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SUMMARY:Non ce lo chiede l’Europa
DESCRIPTION:Libertà e indipendenza dell’informazione sono sempre più a rischio a causa di querele temerarie e risarcimento danni intimidatorie\, nonché di un numero crescente di norme – a partire dal decreto presunzione di innocenza\, per arrivare al divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare – che limitano fortemente la possibilità dei cittadini di essere compiutamente informati\, in particolare nei casi in cui le notizie riguardino persone importanti\, politici\, potenti di ogni sorta. \nI giornalisti denunciano da tempo la preoccupante situazione e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha realizzato un ebook per elencare le principali criticità ed elencare tutte le iniziative messe in campo negli ultimi anni. \nLe stesse preoccupazioni sono riportate dalla Commissione europea nella Relazione sullo Stato di diritto\, a conferma che quanto denunciato dai giornalisti è condiviso dalla più importante istituzione a livello europeo\, la quale sollecita interventi adeguati da parte dell’Italia per garantire una adeguata difesa dalle cosiddette SLAPP (le iniziative legali finalizzate ad imbavagliare la libertà di informazione ed espressione); per riformare le norme sulla diffamazione abolendo la pena detentiva\, ma senza introdurre sanzioni economiche spropositate (che avrebbero l’effetto di limitare l’informazione); per garantire libertà e autonomia al servizio pubblico radiotelevisivo\, e assicurare la massima trasparenza della ripartizione dei contributi e della pubblicità pubblici. \nÈ necessario informare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo\, attraverso una serie di norme\, che poco alla volta\, riducono la possibilità dei cittadini di essere compiutamente informati. \nIntervengono:\n– Carlo Bartoli\, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti\n– Beppe Giulietti\, coordinatore dell’Associazione Articolo 21\n– Diego Neri\, Sindacato dei giornalisti del Veneto\n– Marina Castellaneta\, docente dell’Università di Bari\, esperta in diritto internazionale e diritto dell’informazione\n– Giancarlo Buonocore\, già Avvocato generale di Venezia\n– Dimitri Bettoni\, redattore e ricercatore di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa \nIntroduce Gianluca Amadori\, coordinatore del Gruppo Informazione e Giustizia del Cnog. \nINFO:\nArticolo 21\nweb: https://www.articolo21.org
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SUMMARY:Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia Erzegovina
DESCRIPTION:Prijedor\, cittadina bosniaca di quella che un tempo era la Jugoslavia\, sale alla ribalta della cronaca internazionale per le terrificanti immagini dei corpi emaciati dietro il filo spinato di un campo di concentramento. È solo la punta dell’iceberg di un progetto iniziato con l’occupazione militare della città da parte dei nazionalisti serbi nella notte del 30 aprile 1992. Un’escalation di violenza di massa che provocherà la fuga e la deportazione di migliaia di cittadini\, l’internamento di 5000 persone\, l’uccisione di oltre 3000 individui\, la distruzione di interi villaggi e l’imposizione di una memoria pubblica unilaterale e negazionista. \nPresentazione del libro di Simone Malavolti “Nazionalismi e “pulizia etnica” in Bosnia-Erzegovina. Prijedor (1990-1995)” (Pacini Editore\, 2024) \nIntroduce e modera\nGiuseppe Ferrandi\, Fondazione Museo storico del Trentino \nIntervengono in dialogo con l’autore:\nAnnalisa Tomasi\, Associazione Progetto Prijedor\nMarco Abram\, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa\nMichele Nardelli\, scrittore\, già presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani \nINFO:\nFondazione Museo storico del Trentino\nweb: https://museostorico.it
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LOCATION:Trento\, Officina dell’autonomia  Via T. Gar 29
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SUMMARY:Mio adorato Milan
DESCRIPTION:Presentazione del libro “Mio adorato Milan” (Giulio Perrone Editore\, 2025). Interviene l’autrice Elena Esposto in dialogo con Marco Abram di OBC Transeuropa. \nVent’anni dopo la fine del conflitto jugoslavo due uomini si ritrovano sull’isola croata Iž\, dove le loro vite sono cambiate per sempre. L’incontro sarà un’occasione per ricostruire la loro storia \, in particolare\, il massacro dei civili e l’assedio di Vukovar\, conosciuta come la Srebrenica croata. Il dolore\, la morte\, l’amore e la speranza si intrecciano nei racconti dei personaggi\, mentre sullo sfondo dei ricordi si raffigura il trauma collettivo della guerra. \nElena Esposto\, nata in Trentino ma lombarda di adozione\, è una giornalista. Ha vissuto in Ungheria\, in Brasile\, in Libano e nei Paesi Bassi. Nel 2019 ha fondato il collettivo «Le donne della porta accanto» e scrive per riviste online\, occupandosi di diritti umani e ambiente. ” Mio adorato Milan” è il suo primo romanzo.
