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SUMMARY:Programmare e gestire gli interventi di cooperazione internazionale
DESCRIPTION:22 luglio 2016\, 15.30-18.30 \nSeminario – Introduzione al Ciclo di Progetto \nLe fasi del “ciclo di progetto”: \n\nl’analisi partecipativa del contesto territoriale\, sociale ed economico\nl’analisi dei “portatori di interesse” (stakeholders)\nl’identificazione di un intervento (progetto/programma)\nla formulazione di un progetto e le valutazioni ex ante (accenni). Gli aspetti trasversali: governabilità\, ambiente\, equità di genere\, diritti umani\ngli strumenti di pianificazione (quadro logico) e gestione (monitoraggio e valutazione)\n\n23 luglio 2016\, 9.30-17.30 \nSeminario – Introduzione al Quadro Logico e al Monitoraggio: \n\nla “Logica dell’intervento”: obiettivi generali\, obiettivo specifico (outcome)\, risultati attesi (prodotti)\, attività\, gli indicatori\, linea di base e fonti di verifica\, ipotesi e rischi\, risorse e costi dell’intervento\nIl Monitoraggio e la Valutazione. Gli Indicatori Oggettivamente Verificabili (IOV): a cosa servono? Cosa vuol dire che devono essere SMART? Che differenza c’è tra “indicatori quantitativi” e “indicatori qualitativi”? Possono cambiare durante la gestione del progetto? Come si scelgono per ogni livello della logica di intervento del quadro logico? Come si organizza un sistema di monitoraggio?\n\n  \n \n\nFormatore/i: \nAlessandro Cocchi\, Agroeconomista
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SUMMARY:Un mondo in classe
DESCRIPTION:Destinatari \nInsegnanti\, Dirigenti\, associazioni del territorio che si occupano di temi legati all’Educazione alla Cittadinanza Mondiale. Il seminario è accreditato presso il Dipartimento della Conoscenza e gli insegnanti potranno richiedere l’attestato di partecipazione che è ritenuto valido ai fini dell’aggiornamento. \n \nProgramma \n\nEducazione alla cittadinanza mondiale nelle politiche educative europee. Risultati dalla ricerca comparativa del progetto Global Schools.\nQuale cittadinanza per una scuola globale?\nApprendere dall’esperienzaCome trasformare la diversità in risorsa? Strumenti per facilitare l’apprendimento dall’esperienza in gruppo.  \nESPERIENZE DI BUONE PRATICHE \nDiritti dell’ Infanzia: per vivere a colori e far risplendere il mondo a cura delle insegnanti della scuola primaria di Romeno \n\nA scuola di Mondoa cura delle insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo grado degli Istituti scolastici Trento2\, Trento3\, Trento4\, Denno-Bassa Anaunia\, Strigno e Tesino \n\nSocial Daya cura degli studenti delle scuole secondarie superiori Liceo Rosmini e Istituto Don Milani di Rovereto \n\nLe sfide dell’istruzione: l’esperienza di una scuola di periferia in Mozambicoa cura di Giovanna Luisa Rama\, insegnante di scuola primaria e presidente dell’associazione “A scuola di solidarietà” \nInaugurazione della mostra “Seduti intorno alla lavagna: diritto all’Istruzione nel mondo” a cura dell’associazione “A scuola di Solidarietà – La Solidarietà si impara”.  \n \nPer informazioni \n\nMartina Camatta\, martina.camatta@tcic.eu\, Tel. 0461.093033Federica Manfrini\,  educazione@mlal.org\, Tel. 391.4571708
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SUMMARY:Pensare per sistemi.
