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SUMMARY:Settimana civica 2023 - Dall'orto alla sponda del Fiume
DESCRIPTION:Dopo l’appuntamento “Andar per prati e orti…” tenutosi in data 29 Aprile Arci Mantova Aps organizza un nuovo evento nel quadro del progetto “Lungo le vie dell’ACQUA”\, finanziato da AICS\, inserito nel programma della Settimana Civica 2023. \nDall’orto alla sponda del fiume: una camminata partendo dall’Orto Carolingio del Gradaro verso il Bosco Virgiliano: progetto botanico dei primi del ‘900 del quale ammireremo le specie arboree\, per poi proseguire sulla sponda destra del lago inferiore verso la Vallazza\, un prezioso polmone verde del Parco del Mincio che in primavera si colora di fiori ed erbe che potremo fotografare e raccogliere. Torneremo per la stessa strada al punto di partenza per una visita serale all’Orto. \nPartenza e arrivo: ore 15:30 presso l’Orto Carolingio del Gradaro (via Salvator Allende – Chiesa del Gradaro) \nLunghezza: 8 km circa a/r \nTempi: 3 ore circa \nModalità: cammino \nAccessori: scarpe da trekking o da ginnastica ma non con suola liscia\, borsa raccoglitore in tela\, piccola forbice per taglio erbe\, guanti da lavoro o giardinaggio\, acqua\, cappello per il sole e repellente per insetti. \nLa camminata si svolgerà anche in caso di pioggia lieve.
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SUMMARY:La vita a modo mio
DESCRIPTION:Wilfred Thesiger è stato l’ultimo dei grandi quanto eccentrici esploratori inglesi\, una figura leggendaria per i suoi viaggi in alcuni dei luoghi più inaccessibili della terra. Bambino\, vide l’ingresso vittorioso dell’esercito di Ras Tafari a Addis Abeba\, dopo una guerra sanguinosa e all’arma bianca\, con il nemico sconfitto e ferito in catene; a 22 anni fece la sua prima spedizione nel selvaggio territorio dei Dancali\, lì dove lo status tribale dipendeva dal numero di uomini uccisi e castrati. I suoi libri più famosi\, Arabian Sands e The Marsh Arabs\, sono il racconto dei suoi soggiorni nell’Empty Quarter e nelle paludi dell’Iraq del sud. In questa autobiografia\, dove lirismo e ironia si fondono in maniera ammirevole\, Thesiger racconta le persone che più profondamente lo segnarono\, come per esempio Henry de Monfreid\, e gli eventi che lo spinsero a vivere seguendo il proprio istinto e offre al lettore le chiavi per entrare in una vita e un mondo di leggenda.
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LOCATION:Trento\, Centro per la Cooperazione Internazionale\, Vicolo San Marco\, 1
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SUMMARY:Impronte d'acqua
DESCRIPTION:A chiusura del programma della Settimana Civica\, il centro di Rovereto si anima di iniziative\, dalle arti alla politica\, per bambini e per adulti\, attorno al tema dell’acqua.  \nSe percorri tutte le tappe\, riceverai un premio! \nSegui il percorso:  \n\nTappa 1 | Incrocio Largo vittime delle Foibe e Via Roma\n\nLe vie dell’Arte: gli Zampognari | Ass. Culturale Artisti \nPunto informativo | ATAS onlus\n\n\nTappa 2 | Via Roma\n\nMostra “Dalle Fontane alla Fonte” | Alpi – Bio\n\n\nTappa 3 | Incrocio Via Rialto e Via delle Mercerie\n\nAcqua: Dicci la tua! | ATAS onlus \n\n\nTappa 4 | Piazza delle Erbe\n\nAttività per bambini/e: “Le emozioni\, il nostro mare interno” laboratorio con logopedista & Truccabimbi “Acquatico come un’anguana” | Ass. Armonia \nSalotto d’acqua | Moltiplicazioni e LUMEN slowjournal\n\n\nTappa 5 | Via Tartarotti – Piazzetta Kaiserjager\n\nGl-oca-l: da Rovereto al mondo lungo le vie dell’acqua | Centro per la Cooperazione Internazionale\n\n\nTappa 6 | Piazza Malfatti\n\nLe Vie dell’Arte: performance artistiche | Associazione Culturale Artisti \nMostra “Acqua: Nessuno Senza!” & Contratto Mondiale sull’Acqua | Centro per la Pace\nPunto ritiro premio\n\n\n\nLungo il percorso danze itineranti dello spettacolo “Le Anguane: sentinelle delle acque” a cura dell’associazione Armonia APS \nIn caso di pioggia saremo in via Portici