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LOCATION:Rovereto (TN) Biblioteca civica Tartarotti\, Sala multimediale\, Corso Angelo Bettini 43
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SUMMARY:Pioniere a Internazionale Kids!
DESCRIPTION:Dal 9 all’11 maggio la mostra “Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa”\, prodotta dal Centro per la Cooperazione Internazionale con il sostegno del Comune di Rovereto sarà ospite di Internazionale Kids a Reggio Emilia\, nel porticato della Biblioteca delle arti!\n\n\n\nSabato 10 maggio\, alle 12.00\, presso la Tenda\, Pina Caporaso e Giulia Mirandola\, autrici dell’omonimo albo edito da Settenove e curatrici della mostra\, verranno intervistate dal Club dei lettori del festival Mare di Libri.\n\n\nChi sono le donne che hanno contribuito a unire l’Europa\, ma che quasi nessuno conosce? \nPer consultare l’intero programma del festival clicca qui.
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SUMMARY:Bielorussia: 30 anni di regime in 30 manifesti
DESCRIPTION:Mostra di Arthur Vakarov \nIl 20 luglio 2024 il potere autoritario di Lukašenka in Belarus ha compiuto 30 anni. Riflettendo su questo triste anniversario\, Arthur Vakarov\, noto grafico e designer bielorusso Arthur Vakarov\, costretto all’esilio\, ha ideato il progetto “Bielorussia: 30 anni di regime in 30 manifesti”: un potente viaggio visivo che racconta tre decenni di regime in Bielorussia attraverso la grafica\, mettendo in luce le implicazioni politiche\, sociali e culturali di un governo autoritario. \nVisitabile dalle 9.00 alle 13.00  \nROVERETO\, Palazzo Todeschi\, via Tartarotti  \npresso la sede roveretana del Centro per la Cooperazione Internazionale \npiano terra (ex uffici INPS)  \nEntrata libera  \nPer programmare una visita al di fuori dell’orario di apertura scrivere a: info@cci.tn.it  \nPromossa da CCI  \nCon il supporto di Comune di Rovereto Città della pace \nPresentazione della mostra da parte di Arthur Vakarov \n«Il 2024 è stato un anno di importanti appuntamenti elettorali in tutto il mondo e di drammatici conflitti. Con così tante elezioni e la guerra in Ucraina\, questo è un tempo di grandi prove per il movimento democratico e progressista globale. In questo contesto una data tragica per la Belarus potrebbe passare inosservata: il 20 luglio 2024 il potere autoritario di Lukašenka in Belarus ha compiuto 30 anni\, un “anniversario buio” per il nostro Paese. Siamo testimoni ormai in tutto il mondo del risveglio di idee populiste e autoritarie. In questo contesto la situazione bielorussa non fa che confermare questa tendenza allarmante. L’indifferenza e l’affidamento alla propaganda conducono a conseguenze catastrofiche. Cari Europei! Guardate a noi bielorussi: siamo la testimonianza vivente di quanto sia facile eleggere un dittatore come pure di quanto sia difficile e di quali sacrifici costi sbarazzarsene. Sono un designer. Il mio mestiere consiste nell’evidenziare i processi sociali e pubblici\, sfidandoli in modo creativo. Sei mesi fa quando stavo riflettendo su questo triste anniversario e le sue conseguenze