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SUMMARY:Nel nome del padre
DESCRIPTION:Durante l’aggressione alla Bosnia Erzegovina migliaia di donne subirono lo stupro\, usato come arma di guerra\, e i figli nati da queste violenze non sono mai stati riconosciuti come tali da nessuna istituzione nazionale e internazionale\, non avendo ottenuto nessuno diritto di risarcimento come vittime civili di guerra. \nL’Associazione “Udruženje zaboravljena djeca rata /The Forgotten children of war  ” è stata fondata da Ajna Jusić nel 2018\, assieme ad altri ragazzi e ragazze che come lei sono nati a seguito dello stupro di cui sono state vittime le loro madri. \nAll’incontro è previsto l’intervento di Ajna Jusić\, presidente dell’Associazione con sede a Sarajevo\, con la moderazione di Marco Abram di OBC Transeuropa. \nIl gemellaggio tra Mori\, comune della Provincia di Trento\, e Stara Rijeka è nato nel 1998 per rispondere alla richiesta di aiuto lanciata dalla diocesi di Banja Luka dopo la devastante guerra dell’ex Jugoslavia (1992-1995) e le attività sono proseguono da allora.Stara Rijeka è situata al confine tra l’entità della Republika Srpska e della Federazione croato-mulsumana. La comunità prima dello scoppio della guerra contava 674 persone\, ora ridotta a 120 di cui la maggioranza anziana\, che vive principalmente con la propria pensione. \nINFO:Gruppo Bosnia Mori   \n\nDownload materiale: JPG
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SUMMARY:Ucraina. La guerra in Europa
DESCRIPTION:Ne discuteranno: \nPaolo Bergamaschi\, Studioso dell’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa\nCristian Sesena\, Segretario Generale Camera del Lavoro di Reggio Emilia \nintervistati da\nArturo Bertoldi\, Direttore Istoreco Reggio Emilia \nINFO: \nWeb
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SUMMARY:Balcani e Unione Europea: quale futuro?
DESCRIPTION:Siamo Europa\, festival dedicato all’Europa\, ritorna dopo 3 anni in presenza a Trento con appuntamenti nel centro storico dedicati alle tematiche maggiormente d’attualità in questa fase delicata per l’Unione Europea. Siamo Europa è iniziativa nata all’interno del centro di documentazione ed informazione sull’Unione Europea a Trento Europe Direct-Cde  \, che in questa edizione ha coinvolto i molti attori che si occupano di Europa all’interno del Trentino: Civico13\, sportello dedicato alle politiche giovanili in via Belenzani 13 a Trento\, le Fondazioni Degasperi\, Megalizzi\, Museo Storico e Campana dei Caduti\, la Scuola europea di Studi internazionali. \nNel programma della due giorni si inserisce questo workshop per giovani e adulti sulla situazione europea\, sul populismo e sullo stato delle richieste di adesione all’UE dei Paesi Balcanici. Dopo una breve presentazione delle tematiche il pubblico dibatterà sui temi concordati con il proprio gruppo: un ottimo modo per parlare di Europa conoscendosi. \nIncontro con Luisa Chiodi\, direttrice di OBC Transeuropa\, Nicola Minasi\, direttore dell’Unità di crisi alla Farnesina e i giovani che hanno partecipato all’Eu-Balkan Youth Forum   di novembre 2021\, dedicato ai giovani dei paesi dell’Unione europea e dei Balcani Occidentali\, per discutere insieme proposte per il futuro dell’Europa e l’integrazione dei Balcani nell’UE. \nA cura di Europe Direct Trentino – CDE Trento. Incontro aperto a massimo 50 persone. \nRichiesta la registrazione compilando questo modulo  . \nINFO: \nSito Siamo Europa   della Provincia autonoma di Trento \n\nDownload materiale: PDF