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SUMMARY:Design the Future. Insegnare e apprendere tematiche globali in modalità blended
DESCRIPTION:La prospettiva dell’educazione alla cittadinanza globale\, coerentemente con il suo fine trasformativo e inclusivo\, promuove modelli di insegnamento e apprendimento che con l’ausilio di strumenti digitali stimolano la riflessione critica sulle connessioni tra locale e globale e sul rapporto tra diritti e responsabilità individuali e collettive al fine di co-creare una società equa e sostenibile. \nLa giornata di formazione ha l’obiettivo di presentare i materiali sviluppati durante il progetto\, sperimentare alcune attività contenute nel kit didattico e attivare un confronto sul tema della formazione blended tra formatori delle organizzazioni della società civile e insegnanti. \nPROGRAMMA \n9.00 Accoglienza partecipanti\n9.30 Saluti e presentazione del programma della giornata\n10.00-10.30 Attività di icebreaking nel chiostro del Centro per la Cooperazione Internazionale \nPlenaria:\n10.30 La progettazione formativa in ambienti di apprendimento blended: il curriculum\n11.30 Praticare in classe l’Educazione alla Cittadinanza Globale: il toolkit Design the Future\n12.30 Le potenzialità del blended nell’educazione formale e non-formale\n13.00 pausa \n14.00 Workshop:\n15.00 Restituzione dei lavori\n16.00 Conclusione \nDESTINATARI\ninsegnanti\, Dirigenti Scolastici\, formatori e educatori delle organizzazioni della società civile\, giovani in Servizio Civile \nFORMATRICI\nFederica Antonelli: amministratrice della piattaforma e-learning del CCI\, esperta di strumenti digitali per la didattica e tutor all’interno del progetto “Capacity Building for Trainers and Teachers: Learning the Blended Way”. \nMartina Camatta: coordinatrice del Centro Insegnanti Globali\, formatrice in percorsi sull’Educazione alla Cittadinanza Globale e sullo sviluppo di competenze trasversali nell’ambito del progetto “Capacity Building for Trainers and Teachers: Learning the Blended Way
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SUMMARY:Invasione russa dell’Ucraina. Contesto e spunti di analisi e riflessione
DESCRIPTION:Come noto\, a seguito della guerra in Ucraina numerose sono state le classi sul territorio provinciale che hanno registrato l’ingresso di studenti costretti a rifugiarsi all’estero per scappare dal conflitto. Nel corso dell’intervento\, Giorgio Comai\, ricercatore di OBCT/CCI\, tenterà di offrire alcuni spunti per comprendere e interpretare quanto avvenuto e quanto sta avvenendo in Ucraina\, ragionando sul perché si è arrivati a questa guerra\, sugli scenari attuali e quelli di medio periodo.
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LOCATION:Aula magna IPRASE\, Via Tartarotti 15\, Rovereto\, TN
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SUMMARY:Il sogno dell’acqua - Incursione a cura del Festival SETE
DESCRIPTION:Il sogno dell’acqua\nVernissage\nConcept Exhibition\ndi Bjorn Giordano\na cura di Becoming X Art+Sound Collective\, SETE Festival e Circolo ARCI \nIncursione a cura di\nFestival SETE – Acqua\, clima\, musica e pop culture\nIncontro con il regista Leonardo Panizza e il team di PrimAscesa: il documentario narra l’eccezionale prima ascesa da parte di due alpinisti di una delle ultime cime inviolate rimaste al mondo: una montagna di rifiuti\, quella che ognuno di noi contribuisce a creare ogni giorno.\nI due esploratori Simon e Giovanni scalano una vera e propria discarica\, affrontando difficoltà fisiche inedite per il mondo outdoor\, per poi discenderla con gli sci.
