatrice Marzia Deflorian, la responsabile scientifica, professoressa Luisa Del Turco del Centro Studi Difesa Civile, la responsabile accademica e presidente di “Scholar at risk” (SAR) professoressa Ester Gallo, e le associazioni coinvolte, ovvero Yaku ed il Forum Trentino per la Pace ed i Diritti Umani. Ospite d’eccezione, la docente e ricercatrice yemenita Ghanya Al Naqeb già docente di scienze alimentari dell’università di Sana’a nello Yemen e attualmente impegnata presso il Centro Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Trento grazie all’appoggio e alla protezione del programma per docenti minacciati di SAR.

La seconda parte dell’incontro è dedicata ai Programmi delle Città Rifugio: Trento e Padova in primis, ma anche Verona, che ha da poco promosso con una mozione, l’affiliazione della città alla rete delle Città Rifugio in Italia.

Per Trento il Centro per la Cooperazione Internazionale – con la direttrice Chiara Sighele – che sta coordinando il programma, ha illustrato le sfide e difficoltà di questa prima accoglienza, che gestisce in maniera coordinata fino a marzo con il Nodo Padovano In Difesa Di, per cui è intervenuto Marco Ramigni di Operazione Colomba.

Erano presenti con la loro esperienza anche due difensori provenienti dall’Africa, impegnati in attività di denuncia e giornalismo per i diritti delle donne e dei bambini, hanno subito una pesantissima azione di pressione e minaccia, acuita dall’uccisione di alcuni colleghi negli ultimi mesi.