La protezione delle e dei difensori dei diritti umani a livello internazionale e nazionale

Nel 1998 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la Dichiarazione sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere le libertà fondamentali e i diritti umani universalmente riconosciuti, documento in cui viene identificata e definita la figura del difensore dei diritti umani: chiunque lavori, a livello individuale o insieme ad altri, per la promozione e la protezione dei diritti umani in modo nonviolento.

Nella Dichiarazione viene ribadito che Tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri, di promuovere e lottare per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali a livello nazionale ed internazionale (art. 1) e il dovere degli Stati di prendere tutte le misure necessarie per assicurare la protezione, da parte delle autorità competenti, di chiunque, individualmente ed in associazione con altri, contro violenze, minacce, ritorsioni, discriminazione vessatorie di fatto o di diritto, pressioni o altre azioni arbitrarie conseguenti al legittimo esercizio dei diritti di cui alla presente Dichiarazione (art. 12).

La necessità e l’attualità della Dichiarazione è mostrata e ribadita da numerose ricerche che monitorano le minacce e le violenze subite dalle e dai difensori dei diritti umani. Secondo l'ultimo rapporto dell’organizzazione non governativa Front Line Defenders , sono stati almeno 312 i difensori e le difensore dei diritti umani uccisi nel 2017 in 27 paesi.

Altri organismi sovranazionali, quali l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Linee guida sulla Protezione dei Difensori dei Diritti Umani, OSCE, 2018 ) e l’Unione Europea (Linee guida Europee sui difensori dei diritti umani ) hanno prodotto documenti e strumenti di particolare interesse per garantire la sicurezza e la protezione delle e dei difensori dei diritti umani.

Nel gennaio 2017, la Commissione Esteri della Camera dei deputati italiana, grazie anche all’attenzione e alle sollecitazioni della società civile organizzata, ha approvato la "Risoluzione sui Difensori dei Diritti umani" che impegna il governo a:

  • a dare attuazione, in linea con quanto già fatto da altri Stati membri, agli orientamenti dell'Unione europea in materia di salvaguardia dei difensori dei diritti umani;
  • a definire le modalità per assicurare un coordinamento per la tutela dei difensori dei diritti umani che, mediante il coinvolgimento di tutti i Dicasteri competenti e sulla base delle necessarie risorse finanziarie, valuti le migliori modalità di accoglienza e protezione, inclusa la possibile definizione di apposite modalità di ingresso e soggiorno per il ricollocamento temporaneo;
  • a sostenere le iniziative a favore della tutela e protezione dei difensori dei diritti umani discusse nel competente gruppo di lavoro del Consiglio dell'Unione Europea anche in attuazione del Piano d'Azione UE sui diritti umani e la democrazia 2015-2019;
  • a sostenere iniziative volte alla promozione di un coordinamento con organizzazioni non governative ed enti religiosi disposti a creare una rete di protezione nei paesi di provenienza degli attivisti; a sostenere ogni iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative del MAECI con quelle simili adottate dagli altri stati membri e a livello europeo.

Numerose organizzazioni della società civile italiane attive su temi quali diritti umani, ambiente, solidarietà internazionale, pace e disarmo, diritti dei lavoratori, libertà di stampa e stato di diritto, dal 2016, hanno deciso di costituire la rete "In Difesa di -per i diritti umani e chi li difende " unendo le proprie forse e competenze per aprire in Italia uno spazio di riflessione e di azione sulla questione dei difensori/e dei diritti umani, e chiedere al Governo, al Parlamento e agli enti locali di impegnarsi per la loro tutela e protezione.