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LOCATION:Circolo Arci “La Poderosa” – via Tartarotti – Rovereto
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SUMMARY:Libera. Diventare grandi alla fine della storia
DESCRIPTION:Un racconto di segreti di famiglia e di risveglio politico in mezzo a un regime fatiscente. Una riflessione sentimentale sulla libertà in un memoir sulla fine del comunismo nei Balcani\, pieno di icone del Novecento che prendono vita e diventano personaggi straordinari. \nPer la brillante e precoce undicenne Lea Ypi\, il socialismo in stile sovietico dell’Albania aveva la promessa di un futuro preordinato\, una garanzia di sicurezza tra compagni entusiasti. Questo finché non si è trovata aggrappata a una statua di pietra di Joseph Stalin\, appena decapitata dalle proteste degli studenti. Il comunismo non era riuscito a realizzare l’utopia promessa. La biografia di ciascun cittadino\, definita dall’appartenenza di classe e da altri elementi tutti legati al passato\, poneva limiti rigidi al futuro individuale. Quando i genitori di Lea parlavano di parenti che andavano all’università o che si laureavano\, parlavano di gravissimi segreti che Lea faticava a capire. E quando i primi anni novanta videro l’Albania e altri Paesi balcanici cominciare una transizione esuberante verso il libero mercato\, gli ideali occidentali di libertà portarono il caos: una distopia di schemi piramidali\, crimine organizzato e trafficanti di sesso. Una nonna elegante\, intellettuale e francofona\, un padre radical chic e una madre thatcheriana e ferocemente antisocialista\, Lea Ypi cresce attraversando questi tempi di rivoluzioni e di grande disorientamento\, con un’educazione politica unica e ricchissima\, e lo racconta con grande talento letterario. Oggi Lea Ypi è una delle giovani filosofe politiche più all’avanguardia nel mondo ed è una voce di spicco della sinistra nel Regno Unito. Il suo memoir offre una prospettiva fresca e avvincente sulla relazione tra personale e politico\, tra valori e identità\, e pone domande urgenti sul prezzo della libertà. \nLea Ypi è saggista\, esperta di marxismo e di teoria critica. Professore di Political Theory alla London School of Economics\, ha fatto ricerca e ha insegnato nelle maggiori università del mondo: alla Sapienza\, a Sciences Po\, all’Università di Francoforte\, al Wissenschaftszentrum di Berlino\, all’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli. Tra i suoi libri: Global Justice and Avant-Garde Political Agency (Oxford University Press\, 2012)\, The Meaning of Partisanship (con J. White\, Oxford University Press\, 2016)\, Stato e avanguardie cosmopolitiche (trad. it. Laterza\, 2016)\, Libera. Diventare grandi alla fine della storia (Feltrinelli\, 2022). \nIntervengono: \nl’autrice Lea Ypi\, intervistata da Giorgio Gizzi di Libreria Arcadia\, con il contributo di Artan Puto – professore di Storia Contemporanea dell’Università di Tirana e Luisa Chiodi – direttrice di OBC Transeuropa. \nE’ consigliata la prenotazione compilando questo modulo\, oppure scrivendo all’indirizzo: info@libreriarcadia.com o chiamando il numero 0464-755021. \nÈ richiesto un contributo di 3€ a persona che sarà interamente restituito in caso di acquisto nella serata di una copia del libro presentato. \nINFO: \nLibreria Arcadia \nVia Felice e Gregorio Fontana 16 – Rovereto \nweb: https://www.libreriarcadia.com/
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SUMMARY:"Acqua: ci mancherai?!" - *Evento annullato*
DESCRIPTION:Open Space Technology “Acqua: ci mancherai?!”\n dalle 18.00 alle 21.00 presso l’Urban Center\, Rovereto\, Corso Antonio Rosmini\, 58\n\n\n\nConfronto pubblico sul tema dell’acqua\, utilizzando il metodo dell’Open Space Technology\, metodologia che consente di confrontarsi\, in modo innovativo\, su declinazioni tematiche decise al momento e partendo dalla condivisione di informazioni\, opinioni ed esperienze.\nPortate i temi che vorreste discutere con gli/le altri/e partecipanti!!\nQuanto emergerà dalla serata verrà portato\, da uno dei partecipanti\, il 9/10 giugno 2023 allo EYE –  European Youth Event (Evento Europeo per i giovani) a Bruxelles nel gruppo di lavoro “Parlamento Europeo dei Giovani per l’acqua”.\n\nDurante l’incontro sarà previsto un piccolo buffet.\nA cura di Atas onlus in collaborazione con il Comune di Rovereto e il Centro per la Cooperazione Internazionale. \n\n\nSperiamo di vedervi numerosi/e e vi chiediamo gentilmente aiuto a promuovere l’iniziativa!\nChiediamo inoltre a chi intende partecipare\, di farcelo sapere scrivendo a silvia.volpato@atas.tn.it o su whatsapp a 3423552914\, in modo da poter gestire al meglio gli aspetti organizzativi.
