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SUMMARY:Donne per la Pace Bene Comune in Italia e Colombia
DESCRIPTION:Il percorso d’interscambio vuole essere un ponte costruito dal protagonismo femminile\, tra Italia e Colombia per la difesa dei diritti umani e dei territori. In particolare sarà occasione di un approfondito confronto tra le realtà locali trentine e il percorso della Rete “In Difesa di”\, per la promozione di buone pratiche diplomatiche e la creazione di Shelter Cities per la difesa dei difensori e delle difensore dei Diritti Umani\, a partire dall’impegno degli enti locali. \nIl progetto intende: \n\ncontribuire alla costruzione di una cultura della pace come bene comune valorizzando la visione di genere\, attraverso attività di dialogo e formazione tra Italia e Colombia;\nrafforzare in Italia la cultura della pace attraverso la conoscenza del protagonismo femminile nella risoluzione dei conflitti locali ed internazionali e la difesa dei diritti umani e ambientali;\ncontribuire alla formazione delle delegate italiane sulle questioni di genere e sostenere il protagonismo femminile nella costruzione della pace in Colombia e la difesa dei diritti umani.\n\nIl progetto punta a far emergere e mettere in rete il potenziale rappresentato dai/dalle partecipanti che hanno beneficiato delle azioni di formazione realizzate nella prima fase di progetto dalla partnership\, in particolare i corsi: \n\nProcessi di pace. Donne e movimenti in Colombia e Tunisia (24 novembre-6 dicembre 2017\, CCI)\nGenere e Cooperazione Internazionale. Teorie\, politiche\, strumenti per operare in aree di conflitto e post-conflitto (26 e 27 gennaio 2018\, CCI)
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SUMMARY:La scuola in chiave globale
DESCRIPTION:Obiettivi: \n\nPresentare i fondamenti pedagogici e le metodologie dell’ECG in riferimento al documento Unesco e all’Agenda 2030 per sviluppare proposte didattiche\nPromuovere l’approccio interdisciplinare per la promozione dell’Educazione alla Cittadinanza Globale\nConsolidare l’idea di una educazione alla cittadinanza come risorsa per dare concretezza all’alleanza educativa tra scuola e territorio\nSperimentare strumenti e ambienti di apprendimento dell’Educazione alla Cittadinanza Globale\nCondividere esperienze e buone pratiche educative\n\nDestinatari: \nInsegnanti degli Istituti Comprensivi del Trentino (scuola primarie e secondaria di I grado) \nMetodologia: \nOgni modulo prevede attività didattiche che intrecciano aspetti teorici fondamentali con attenzione alle metodologie e alle tecniche applicative. Durante il percorso formativo si alterneranno lezioni frontali\, proiezioni video\, discussioni collettive esperienza diretta di alcuni strumenti formativi. \n \nProgramma \nIncontro obbligatorio: \n13 ottobre 2018\, ore 9.00-13.00 \nIntroduzione all’Educazione alla Cittadinanza Globale \nPromuovere l’educazione globale significa lavorare sui valori\, le conoscenze\, le competenze\, gli atteggiamenti di cui studenti e studentesse hanno bisogno per affrontare le sfide sociali più urgenti\, per rendere lo sviluppo sostenibile un obiettivo realizzabile. In questo modulo verranno introdotte le dimensioni concettuali dell’ECG: cognitiva\, socio-emotiva e comportamentale attraverso un laboratorio sui temi e gli obiettivi d’apprendimento indicati dall’Unesco e dall’Agenda 2030. \nModuli a scelta: \n19 ottobre 2018\, ore 15.00-19.00 \nMetodologie attive per sviluppare ECG \nLa metodologia per un’educazione globale deve essere connessa alle realtà del mondo per motivare gli/le studenti/esse ad agire in modo efficace e responsabile a livello locale\, nazionale e mondiale. Il laboratorio “imparare facendo” vuole sviluppare la cittadinanza globale e attiva\, stimolare e allenare il pensiero critico\, apprendere strumenti per trasformare l’esperienza in apprendimento e favorire il consolidamento delle conoscenze acquisite. \n26 ottobre 2018\, ore 15.00-19.00 \nProgettiamo insieme attività di ECG \nIl mondo entra in classe: quali sinergie educative per promuovere l’ECG? Il modulo parte dalla consapevolezza che l’ECG non può essere responsabilità educativa della scuola ma necessita della rete di più attori. Si esploreranno i diversi ambiti di alleanza educativa territoriale individuando specificità\, strumenti\, ruoli e compiti. \n9 novembre 2018\, ore 15.00-19.00 \nGlobal.Lab: Laboratorio su strumenti di partecipazione democratica e dibattito \nCome si può stimolare la partecipazione