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DESCRIPTION:Siamo Europa\, festival dedicato all’Europa\, ritorna dopo 3 anni in presenza a Trento con appuntamenti nel centro storico dedicati alle tematiche maggiormente d’attualità in questa fase delicata per l’Unione Europea. Siamo Europa è iniziativa nata all’interno del centro di documentazione ed informazione sull’Unione Europea a Trento Europe Direct-Cde  \, che in questa edizione ha coinvolto i molti attori che si occupano di Europa all’interno del Trentino: Civico13\, sportello dedicato alle politiche giovanili in via Belenzani 13 a Trento\, le Fondazioni Degasperi\, Megalizzi\, Museo Storico e Campana dei Caduti\, la Scuola europea di Studi internazionali. \nNel programma della due giorni si inserisce questo workshop per giovani e adulti sulla situazione europea\, sul populismo e sullo stato delle richieste di adesione all’UE dei Paesi Balcanici. Dopo una breve presentazione delle tematiche il pubblico dibatterà sui temi concordati con il proprio gruppo: un ottimo modo per parlare di Europa conoscendosi. \nIncontro con Luisa Chiodi\, direttrice di OBC Transeuropa\, Nicola Minasi\, direttore dell’Unità di crisi alla Farnesina e i giovani che hanno partecipato all’Eu-Balkan Youth Forum   di novembre 2021\, dedicato ai giovani dei paesi dell’Unione europea e dei Balcani Occidentali\, per discutere insieme proposte per il futuro dell’Europa e l’integrazione dei Balcani nell’UE. \nA cura di Europe Direct Trentino – CDE Trento. Incontro aperto a massimo 50 persone. \nRichiesta la registrazione compilando questo modulo  . \nINFO: \nSito Siamo Europa   della Provincia autonoma di Trento \n \nDownload materiale: PDF
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SUMMARY:L’Europa dei popoli è oltre le frontiere
DESCRIPTION:Ci siamo più volte detti che “ne saremmo usciti migliori” ma dopo due anni e mezzo di crisi pandemica mondiale ne siamo ancora convinti? E possiamo dire lo stesso delle nostre istituzioni? \nGrazie anche alla pandemia ci siamo accorti che siamo immersi in bolle (o filter bubbles) che ci espongono a idee e notizie in linea solo con il nostro punto di vista e questo ci spinge verso interpretazioni sempre più parziali dei fenomeni globali e delle politiche pubbliche realizzate dalle nostre istituzioni. \nQueste bolle investono in particolare temi importanti che ci toccano da vicino – la crisi climatica e quella migratoria\, la salute\, il mondo del lavoro\,  – polarizzando le opinioni e riducendo la possibilità di confronto e crescita. \nAnche tu\, come noi\, sei stanco della tua bolla? Se la risposta è sì\, sei nel posto giusto. Questo workshop infatti è parte del progetto Mix The Bubbles\, che ha lo scopo di favorire l’incontro di gruppi o bolle con idee diverse sulle grandi tematiche che ci stanno a cuore. \nQuesto workshop si focalizza su come cambiare le Politiche Migratorie in Europa\, da molto tempo oggetto di discussione nei dibattuti politici e pubblici\, e ora più che mai fondamentali per affrontare la crisi umanitaria scaturita dal conflitto Russo in Ucraina. Parleremo delle politiche esistenti e di cosa di può fare per cambiarle in compagnia di Rossella Vignola\, project manager presso Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa. \nImmagineremo quindi di dare il nostro piccolo contributo alle future politiche pubbliche europee\, riflettendo si come migliorare quelle attuali e proponendo nuove iniziative legislative dal basso. \nLe proposte ideate insieme verranno caricate su una piattaforma e valutate da alcuni esperti del tema. Una volta che tutte le proposte saranno finalizzate la piattaforma sarà aperta al pubblico europeo in modo che tutti possano votare la proposta che più gli piace. \nI creatori delle proposte più votate saranno selezionati per vincere un viaggio di due giorni per partecipare all’evento finale del progetto! \nIscriviti al workshop online: https://www.thegoodlobby.it   \n\n\n\n\n\n\n\n\nQuesto materiale è pubblicato nel contesto del progetto “Parlamento dei diritti 3”\, cofinanziato dall’Unione europea (UE) nel quadro del programma di sovvenzioni del Parlamento europeo (PE) per la comunicazione. Il PE non è in alcun modo responsabile delle informazioni o dei punti di vista espressi nel quadro del progetto. La responsabilità sui contenuti è di OBC Transeuropa e non riflette in alcun modo l’opinione dell’UE. Vai alla pagina “Il Parlamento dei diritti 3”.