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SUMMARY:Talk - Lungo le vie dell' acqua
DESCRIPTION:Dalle Alpi Marittime alla pianura cuneese alla scoperta del lungo percorso di questa preziosa risorsa\nLambita da due corsi d’acqua\, la città di Cuneo e la pianura circostante sono sempre state abituate a una grande abbondanza della risorsa idrica grazie alla corona di montagne che\, come un deposito a cielo aperto\, ha rifornito anche le estati più torride della regione. Eppure\, questa certezza sta venendo meno e il territorio cuneese si sta drammaticamente trasformando in una delle aree del Piemonte\, se non addirittura dell’Italia e dell’Europa\, più siccitose. Siamo pronti a questo enorme cambiamento? Conosciamo davvero il tortuoso percorso che l’acqua intraprende dalle cime più alte del Parco Naturale delle Alpi Marittime alle nostre case? E quali prospettive ci attendono? Grazie all’esperienza di chi dell’acqua e del clima ha fatto la sua professione e con il punto di vista di chi deve trovare continui adattamenti a un paesaggio mutevole e in crescente carenza idrica\, proveremo a delineare il quadro attuale e futuro del nostro territorio e ad immaginare quali soluzioni come collettività e come individui possiamo mettere in atto per contrastare questo fenomeno. \n\n\n\nIntervengono: \nDaniele Cat Berro – Ricercatore presso la Società Meteorologica Italiana e redattore della rivista “Nimbus”\nAladar Pittavino – Gestore del rifugio Federici-Marchesini al Pagarì in Valle Gesso nel Parco Naturale delle Alpi Marittime\nIng. Andrea Ponta – Responsabile Area Operativa presso ACDA SpA\nSara Segantin – Scrittrice\, comunicatrice scientifica e alpinista\nModera Italo Rizzi – Responsabile del settore Progetti di LVIA. \nL’evento è organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Lungo le Vie dell’Acqua: Ambiente\, Cultura\, Qualità dell’Abitare per Educare alla Cittadinanza Globale”\, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AID 012618/01/7) e implementato dal Comune di Cuneo in partenariato con il Comune di Rovereto\, capofila di progetto\, e il Comune di Mantova. \nScarica qui la locandina dell’evento
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SUMMARY:Energia solare\, fondi di coesione e comunità energetiche
DESCRIPTION:Modera: Fiorella Lavorgna \nIntervengono: \nOrnaldo Gjergji\, Ricercatore\, OBC Transeuropa \nGianluca Greco\, Presidente\, Comunità Coop. Melpignano \nFederica Porcellana\, Responsabile\, Rappresentanza ENEA a Bruxelles \nPotrete seguire la diretta sulla pagina Facebook   e Linkedin   del Sole 24 Ore.
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SUMMARY:Fare memoria a Srebrenica
DESCRIPTION:Si parlerà di come fare memoria a Srebrenica\, tra negazionismo e storia. A partire dalle responsabilità criminali stabilite dal Tribunale Penale per i Crimini di guerra in ex-Jugoslavia (ICTY) a quelle politiche e morali della comunità internazionale nella (mala)gestione del conflitto e del post-conflitto: cosa significa fare memoria a Srebrenica\, cosa succede dopo una guerra e qual è lo stato della ricostruzione di una società devastata poco più di venticinque anni fa da una guerra e da un genocidio? \nIntervengono: \n\nEmir Suljagić\, direttore del Srebrenica Memorial Center\, testimone diretto\, già traduttore presso il battaglione dei caschi blu stanziato a Srebrenica\, autore di “Cartoline dalla fossa. Diario di Srebrenica” (Beit 2010\, Marotta e Cafiero 2022)\nEdin Ikanović\, coordinatore locale del progetto Srebrenica 2.0 \nAlmir Salihović\, responsabile dei progetti sulla Oral history del Srebrenica Memorial Center\nStefano Petrungaro\, storico\, docente di Storia dell’Europa Orientale a Ca’ Foscari\nModera l’incontro Luisa Chiodi\, direttrice Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa – Unità operativa Centro per la Cooperazione Internazionale.\n\nTraduzione BiH/ITA a cura di Edvard Cucek e Andrea Rizza Goldstein.