mi venne l’idea di un progetto. Per sei mesi la mia mente era dominata da pensieri su come rendere visualmente questo numero 30. Così ho deciso di creare 30 manifesti\, ognuno di loro rappresenta gli esiti terribili del governo di Lukašenka per su società\, politica\, economia e cultura. Ho concettualizzato tali conseguenze in due ambiti: generale\, statisticamente rilevante per tutti\, e personale. L’aspetto generale riguarda cioè l’intero Paese e ciascuno dei suoi abitanti\, senza distinzione per fede politica e stato sociale. Tutti sentono il peso della dittatura: sono impauriti\, impoveriti\, sono in lutto e soffrono. L’ambito personale si sviluppa intorno a sentimenti e pensieri\, i miei e quelli dei miei amici che per tutta la loro vita hanno combattuto contro la tendenza ad adattarsi al ruolo di “tranquilli” prigionieri rinchiusi in una sorta di campo di concentramento chiamato “Belarus”. Molti bielorussi eccezionali hanno pagato con la libertà la difesa della propria dignità. Alcuni sono stati uccisi dal regime. Molte altre persone sono dovute fuggire dal Paese per evitare il carcere e per un lungo tempo (o per sempre?!) hanno perso familiari\, amici\, lavoro e casa. Ma nonostante le prove che l’esilio comporta non dobbiamo rinunciare ai tentativi di liberare la Belarus dalle grinfie della dittatura e dell’impero. Non dobbiamo abbandonare la cultura bielorussa\, ma anzi diffonderla\, perché è la cultura che in futuro renderà la Belarus un Paese europeo\, in cui le persone saranno felici di vivere.» \nProfilo biografico di Arthur Vakarov \nNato a Minsk\, capitale della Belarus\, dove ha vissuto per 47 anni\, finché fu costretto a fuggire per evitare la repressione politica. Ha trascorso tutta la vita come grafico ed è stato riconosciuto come uno dei designer più influenti della Belarus. Negli ultimi vent’anni ha principalmente sviluppato progetti in ambito nazionale e culturale\, ha lavorato anche per media indipendenti\, per gruppi musicali\, per scrittori e per organizzazioni pubbliche. Per la Belarus ha conquistato diversi premi internazionali nel campo del design\, tra cui il Gran Premio alla Biennale del Design di Kiev nel 2001 e il primo posto al festival “Red Apple” di Mosca nel 2001\, poi al festival del design di Tbilisi nel 2001 e il premio al festival del design “Adnak” di Minsk. Nonostante questi riconoscimenti il regime di Lukashenko\, per il suo lavoro di grafico\, lo ha ritenuto un estremista e lo ha condannato a sette anni di prigione. Ha così dovuto ricominciare da zero in Polonia. Il progetto “30 anni di dittatura in 30 manifesti” è stato esposto a Vilnius\, Varsavia\, Danzica\, Stoccolma e Tallinn. \nPer approfondire \nVideo: Giulia Florio e Marco Puleri presentano la mostra durante Estival 2025 \nVideo: Belarus: il coraggio della libertà \nLibro: Il volume Bielorussia viva tra dittatura e resistenza (1994-2024)\, edito da Morcelliana Scholé\, contiene i trenta manifesti di Arthur Vakarov per la prima volta pubblicati in Italia e scritti dei nostri Giulia De Florio e Marcello Flores e di Francesco Brusa e Filippo Perrini.