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SUMMARY:Costruiamo insieme un toolkit per reagire alle discriminazioni
DESCRIPTION:Quale linguaggio usare? È possibile riprendere l’accaduto con il cellulare? Come utilizzare eventuali audio/video? Chi coinvolgere? Chi chiamare? Ne parleremo assieme all’Avv. Alexander Schuster il giorno 17 maggio alle 17:30 online su Zoom. \nLink per partecipare: https://univr.zoom.us/j/88207893749 \nL’evento è aperto a tutte le persone interessate. \nLo Sportello Antidiscriminazioni di Trento nasce nel 2019 per iniziativa volontaria di un gruppo informale di cittadine e cittadini per rispondere alla mancanza sul territorio di un servizio di contrasto alle discriminazioni. Lo Sportello mira a contrastare la discriminazione attraverso (i) l’ascolto e il supporto delle vittime o dei/lle testimoni e (ii) il sostegno delle istituzioni e dei servizi già esistenti favorendo l’acquisizione di strumenti adeguati a far fronte alle situazioni in cui la discriminazione è multipla e intersezionale. Il servizio\, infatti\, si occupa di discriminazioni di ogni natura (etnica\, religiosa\, sessuale\, di genere\, per disabilità o per età) ma soprattutto dei casi in cui esse si verificano simultaneamente nei confronti di una persona assumendo la forma della discriminazione intersezionale. Dal 2020 lo Sportello partecipa al progetto INGRiD   che ne supporta l’operatività. \nPer informazioni: info@antidiscriminazioni.trento.it
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SUMMARY:Fundraising e credito alternativo per il terzo settore e le ICC
DESCRIPTION:Si tratta di una tematica particolarmente attuale alla luce dei rapidi cambiamenti in corso nelle dinamiche di mercato e delle nuove opportunità di incentivazione legate al piano nazionale di ripresa e resilienza. Partendo da una visione filosofica del concetto di comunità economica territoriale il convegno andrà ad approfondire da un punto di vista sia accademico sia operativo l’impiego di un circuito di credito alternativo a supporto di progettualità territoriali\, gli strumenti e i trend più recenti nel fundraising e nella progettazione\, esperienze locali e internazionali a confronto\, esemplificazioni in ambito locale e nell’ambito della cooperazione internazionale. \nL’evento appartiene al ciclo di seminari di progettazione del settore Industrie Culturali e Creative (ICC) in Trentino\, a cura del DRLab – Macroarea Fundraising \nPROGRAMMA \nSaluti di apertura: Renato Troncon – Professore Università degli Studi di Trento \n\n17:00 Franco Contu – Co-fondatore Sardex spaL’economia territoriale dal passato al futuro \n\n17:15 Luca Fantacci – Professore associato di Storia Economica Università Studi di MilanoMoneta complementare a supporto delle comunità locali e del Terzo Settore \n\n17:30 Silvia Squarciotta – Reti e canali di relazione Banca EticaFundraising per il Terzo Settore best practice e trend futuri \n\n17:45 Letizia Rigato – Area Manager SardexPayUn circuito di credito complementare a supporto di imprese culturali e associazioni \n\n18:00 Luca Bazzanella – Presidente Sustainable Economy AssociationFundraising innovativo in pratica: il progetto “Eu-Jisr” dal finanziamento alla scalabilità \n\n18:15 Sandra Endrizzi – Direttrice di unità “Competences for Global Society CCI”Strumenti di co-finanziamento per il Terzo Settore e imprese culturali nella cooperazione internazionale \nChiusura lavori: Renato Troncon – Professore Università degli Studi di Trento \n  \nCome partecipare \nLink per iscrizioni in presenza    \nLink per partecipazione on line    \n\nReferente: prof. Renato Troncon Contatti: Staff – Dipartimento di Lettere eventi.lett@unitn.it \n  \n \nVideo registrazione del seminario:
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SUMMARY:Development of Environmental Activism in Contemporary Serbia and the Role of the EU