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SUMMARY:Comprendere la crisi climatica attraverso la geografia
DESCRIPTION:Come si può raccontare la geografia adottando la prospettiva della crisi climatica? Andando oltre gli aspetti strettamente ambientali si può riflettere sui rapporti tra le popolazioni\, le risorse e la natura\, guardando ad alcuni casi esemplari: es. la riconversione dell’industria automobilistica; soluzioni brillanti prodotte dall’innovazione tecnologica; l’impatto ambientale che anche l’industria delle rinnovabili ha. Come il cambiamento climatico cambierà e sta già cambiando le nostre vite?
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LOCATION:Aula magna IPRASE\, Via Tartarotti 15\, Rovereto\, TN
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SUMMARY:31 maggio\, Giornata Internazionale delle Fasce bianche
DESCRIPTION:L’iniziativa è come sempre firmata dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani\, dall’Associazione Trentino con i Balcani\, dall’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo\, dall’Associazione Progetto Prijedor e da Unimondo\, con l’adesione di molti altri gruppi\, associazioni\, singole persone. Più o meno a quell’ora\, quel 31 maggio\, manifesteranno un altro centinaio di città europee. \nContemporaneamente\, poi\, migliaia di persone saranno in piazza proprio a Prijedor\, città della repubblica Srpska – la parte serba della Bosna Erzegovina – \, dove tutto è iniziato. Il 31 maggio del 2012\, infatti\, un ragazzo giovane\, Emir Hodžić\, si legò al braccio una fascia bianca e si mise solo\, in piedi\, nella piazza del municipio. Non disse nulla. Rimase zitto. Voleva protestare contro l’assordante silenzio delle autorità di Prijedor. Voleva si condividesse il ricordo di quello che era accaduto vent’anni prima\, il 31 maggio 1992. \nQuel giorno\, a Prijedor\, era arrivato l’odio. Le autorità serbe obbligarono tutti i cittadini non-serbi a mettere uno straccio o un lenzuolo bianco alle finestre di casa. Per essere riconoscibili anche fuori\, in strada\, furono obbligati a mettere una fascia bianca al braccio. Così\, iniziò la tragedia. In pochi mesi 31.000 civili di Prijedor\, tutti rigorosamente non serbo – ortodossi\, vennero rinchiusi nei lager. 53.000 persone furono vittime di persecuzione e deportazione. Quelli uccisi furono 3.173. 102 erano bambini. \n\nVideo-messaggio da Edin Ramulić\, promotore dell’iniziativa della Giornata Internazionale delle Fasce Bianche a Prijedor\, nonché vittima diretta dell’odio che prevalse nella città negli anni ’90. Imprigionato a 22 anni dalle autorità serbe\, perse il padre e il fratello che furono prima torturati e poi uccisi. \n\n  \n    \n    \n      Carica contenuto Facebook
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LOCATION:Palazzo Thun\, Via Rodolfo Belenzani\, 19\,\, Trento
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SUMMARY:Turchia\, il dopo elezioni: politica\, società\, diritti
DESCRIPTION:E’ possibile seguire l’evento online: Link Webex 
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SUMMARY:E ora? La Turchia dopo le elezioni
DESCRIPTION:Quale situazione si prospetta per il futuro della Turchia dopo la conferma di Erdogan e con un parlamento a maggioranza nazionalista e conservatrice?Se ne discuterà con Fazila Mat\, ricercatrice e analista di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa\, e con Lea Nocera\, docente dell’Università di Napoli L’Orientale e direttrice della rivista Kaleydoskop – Turchia\, Cultura e Società. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti. \nINFO: \nEvento sulla pagina Facebook di Associazione A voce Alta  .