democratica? Quali poteri ha un cittadino di intervenire nelle grandi sfide del futuro (tecnologia\, ambiente\, socialità\, stili di vita\, migrazioni\, clima)? A cosa serve garantire degli spazi di confronto autonomo degli studenti (assemblee di classe o di istituto)? Come aiutarli ad allenare le competenze di cittadinanza? Nel confronto o nelle riunioni\, come viene vissuta la diversità di opinione? Il laboratorio vuole sviluppare la cittadinanza globale e attiva\, stimolare e allenare il pensiero critico\, apprendere tecniche per la facilitazione del confronto in gruppo. \n \nGruppo di lavoro: \n\nMarco Linardi\, formatore\nPatrizio Ponti\, formatore \nMartina Camatta\, coordinatrice del progetto formativo\, Centro per la Cooperazione Internazionale\, Unità Operativa Competenze per la società globaleAnnalisa Pischedda\, Centro per la Cooperazione Internazionale\, Unità Operativa Competenze per la società globale \nInfo: \nAnnalisa Pischedda\, annalisa.pischedda@cci.tn.it Tel 0461 093001
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CATEGORIES:Centro insegnanti globali,Corsi e lezioni
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SUMMARY:Storie di vergogna e del suo ribaltamento da Matera\, all'Europa\, al mondo
DESCRIPTION:Il progetto “La poetica della vergogna  ” intende esplorare in forma artistica e performativa le diverse declinazioni – etiche\, sociali\, ambientali\, antropologiche\, letterarie – del sentimento della vergogna riflettendo su segni\, simboli\, significati\, tradizioni\, delle comunità che conoscono il sentimento della vergogna. Matera\, città che ha ribaltato il suo destino\, è portatrice di una storia universale ed emblematica. In un tempo in cui imperversano nazionalismo e politica identitaria\, Matera\, che ha operato la sua trasformazione attraverso una graduale ricostruzione del rispetto per sé\, può forse mostrare che esistono strade alternative per reagire all’umiliazione della subalternità. \nNella tavola rotonda\, moderata dalla ricercatrice Rossella Vignola dell’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa\, studiosi ed esperti propongono una riflessione multidisciplinare sul tema della vergogna. Attraverso il cinema\, la letteratura\, l’antropologia\, la poesia\, l’architettura\, e ripercorrendo diverse traiettorie storiche e sociali\, i relatori esaminano le diverse manifestazioni del sentimento della vergogna e le possibilità di riscattarlo. \nIn apertura\, lo scrittore Mario Desiati compone una sorta di “alfabeto della vergogna” che esplora i significati e le sfumature che il termine assume in alcune lingue e dialetti. Mario Bianchi\, autore\, regista e critico teatrale\, mostra una selezione di sequenze di capolavori cinematografici che esemplificano il tema della vergogna e come questa possa trasformarsi in splendore e bellezza. L’architetta Cristina Amenta\, muovendo dall’esempio positivo rappresentato dalla vicenda di Matera\, illustra la peculiare relazione tra il sentimento della vergogna e le forme dell’architettura nell’Europa contemporanea. Spostandoci nell’Europa sud orientale\, l’antropologa Stephanie Schwandner-Sievers affronta il tema della vergogna nelle relazioni sociali transnazionali\, mostrando come tale sentimento sia collegato alla perdita di soggettività e di capacità di azione\, e come il riscatto derivi dal riappropriarsi del controllo sul proprio destino. Giuliano Geri\, esperto di letteratura del Sud-est Europa\, ci propone un percorso nella narrativa post-jugoslava che intreccia il tema della vergogna tra il  piano storico-sociale e quello privato e intimistico dei personaggi delle opere esaminate. Fatos Lubonja\, scrittore e intellettuale albanese\, riproponendo la vicenda dell’Albania e la sua transizione post-comunista\, illustra come le società che dimenticano il proprio passato siano incapaci di comprendere il presente e finiscano per negare se stesse. Infine\, la poetessa giapponese Misumi Mizuki farà scoprire il sentimento della vergogna (haji) come perdita dell’onorabilità sociale. \nLa “Poetica della vergogna” è un progetto di #ReteTeatro41  \, network delle compagnie teatrali professionali lucane\, diretto dalla Compagnia teatrale Petra\, e co-prodotto dalla  Fondazione Matera–Basilicata 2019\, nell’ambito di Matera\, Capitale europea della cultura 2019.
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LOCATION:Matera\, Palazzo Lanfranchi\, "Sala Levi"\, Piazzetta Pascoli
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