DESCRIPTION:At the beginning of the 21st century\, environmental protests were rare and environmental problems were not frequently addressed in Serbia’s public sphere. As the European integration process intensified in the 2010s\, this changed somewhat as international donors began to allocate financial resources to the development of environmental governance in Serbia. During this period\, environmental civil society in Serbia consisted mainly of professional environmental NGOs. Their activities were supported by international donors and significantly shaped by European environmental policy. However\, the work of these organisations lacked resonance with the local context so they were perceived as artificial and donor-driven\, irresponsive to the needs of ordinary citizens. On the other hand\, grassroots initiatives were rare and weak\, unable to draw the general public’s attention to the pollution\, over-exploitation of natural resources and environmental injustices.  \nHowever\, the recent upsurge of environmental protest in Serbia suggests that the situation is changing and that grassroots environmental activism is gaining momentum. In the summer of 2019\, for instance\, residents of Belgrade’s Banovo Brdo neighbourhood organised a large protest against the construction of a sports hall in the protected Košutnjak woodland area. In the summer of 2020\, several hundred activists and concerned citizens gathered in the small village of Rakita\, in southwestern Serbia\, to disrupt the construction of a mini-hydropower plant. This was part of a larger surge of protests against mini-hydropower plants that began in 2018. During the winter of 2019\, people from Belgrade and some other towns in Serbia protested against extreme air pollution\, raising awareness among the general public about the fact that Belgrade had topped the list of the world’s most polluted capital cities. In 2021 protests against Rio Tinto and the plans to mine lithium in Serbia erupted. \nThe role of the EU in environmental struggles in Serbia is contradictory. On the one hand\, the adoption of European environmental regulations is part of the accession process. In particular\, Chapter 27 (Environment and Climate Change) refers to the harmonization of national regulations with European environmental acquis. Regarding the implementation of these standards\, Serbia has made a limited progress over the years. On the other hand\, the European Green Deal and the resulting demand for clean and renewable energy produce contradictory effects. Namely\, the exploitation of lithium needed for batteries for electric cars or the construction of mini hydropower plants as a renewable energy source\, inflict devastation on the natural environment and local ecosystems. \nThe aim of this lecture is to provide an overview of the local environmental struggles in Serbia with particular focus on local actors and their perception of the EU institutions as a place to address their demands and complaints in the event that national authorities are deaf to their problems. \nThe seminar is organized within the Jean Monnet Chair “The European Union and the Western Balkans: Enlargement and Resilience” and the Jean Monnet Network “Transnational Political Contention in Europe”.
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LOCATION:University of Trento and Online\, Palazzo di Sociologia - Via Verdi 26\, Trento Room 20
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SUMMARY:Persone in movimento Da risorsa a minaccia a pericolo e ritorno: l’Europa\, la guerra\, le migrazioni