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LOCATION:Officine Gomitoli\, Lanificio Piazza E. De Nicola 46\, Napoli
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SUMMARY:Transnational Political Contention and the protection of rights and democracy in Europe
DESCRIPTION:Transnational political dynamics are growing: some question the EU liberal order\, while others contribute to strengthening democratic guarantees at the European and domestic level as well in candidate countries. The TraPoCo (Transnational Political Contention in Europe) Jean Monnet network contributed to developing a field of research that looks at the interaction of practices and processes that cross the borders of nation-states and have an impact on the functioning of democracy inside and outside the Union. \nTraPoCo scholars focused on the advancement of research on the practices of mobilisation and protest of actors such as social movements\, activists\, civil society organisations\, trade unions\, etc. in transnational political arenas on issues relating to European integration. In particular\, TraPoCo looked at how\, in what forms\, and under what conditions the societal actors that work for the enlargement of the space of fundamental rights benefit from transnational political spaces at EU level and\, in turn\, contribute to European integration in some form and reinvigorate democracy in the EU and its Member States. \nThis event will be an opportunity for TraPoCo partners to share their most cutting-edge research outcomes with civil society and policy-makers\, with a focus on policy implications at the EU level. \nThe event will be held in person at Maastricht University Brussels  . It is also possible to watch the event live by clicking on this Zoom link  . \nRegistration is mandatory. Please fill out this short form  to register for the event. \nThe TraPoCo Jean Monnet Network comprises the Faculty of Political Science of the Scuola Normale Superiore  ; the Department of Sociology of the University of Belgrade  ; the School of Politics and International Relations and UCD College of Business of the University College Dublin  ; the Institute of Forest\, Environmental\, and Natural Resources Policy of the University of Natural Resources and Life Sciences  of Vienna; the think tank OBC Transeuropa\, and the NGO The Good Lobby  . \nThe project TraPoCo is co-financed by the ErasmusPlus\, Jean Monnet Action of the European Union. \nAgenda\nTransnational Political Contention and the protection of rights and democracy in Europe. Final Conference \nDate and Venue: June 7\, 2023 – Maastricht University Brussels Campus\, Bel Etage Room\nAv. de Tervueren 153\, 1150 Brussels\, Belgio \n9:00: Opening: Chair\, Kelsey Beltz\, The Good Lobby \nWelcome speech: Ylenia Destito\, Jean Monnet Programme adviser\, European Commission\, EACEA \nIntroduction: Aron Buzogany\, Boku University Vienna \nPolicy paper discussions: \n9:30 – 10:00 | The transnational dimension of Environmental struggles\nPolicy paper presentation: “Environmental initiatives in Serbia and their European perspective”\,\nJelena Pešić\, Faculty of Philosophy\, University of Belgrade \nDiscussant:\nGiuseppe Di Paola\, Directorate General for Environment\, European Commission \n10:00 – 10:30 | Migration and Transnational Participation\nPolicy paper presentation: “Towards the 2024 European elections: Cities and civil society as MEP key partners for a radical reform of EU migration policy”\, Federico Alagna\, Faculty of Political and Social Sciences\, Scuola Normale Superiore \nDiscussant:\nRita Biconne\, ALDA\, European Association for Local Democracy \n10:30 – 10:45 Coffee break \n10:45 – 11:45 | Building transnational civic spaces in the EU\nPolicy paper presentation: “The transnational experience of domestic civil society organisations: Italian CSOs exploring the EU multilevel polity”\, Luisa Chiodi\, Director\, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa \nDiscussants:\nMEP Sergey Lagodinsky\, Greens/EFA\nRoy Virah-Sawmy\, Programme Manager CIVITATES \n11:45 – 12:30 | A transnational space for Trade Unions and Labour issue\nPolicy paper presentation: “The human rights implications of the Minimum Wage Directive”\, Graham Finlay\, School of Politics and International Relations\, University College Dublin \nDiscussants:\nTorsten Müller\, Senior Researcher\, European Trade Union Institute\nPablo Sanchez\, Policy Advisor\, European Public Service Union \n12:30 – 13:00 Concluding remarks: Chiara Milan\, Faculty of Political and Social Sciences\, Scuola Normale Superiore \n13:00 Lunch \n— \nContact information: \nRossella Vignola\, vignola@balcanicaucaso.org | segreteria@balcanicaucaso.org
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LOCATION:Maastricht University Brussels\, Brussels and Online
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SUMMARY:Russia-Ucraina: come siamo arrivati a questa guerra?
DESCRIPTION:Come siamo arrivati a questa guerra? Difficile vederci chiaro\, ma ancor meno se non siamo informati. \nSerata di approfondimento con Giorgio Comai\, ricercatore di OBC Transeuropa/Centro per la Cooperazione Internazionale\, esperto di spazio post-sovietico\, che non andrà nei dettagli delle dinamiche della guerra combattuta\, ma condividerà con noi riflessioni più ampie\, che aiuteranno a capire cosa c’è stato prima dell’invasione russa dell’Ucraina e che cosa ci potrebbe essere poi. \nINFO: \nPagina dedicata all’evento 
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LOCATION:Vezzano (TN)\, Associazione Apeiron\, via Dante 7
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SUMMARY:How to communicate data so people understand you
DESCRIPTION:Vivere in un’epoca “informata dai dati” significa guardare il mondo attraverso la lente dei numeri\, della scienza e delle statistiche. Ma i dati non parlano da soli e\, come giornalisti\, il nostro impegno è quello di trasmettere le informazioni al pubblico in modo efficace\, affidabile e coinvolgente. Come possiamo quindi affrontare la complessità del mondo che ci circonda quando la capacità di leggere numeri e grafici non viene insegnata a scuola? In questa sessione si analizzano – con esempi reali – cosa funziona e cosa no nella comunicazione e visualizzazione dei dati. \nPartecipano le giornaliste Gianna-Carina Grün (Deutsche Welle)\, Catherine André (Alternatives Economiques)\, Elisabetta Tola (Radio3 Scienza\, Facta). Modera Federico Caruso.