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LOCATION:Centro per la Cooperazione Internazionale\, sede di Rovereto\, Via Tartarotti 7\, Rovereto (TN)
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SUMMARY:Zograf e la Serbia che protesta tra ieri e oggi
DESCRIPTION:Dopo molti mesi di proteste civiche guidate dalle studentesse e dagli studenti in Serbia\, proponiamo un dialogo pubblico con Aleksandar Zograf\, pseudonimo di Saša Rakezić\, una delle voci più importanti del graphic journalism in Serbia. Zograf si è fatto conoscere al pubblico italiano e internazionale con i propri reportage a fumetti dalla Serbia degli anni Novanta e Duemila. Le sue opere sono state tradotte in diversi paesi\, in Italia tra gli altri da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa. Recentemente\, un racconto di Zograf sulle mobilitazioni a Belgrado e nel resto del paese è stato pubblicato da Internazionale \nDialoga con l’autore Marco Abram\, OBC Transeuropa\, Centro per la Cooperazione Internazionale
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LOCATION:Biblioteca Civica “Geronimo Tartarotti” di Rovereto\, Corso Bettini 43\, Rovereto\, Italy
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SUMMARY:La mostra Pioniere a Roma
DESCRIPTION:Vi aspettiamo il 9 settembre alle ore 11 per l’inaugurazione della mostra presso lo spazio Esperienza Europa – David Sassoli a Roma\, grazie alla collaborazione con la sede del Parlamento europeo in Italia\, su iniziativa di Europe Direct Trentino. \nPer tutto il mese di settembre la mostra sarà visitabile presso Esperienza Europa: \nOrari: lun-ven 10-19 | sab-dom 12-18
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SUMMARY:Quando finisce una guerra?
DESCRIPTION:Il 21 novembre 1995 nella base militare di Wright-Patterson\, in Ohio fu raggiunto l’Accordo quadro generale per la pace in Bosnia Erzegovina che sancì la fine della guerra in Bosnia Erzegovina durata tre anni e mezzo. \nA trent’anni da allora\, una riflessione sulla Bosnia Erzegovina di oggi e sulle molte dinamiche generate dalla guerra e lasciate irrisolte da quella pace\, come l’emigrazione dei cittadini verso l’UE\, l’arrivo di migranti che non si stabiliscono nel Paese\, il lungo percorso di adesione all’Europa e le continue tensioni politiche. \nNe discutono:\nLuisa Chiodi – direttrice di OBC Transeuropa\, Centro per la Cooperazione Internazionale\nChristian Elia – giornalista e scrittore\nCamilla de Maffei – fotografa documentarista \nTerzo appuntamento del calendario di eventi organizzati a Rovereto nell’ambito del Centenario della Campana della Pace\, monumento cittadino costruito all’indomani della Prima guerra mondiale per commemorare tutti i caduti e sollevare un monito per la ricerca della pace.  \nRegistrazione dell’evento
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SUMMARY:Luci e ombre 2026
DESCRIPTION:I volontari del cinema dell’associazione NOI Oratorio Arco (TN) organizzano la seconda edizione del cineforum Luci e ombre incentrata sul tema della legalità. \nLa rassegna è iniziata venerdì 6 marzo con una serata pensata per ragazze e ragazzi organizzata dal Gruppo Giovani di Arco sulla base della loro esperienza con Libera e proseguirà per i tre venerdì successivi con la visione di tre film introdotti da realtà che lavorano nell’ambito specifico del tema della pellicola: la tutela dei minori\, la libertà di stampa e le pene alternative alla detenzione. \nVenerdì 20 marzo alle ore 20:30 verrà proiettato il film “Fortapàsc” (Italia\, 2009) sulla vicenda di Giancarlo Siani\, giornalista italiano assassinato dalla camorra. Seguirà un intervento sulla libertà dei media di Serena Epis\, ricercatrice e redattrice per la testata e centro studi Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa. \nIl programma dell’intera rassegna è disponibile alla pagina Luci e ombre 2026 \nBIGLIETTI E INFORMAZIONI \nBiglietto unico: 5\,00€ \nAbbonamento: 15\,00€ (con posto prenotato nelle serate gratuite)
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