DESCRIPTION:Migranti usati come armi in contese internazionali\, rotte che si aprono e chiudono\, le difficoltà di una cooperazione internazionale che sembra impossibile. E\, ancora\, milioni di sfollati interni\, persone migranti invisibili lontane dal radar delle nostre vite\, lontane da un discorso pubblico che fatica a rappresentare un fenomeno complesso\, globale e strutturale rispetto alla nostra contemporaneità.Tutto questo fa da cornice ad un presente ancora duramente caratterizzato dalla pandemia e reso ogni momento più incerto dalla guerra in Ucraina: l’Unione Europea vive profonde contraddizioni\, tra lo slancio di misure come quelle che hanno portato al programma Next Generation e le spinte nazionaliste che non accennano a diminuire.Le migrazioni globali – priorità assoluta nelle agende internazionali per una lunghissima parentesi – continuano ad essere oggetto di un dibattito confuso e strumentalizzante: raccontate come “risorsa”\, minaccia\, pericolo\, le persone migranti costituiscono un elemento delle nostre culture in transizione\, parte di una complessità della quale non è possibile dare risposte semplici ma che vale la pena affrontare. In questo contesto\, l’Accademia e le istituzioni che la circondano sono chiamate a rinnovare lo sforzo di analisi e proposta\, a fondere competenze e conoscenze\, ad affrontare la complessità per scioglierne i nodi e coagulare soluzioni nuove\, pratiche e politiche da proporre a decisori e operatori in ogni livello e contesto. \nIntervengono: \nFerruccio De Bortoli\, giornalista \nFrancesco Filippi\, storico e scrittore \nMarwa Mahmoud\, consigliera comunale a Reggio Emilia\nModera la serata Caterina Moser\, Fondazione Megalizzi. \n\nDownload materiale: PDF
URL:https://www.cci.tn.it/event/persone-in-movimento-da-risorsa-a-minaccia-a-pericolo-e-ritorno-leuropa-la-guerra-le-migrazioni-3/
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DESCRIPTION:Migranti usati come armi in contese internazionali\, rotte che si aprono e chiudono\, le difficoltà di una cooperazione internazionale che sembra impossibile. E\, ancora\, milioni di sfollati interni\, persone migranti invisibili lontane dal radar delle nostre vite\, lontane da un discorso pubblico che fatica a rappresentare un fenomeno complesso\, globale e strutturale rispetto alla nostra contemporaneità.Tutto questo fa da cornice ad un presente ancora duramente caratterizzato dalla pandemia e reso ogni momento più incerto dalla guerra in Ucraina: l’Unione Europea vive profonde contraddizioni\, tra lo slancio di misure come quelle che hanno portato al programma Next Generation e le spinte nazionaliste che non accennano a diminuire.Le migrazioni globali – priorità assoluta nelle agende internazionali per una lunghissima parentesi – continuano ad essere oggetto di un dibattito confuso e strumentalizzante: raccontate come “risorsa”\, minaccia\, pericolo\, le persone migranti costituiscono un elemento delle nostre culture in transizione\, parte di una complessità della quale non è possibile dare risposte semplici ma che vale la pena affrontare. In questo contesto\, l’Accademia e le istituzioni che la circondano sono chiamate a rinnovare lo sforzo di analisi e proposta\, a fondere competenze e conoscenze\, ad affrontare la complessità per scioglierne i nodi e coagulare soluzioni nuove\, pratiche e politiche da proporre a decisori e operatori in ogni livello e contesto. \nIntervengono: \nFerruccio De Bortoli\, giornalista \nFrancesco Filippi\, storico e scrittore \nMarwa Mahmoud\, consigliera comunale a Reggio Emilia\nModera la serata Caterina Moser\, Fondazione Megalizzi. \n\nDownload materiale: PDF
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SUMMARY:Sfide territoriali\, politica di coesione e strategie macroregionali: l’esperienza italiana
DESCRIPTION:Le strategie macroregionali offrono quadri integrati di cooperazione rafforzata per affrontare congiuntamente sfide e opportunità in specifici territori dell’Unione Europea. L’Italia partecipa a due strategie macroregionali\, dedicate rispettivamente all’area adriatico-ionica (EUSAIR) e all’area alpina (EUSALP). \nQuali sono le caratteristiche e gli obiettivi delle strategie a partecipazione italiana? Che relazioni hanno tali strategie con la politica di coesione? Qual è il loro valore aggiunto e quali le principali criticità? \nQuesti gli interrogativi del webinar in diretta su www.ilsole24ore.com\, Facebook   e Linkedin  \, organizzato nell’ambito del progetto Work4Future cofinanziato dalla Commissione Europea – Dg Regio e realizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con OBC Transeuropa e CNR ISSiRFA. \nIntroduzione a cura di Fiorella Lavorgna\, Podcaster Il Sole 24 Ore \nRelatrici \nAlisa Agosti\, Junior researcher\, Istituto per lo Sviluppo Regionale\, EURAC Research \nLuisa Chiodi\, Direttrice OBC Transeuropa/CCI \nRaffaella Coletti\, Ricercatrice ISSiRFA CNR \nModera Giuseppe Chiellino\, Giornalista Il Sole 24 Ore \nPer inviare le domande agli esperti: businessinformation@ilsole24ore.com