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LOCATION:Mechelen\, Zandpoortvest 60\, Mechelen\, Belgio
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SUMMARY:WEBINAR - What avenues for environmental struggles in Europe?
DESCRIPTION:Come dimostra la campagna transnazionale Save the Blue Heart of Europe per proteggere gli ultimi fiumi selvaggi d’Europa\, le mobilitazioni ambientali transnazionali possono avere successo. Quali sono gli ingredienti del successo e quali sono le nuove strade per le lotte ambientali in Europa? \nAs the transnational campaign Save the Blue Heart of Europe to protect Europe’s last wild rivers shows\, transnational environmental mobilisations can be successful. What are the ingredients for success and what are the new avenues for environmental struggles in Europe?  \n\n\nTwo recent pieces of news have brought hope to environmental and climate movements in Europe and globally. The first news is from Albania\, where the government has announced the establishment of a national park dedicated to protecting the Vjosa River. The Vjosa River is one of Europe’s last remaining wild rivers\, free from dams and dikes. The decision to create a national park is a result of a decade-long transnational mobilization by various organizations and activists led by the Save the Blue Heart of Europe  coalition. The case of the Vjosa River and the coalition’s success can serve as an inspiration and example for climate activists in other contexts. \nThe second news comes from the United Nations\, where the General Assembly passed a historic resolution requesting the International Court of Justice to issue an opinion on the legal responsibilities of states in combating climate change. This resolution was initiated by law students from Pacific islands threatened by climate change. Although the Court’s opinion will not be binding on national courts\, it has the potential to influence judges globally and impact the international legal system. Climate activists have welcomed this resolution as it broadens the Court’s mandate to include climate action and can clarify the legal obligations of governments. It also provides an additional tool for civil society to pursue legal challenges against governments on environmental issues. \nIn several European countries\, a number of pro-environmental judgments resulting from forms of civic mobilization have already been signaling the ‘suppletive role’ of courts in climate matters in the face of government inaction for some years. While dissent and protests are increasingly criminalized and repressed across Europe\, legal activism appears to be one of the remaining avenues for civil society to deploy the emancipatory power of law. \nMany are looking with interest at the case of the Albanian river\, especially in the Balkan region where hydroelectric power plants threaten many other rivers\, and environmental struggles are not limited to this\, as evidenced by the many mobilizations active in the area. For the countries of the region\, mobilizations on the environment  are also part of the process of European Union integration\, with the EU playing  an ambivalent and sometimes contradictory role. \nWhy is the Save the Blue Heart of Europe campaign a successful example of transnational collective action? How can the EU enhance its support for environmental initiatives in the region and promote participatory and inclusive decision-making processes in the Enlargement countries? Amidst growing criminalization and repression of dissent and protests in Europe\, is legal activism truly one of the remaining powerful tools for civil society fighting for the environment? \nAn online conversation with:\nAmelie Huber\, Euronatur/Save the Blue Heart of Europe  \nThomas Waitz\,  MEP\, Group of the Greens/European Free Alliance \nJelena Pesic\, researcher\, University of Belgrade \nLucie Greyl\, activist and researcher\, A Sud association \nDiscussant: Charalampos Kontonis\, Policy Advisor in Western Balkans Working Group\, European Parliament \nModeration: Luisa Chiodi\, OBC Transeuropa \nFollow the event live on OBCT Facebook page  .  \nThe event will be held in English. \nSpeakers’ bio\nAmelie Huber is freshwater project manager at Euronatur Foundation  \, Germany\, where she helps coordinate the Save the Blue Heart of Europe campaign\, an initiative aiming to halt destructive hydropower development in the Western Balkans. Before that\, she spent several years researching hydropower conflicts in the Eastern Himalayan region of India. She holds a PhD in Political Ecology from the Institute of Environmental Sciences and Technology in Barcelona. \nThomas Waitz is a member of the European Parliament for the Austrian Greens and co-chair of the European Green Party. In his political work he focuses on environmental issues and sustainable agriculture\, as well as a strong foreign and