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SUMMARY:Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa
DESCRIPTION:Dal 2 marzo al 29 maggio 2026 torna a Rovereto\, nel cuore delle istituzioni\, la mostra “Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa”\, prodotta dal Centro per la Cooperazione Internazionale con il supporto del Comune di Rovereto e curata da Pina Caporaso e Giulia Mirandola\, autrici dell’omonimo albo illustrato edito da Settenove (2022).  \nRivoluzionarie\, avvocate\, funzionarie\, sindacaliste\, docenti: nelle loro vite si incontra il desiderio di un’Unione all’insegna della pace\, dei diritti\, della giustizia e dell’uguaglianza: le chiamiamo pioniere\, perché vediamo in loro delle donne che aprono strade nuove. \nIn un periodo denso di ricorrenze significative — tra cui la Giornata internazionale per i diritti delle donne (nell’anno dell’80° anniversario del suffragio femminile)\, la Liberazione e la Giornata dell’Europa — la mostra si propone come occasione per approfondire il ruolo fondamentale delle donne nella nascita e nel rafforzamento dell’Europa libera\, democratica e unita\, dalla Resistenza europea a oggi.  \nLa mostra sarà visitabile presso la sala affrescata al primo piano di Palazzo Alberti Poja (Corso Bettini 41) durante gli orari di apertura degli uffici (lunedì-venerdì\, alle 9.00-12.00 e 14.00-16.30). Grazie alla collaborazione di ANPI Rovereto-Vallagarina\, durante il periodo di esposizione saranno inoltre attivate due visite guidate al mese nel fine settimana:  \nMARZO | venerdì 6 alle ore 17.00 e sabato 7 alle ore 11.15   \nAPRILE | venerdì 17 alle ore 17.00 e sabato 18 alle ore 11.15 \nMAGGIO | venerdì 22 alle ore 17.00 e sabato 23 alle ore 11.15  \nIngresso libero\, anche senza prenotazione. \nPer visite di gruppo\, è consigliabile almeno segnalare l’interesse e il numero di possibili partecipanti scrivendo entro il lunedì precedente alla visita a: mostra.pioniere@cci.tn.it
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SUMMARY:Mostra fotografica "Sarajevo 1992–1996 – l'assedio più lungo"
DESCRIPTION:Prosegue il viaggio della mostra “Sarajevo 1992–1996 – l’assedio più lungo” del fotografo italiano Mario Boccia\, che dopo le tappe di Rovereto e Belgrado\, sarà inaugurata a Zagabria il 5 maggio alle ore 18:00 presso l’Istituto italiano di Cultura.  \nRealizzata da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e dal Museo Storico Italiano della Guerra\, la mostra racconta attraverso scatti in bianco e nero la dura quotidianità degli abitanti di Sarajevo durante gli anni di distruzione della loro città. Queste fotografie non sono solo testimonianza di devastazione e perdita\, ma anche di speranza\, dignità e dei gesti invisibili di solidarietà che hanno tenuto unita la comunità cittadina. \nMario Boccia\, fotogiornalista freelance\, ha realizzato reportage su questioni internazionali e pubblicato articoli e fotografie su molte testate giornalistiche italiane. Ha lavorato per vent’anni in scenari di guerra e povertà in Europa\, Africa\, America Latina e Medio Oriente\, cercando di individuare segnali di speranza anche nelle situazioni più disperate. È stato corrispondente e inviato de “il Manifesto” da Sarajevo\, Belgrado\, Pristina\, Skopje\, Dyarbakir e Baghdad. \nAll’inaugurazione della mostra il 5 maggio parteciperà Mario Boccia\, assieme all’ex vicesindaco di Sarajevo Anja Margetić e la caporedattrice della radio zagabrese yammat.fm Silvija Šeparović. L’evento sarà in italiano e in croato con traduzione simultanea e fa parte del programma di Kliofest\, il festival di storia di Zagabria. \nLa mostra sarà visitabile a maggio e giugno\, negli orari di apertura dell’Istituto italiano di Cultura e l’ingresso è gratuito. Dopo Zagabria\, la mostra viaggerà