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SUMMARY:Sfide territoriali\, politica di coesione e strategie macroregionali: l’esperienza italiana
DESCRIPTION:Le strategie macroregionali offrono quadri integrati di cooperazione rafforzata per affrontare congiuntamente sfide e opportunità in specifici territori dell’Unione Europea. L’Italia partecipa a due strategie macroregionali\, dedicate rispettivamente all’area adriatico-ionica (EUSAIR) e all’area alpina (EUSALP). \nQuali sono le caratteristiche e gli obiettivi delle strategie a partecipazione italiana? Che relazioni hanno tali strategie con la politica di coesione? Qual è il loro valore aggiunto e quali le principali criticità? \nQuesti gli interrogativi del webinar in diretta su www.ilsole24ore.com\, Facebook   e Linkedin  \, organizzato nell’ambito del progetto Work4Future cofinanziato dalla Commissione Europea – Dg Regio e realizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con OBC Transeuropa e CNR ISSiRFA. \nIntroduzione a cura di Fiorella Lavorgna\, Podcaster Il Sole 24 Ore \nRelatrici \nAlisa Agosti\, Junior researcher\, Istituto per lo Sviluppo Regionale\, EURAC Research \nLuisa Chiodi\, Direttrice OBC Transeuropa/CCI \nRaffaella Coletti\, Ricercatrice ISSiRFA CNR \nModera Giuseppe Chiellino\, Giornalista Il Sole 24 Ore \nPer inviare le domande agli esperti: businessinformation@ilsole24ore.com
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DESCRIPTION:Le strategie macroregionali offrono quadri integrati di cooperazione rafforzata per affrontare congiuntamente sfide e opportunità in specifici territori dell’Unione Europea. L’Italia partecipa a due strategie macroregionali\, dedicate rispettivamente all’area adriatico-ionica (EUSAIR) e all’area alpina (EUSALP). \nQuali sono le caratteristiche e gli obiettivi delle strategie a partecipazione italiana? Che relazioni hanno tali strategie con la politica di coesione? Qual è il loro valore aggiunto e quali le principali criticità? \nQuesti gli interrogativi del webinar in diretta su www.ilsole24ore.com\, Facebook   e Linkedin  \, organizzato nell’ambito del progetto Work4Future cofinanziato dalla Commissione Europea – Dg Regio e realizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con OBC Transeuropa e CNR ISSiRFA. \nIntroduzione a cura di Fiorella Lavorgna\, Podcaster Il Sole 24 Ore \nRelatrici \nAlisa Agosti\, Junior researcher\, Istituto per lo Sviluppo Regionale\, EURAC Research \nLuisa Chiodi\, Direttrice OBC Transeuropa/CCI \nRaffaella Coletti\, Ricercatrice ISSiRFA CNR \nModera Giuseppe Chiellino\, Giornalista Il Sole 24 Ore \nPer inviare le domande agli esperti: businessinformation@ilsole24ore.com
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SUMMARY:ll destino dell’Ucraina. Il futuro dell’Europa
DESCRIPTION:Dopo l’annessione unilaterale della Crimea e la guerra nel Donbas sembrano moltiplicarsi i rischi di una possibile invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia. \nPer comprendere le dinamiche che hanno portato all’escalation del conflitto è necessario risalire al rapporto dell’Ucraina con l’Impero russo\, l’Unione sovietica poi e l’attuale Federazione russa e al percorso di democratizzazione ed europeizzazione avviato dal governo di Kyïv. \nL’incompiuta Rivoluzione arancione del 2004 e la Rivoluzione della Dignità del 2013 hanno avvicinato l’Ucraina al mondo occidentale aprendo una profonda crisi\, al tempo stesso interna e internazionale\, con la Russia. Pagine che guardano non solo agli equilibri della