DESCRIPTION:Obiettivi: \n\nPromuovere un approccio alla complessità nella gestione di problemi sociali come attitudine di cittadini\, operatori e decisori più consapevoli e lungimiranti\nConoscere e sperimentare strumenti di “modellazione” (descrizione) di problemi complessi per ipotizzare soluzioni più efficaci (soluzioni sistemiche anziché ricette per i sintomi)\nSuggerire stimoli per condividere e costruire nella propria organizzazione e comunità una migliore comprensione della complessità insita in ogni problema sociale e ambientale\n\nDestinatari: \nPersone impegnate nella cooperazione e solidarietà internazionale\, nell’accoglienza e nell’ambito della migrazione\, insegnanti\, membri di associazioni di migranti. \nMetodologia: \nGli incontri avranno carattere laboratoriale e prevedono la presentazione e sperimentazione di tecniche e strumenti del Pensiero Sistemico. \n \nProgramma: \n22 novembre 2017\, ore 16.30 – 19.30 \nObiettivo 11. Le città tra pluralità\, resilienza e inclusività \n30 novembre 2017\, ore 15.00 – 19.00 \nDescrivere problemi complessi: introduzione al pensiero sistemico \n12 gennaio 2018\, ore 15.00 – 19.00 \nTrappole sistemiche (e soluzioni) \n9 febbraio 2018\, ore 15.00 – 19.00 \nComprensione e modellazione partecipativa di problemi complessi \nA febbraio 2018 sarà organizzato un incontro pubblico in cui verrà presentato il lavoro svolto durante il laboratorio. Verrà organizzata una tavola rotonda per favorire il confronto tra interpretazioni\, prassi ed esperienze di diverse realtà territoriali. \n \nInfo: \nElisa Rapetti\, E-mail elisa.rapetti@tcic.eu – Tel. 0461 093022
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SUMMARY:Obiettivo 11
DESCRIPTION:Destinatari: \nCittadini/e interessati/e \nMetodologia: \nIncontri con presentazioni frontali e possibilità di confronto e dibattito \n \nProgramma: \n22 novembre 2017\, ore 16.30 – 19.30 \nLe città tra pluralità\, resilienza e inclusività \nLa progettazione partecipata di territori e di città e le trasformazioni collegate al fenomeno migratorio \n31 gennaio 2018\, ore 16.30 – 19.30 \nSicurezza\, sorveglianza e discriminazione nelle città \nPensare i territori locali e le trasformazioni collegate al fenomeno migratorio \n16 marzo 2018 ore 16.30 – 19.30 \nPensare per sistemi le migrazioni \nLaboratorio sul pensiero sistemico \n \nInfo: \nElisa Rapetti – elisa.rapetti@tcic.eu – Tel. 0461 093022 \n \n\nFormatore/i: \nPaola Bellaviti\, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani\, Politecnico di Milano\nSonia Paone\, Dipartimento di Scienze Politiche\, Università di Pisa\nMaria Rocco e Serena Olcuire\, Dipartimento di Architettura\, Università di Roma Tre\nRocco Scolozzi\,  -skopìa srl
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SUMMARY:Le relazioni italo-albanesi al tempo della Guerra Fredda: una storia di minoranze etniche e politiche
DESCRIPTION:Durante la guerra fredda\, negli anni in cui i governi d’Italia e d’Albania riducevano ai minimi storici i loro contatti formali\, la «Sinistra italiana» fu erede\, custode e prosecutrice dell’inesauribile legame italo-albanese.\nSe l’antifascismo non bastò ad appianare due visioni antitetiche del mondo comunista – quella monocentrica di un dittatore dell’Est\, quella policentrica di Togliatti\, fautore della «via nazionale» – lo stalinismo a oltranza rivendicato da Enver Hoxha trasformò l’Albania definita da Mao «faro del socialismo in Europa» in una sorta di laboratorio politico visitabile. Dalla fine degli anni Sessanta\, i litigiosi movimenti marxisti-leninisti coagulatisi alla sinistra del PCI «revisionista» cercarono di appropriarsi della narrazione italo-albanese\, recuperando il comune ricordo resistenziale e promuovendo il rigido parallelo Cina-Albania.\nDagli archivi di Tirana emerge così un aspetto inedito dell’Albania Popolare: ovvero la sua «apertura». L’ortodossia enveriana che isolò il paese dall’Occidente capitalista privandolo al contempo della guida sovietica\, inserì il piccolo stato balcanico nel network mondiale della solidarietà filocinese. Ecco perché l’accesso all’Albania Popolare non venne mai definitivamente precluso\, men che meno agli italiani: bisognava\, è vero\, far valere il proprio curriculum ideologico\, ma per tutti gli anni Settanta le cosiddette «Associazioni d’amicizia» garantirono a generazioni di «nuovi comunisti in apprendistato» indimenticabili viaggi militanti nella terra che aveva avuto «il coraggio della rivoluzione».\nForti di una solida base documentaria\, queste pagine raccontano una dimenticata storia italo-albanese: messa nero su bianco per cominciare a ribellarsi al vuoto di memoria che ancora vige tra l’«Albania del Regno» e l’«Albania dei migranti». \nSulle relazioni italo-albanesi al tempo della Guerra Fredda intervengono:\n– Francesco Altimari\, Università della Calabria\n– Carlo Spartaco Capogreco\, Università della Calabria\n– Matteo Mandalà\, Università degli Studi di Palermo \nINFO\nLibreria Ubik\nVia XXIV maggio 49/P\ntelefono: 0984 181 0194\ncosenza@ubiklibri.it
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