a Sarajevo. \nL’ospitalità della mostra è organizzata nell’ambito del progetto “Trancityons”\, cofinanziato dall’Unione Europea (CERV-2024-CITIZENS-REM). \nNel contesto della mostra saranno organizzati altri quattro eventi all’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria: \n6 maggio ore 11:00\nVisita guidata della mostra con il fotografo Mario Boccia (evento in italiano e in croato con traduzione simultanea) \n20 maggio ore 18:00\nSarajevo\, trent’anni dopo: come si costruisce la fiducia? (evento in croato) \n10 giugno ore 19:00\nScena del crimine: l’etica del giornalismo di guerra (evento in croato) \n15 giugno ore 18:00\nDal trauma alla memoria collettiva. Il ruolo dello spazio pubblico (evento in italiano e in croato con traduzione simultanea). \nINFO:\nIstituto Italiano di Cultura di Zagabria\nemail: eventi.iiczagabria@esteri.it
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SUMMARY:Conferenza OSCE sui media nell'Europa sud-orientale: Rafforzare il giornalismo come bene pubblico
DESCRIPTION:Il giornalismo è al centro delle società aperte e democratiche\, fungendo da bene pubblico che informa i cittadini\, chiama il potere a rispondere delle proprie azioni e rafforza la resilienza sociale. Tuttavia\, nell’odierno panorama informativo sempre più frammentato — caratterizzato da rapidi cambiamenti tecnologici\, tensioni economiche e sfide alla sicurezza in continua evoluzione — il giornalismo libero\, indipendente e sicuro è sottoposto a pressioni crescenti. Senza un forte sostegno al giornalismo di qualità\, le società rischiano una polarizzazione più profonda\, l’erosione della fiducia pubblica e un indebolimento del tessuto democratico stesso. \nOrganizzata dal Rappresentante OSCE per la libertà dei media (RFoM) in collaborazione con le operazioni sul campo dell’OSCE nella regione\, la Conferenza sui media dell’Europa sud-orientale (SEEMC) di quest’anno si terrà a Tirana il 18 e 19 maggio 2026 sul tema “Rafforzare il giornalismo come bene pubblico”. \nL’evento comprenderà una vasta gamma di sessioni — tra cui tavole rotonde\, workshop\, dibattiti\, proiezioni di film ed eventi collaterali — che forniranno approfondimenti pratici ed esempi concreti sulle sfide attuali alla libertà dei media e alla sicurezza dei giornalisti. \nOBCT partecipa ai lavori all’interno del panel “Tra sicurezza e libertà dei media: sorveglianza digitale e diritti dei giornalisti”. \nTra i temi principali figurano: \n\nSicurezza dei giornalisti — misure di responsabilità\, compresi gli approcci di diritto penale\nGiornalismo etico in tempi di polarizzazione sociale\nSorveglianza digitale e diritti dei giornalisti — equilibrio tra considerazioni di sicurezza e libertà dei media\nSalute mentale dei giornalisti e sistemi di supporto\nTrasparenza della proprietà dei media nella pratica — analisi comparativa regionale\nAttuazione regionale del manuale politico della RFoM sulla salvaguardia della libertà dei media nell’era delle piattaforme Big Tech e dell’IA\nGiornalismo d’inchiesta — casi di studio\, consigli pratici e strumenti\nAlfabetizzazione mediatica e informativa — applicazioni pratiche per un pubblico informato e mappatura dei programmi di studio regionali\n\nNel corso di due giorni\, il SEEMC fungerà da piattaforma per il networking\, lo scambio e la cooperazione tra operatori dei media\, esperti\, responsabili politici e autorità competenti provenienti da tutta la regione e oltre. Porrà forte enfasi sulla condivisione di esperienze pratiche e sull’identificazione di approcci attuabili per rafforzare il giornalismo come bene pubblico\, in linea con gli impegni dell’OSCE in materia di libertà dei media e libertà di espressione. \nLive Streaming dell’evento \nProgramma (ENG)
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