geopolitica\, ma presentano l’evoluzione storica dell’Ucraina post-sovietica\, e aiutano a comprendere le ragioni dei venti di guerra che oggi spirano di nuovo sull’Europa. \n  \nPresentazione del libro “l destino dell’Ucraina. Il futuro dell’Europa”\, Scholè\, collana Orso Blu (febbraio 2022)\, di Simone Attilio Bellezza\, nell’ambito dell’undicesima edizione di “Rose Libri Musica Vino”. \nSimone Attilio Bellezza è un saggista e docente universitario italiano. Tra le sue attività professionali: professore aggiunto di Didattica della Storia Contemporanea presso l’Università di Trento e di Storia dell’Europa orientale presso l’Università del Piemonte Orientale. Specializzato nella storia del movimento nazionale ucraino\, ha studiato vari aspetti del processo di transizione post-sovietica dell’Ucraina. \nL’autore dialoga con Giulia Caccamo docente di Storia delle relazioni internazionali\, Università di Trieste e Stefano Santoro\, docente di Storia dell’Europa orientale\, Università di Trieste. \nModera Nicole Corritore\, giornalista di OBC Transeuropa \nLa Rassegna è gratuita e aperta a tutti. In caso di maltempo si svolgerà nel Teatro Franca e Franco Basaglia\, sino a esaurimento posti e nel rispetto delle misure generali per la prevenzione e il contenimento dell’emergenza COVID-19. \nINFO: \nWeb   \nFacebook   \n \nDownload materiale: PDF
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SUMMARY:Il giornalismo nel conflitto
DESCRIPTION:MODERANO: \nFRANCESCA CAPRINI – YAKU.EU e MATTIA PELLI – RADIOCURA \n——————————————— \nDopo due anni caratterizzati dall’esplosione del fenomeno dell’ infodemia – la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni– legato alla pandemia da Coronavirus Covid19\, siamo oggi alle prese con una quotidiana narrazione di guerra a causa del conflitto russo – ucraino: un’informazione di conflitto che tende a cedere alla propaganda bellicista e a narrare verità artefatte. \nDall’altra\, un fronte sempre più variegato ed ampio di giornalismi indipendenti argina e combatte la perdita di democrazia e la criminalizzazione della società\, costruendo un panorama antitetico alla stampa “embedded” e contribuendo alla resistenza dei popoli e dei territori. \nUn giornalismo nel conflitto\, che spesso richiede costi altissimi in termini di integrità\, sicurezza\, e della vita stessa. \nInsieme ai giornalisti Christian Elia\, per anni inviato di PeaceReporter ed esperto di Medio Oriente\, Balcani e Mediterraneo\, Ekaterina Ziuziuk\, presidente di Articolo21 del Trentino Alto Adige e dell’Associazione bielorussi in Italia ” Supolka”\, e Paola Rosà\, coordinatrice del Media Freedom Resource Centre gestito da OBC Transeuropa\, ragioneremo sul ruolo necessario dell’informazione indipendente anche in tempo di guerra\, e sulla sua crescentecriminalizzazione\, mettendoci a confronto con un sistema di potere che non accetta il contrasto alla narrazione dominante e che vuole nascondere i volti e le voci delle vittime delle tante guerre – militari\, sociali\, ambientali – in cui è immersa la nostra esistenza.  \nPaola Rosà racconterà inoltre di “Strategic lawsuits against public participation” (SLAPP)\, le cosiddette querele bavaglio\, ovvero ogni abuso del diritto che serva a mettere a tacere le critiche\, intimidire giornalisti\, attivisti e difensori dei diritti umani. Tramite le lungaggini dei processi e le richieste di risarcimenti\, il potente di turno – che si tratti di un politico\, di un’azienda o di un colletto bianco – tenta di mettere il bavaglio alla partecipazione democratica. \nE la testimonianza di MeltingPot Europa\, ancora sotto processo per diffamazione a mezzo stampa per aver raccontato ancora una volta – come da 26 anni a questa parte\, anche con il proprio portale   – le violazioni dei diritti umani in materia di migrazioni e asilo. \nmoderano Francesca Caprini di Yaku.eu e Mattia Pelli\, giornalista radiofonico della Radio Svizzera e codirettore di Radio Cura
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