peace policy. He is particularly active on EU accession and the relations with Western Balkan countries. Thomas is an organic farmer\, forester and beekeeper. \nJelena Pesić is Assistant Professor at the Department of Sociology\, Faculty of Philosophy\, University of Belgrade. She is interested in theoretical foundations of collective action and social movements\, but also has experience in conducting surveys\, quantitative data analysis\, and collecting qualitative data on social movements\, civic activism\, and protests. She has been involved in two research projects related to recent civic protests in Serbia. In addition\, she is experienced in international comparative surveys and research projects\, such as “Eastern Enlargement – Western Enlargement. Cultural Encounters in the European Economy and Society after the Accession”\, “Understanding Nascent Capitalism in Eastern Europe”\, “Informal Relations Between Politics and Economy in Post-Socialism”. \nLucie Greyl. Anthropologist by training Lucie is a member of the Italian environmental Organisation A Sud   since 2008 where she works as a project manager\, research and trainer. Lucie is also president of CDCA – the Documentation Centre on Environmental Conflicts. Environmental and climate activists\, Lucie coordinates the Giudizio Universale Campaign  \, promoting the climate litigation against the Italian State for insufficiency of the State climate measures\, presented in court June 2021. \nContact information: \nRossella Vignola vignola@balcanicaucaso.org | segreteria@balcanicaucaso.org \nThe webinar is organised in the framework of the project TraPoCo. Transnational Political Contention in Europe co-financed by the ErasmusPlus\, Jean Monnet Action of the European Union.
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SUMMARY:Il ruolo dell’Ue nelle crisi internazionali: il caso dell'Ucraina
DESCRIPTION:Interventi \nFrancesco Privitera – Università di Bologna \nGiorgio Comai – Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa \nMikhail Minakov – Kennan Institute\, Woodrow Wilson Center for International Scholars di Washington \nIntroduce e modera: Fabio Casini – CDE Punto Europa Forlì \nINFO: \nCDEITA – Rete Italiana dei Centri di Documentazione Europea \nWeb: http://cdeita.it/ \nRegistrazione per l’evento \nDiretta web su Youtube
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SUMMARY:Serbia and Bosnia Herzegovina: the war in Ukraine and new risk scenarios in the Western Balkans
DESCRIPTION:The invasion of Ukraine by the Russian Federation (on February 24th\, 2022)\, has shocked the European continent\, calling into question how international relations could enter a possible military escalation\, requiring a review of the European collective security\, and how the EU enlargement and neighborhood policies in Eastern and Southeastern Europe shall be reviewed today. The effects of war in Ukraine are not only likely to disrupt the parties directly in conflict\, but also\, they will have repercussions in other areas of the European continent\, such as the Western Balkans that have been the focus of stabilization efforts by Italy and the European Union for long. Today\, with the Russian invasion of Ukraine\, the risks of destabilization in the Western Balkans are growing\, especially due to the Kremlin’s traditional sphere of influence in the region. \nThe study here presented – conducted between January and May 2023\, and financed by the Italian Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation/UAP Unit for Analysis and Policy Planning – aims to analyze the evolution of the situation in the Western Balkans\, particularly in Serbia and Bosnia and Herzegovina\, based on the Russian Federation’s invasion of Ukraine\, and to identify and understand the new possible risks and fragilities in the area. \nThe objective of the online seminar is to explore what is the impact of the war in Ukraine and what it may be in the future in Serbia and Bosnia and Herzegovina\, in consideration of their national political forces and settings\, of their civil societies and of the international community. The study results will be presented and debated by some discussants from Serbia and Bosnia and Herzegovina. \nPROGRAMME\nOpening remarks \nAndrea Cascone\, Maeci (TBC) \nResearch findings \nFrancesco Martino (OBCT) and Anna Ferro (CeSPI) \nDiscussion \nSasha Seregina\, civic society activist\, Belgrade\nDenis Džidić\, Executive Director\, Balkan Investigative Reporting Network Bosnia Herzegovina (BIRN BiH)\nEdina Bećirović\, Associate Professor at the Faculty of Criminal Justice\, Criminology\, and Security Studies at the University of Sarajevo\nJovan Teokarević\, Professor of Comparative Politics at the Faculty of Political Sciences\, University of Belgrade and at College of Europe (Natolin Campus) \nConcluding remarks \nLuisa Chiodi\, Director OBCT \nWorking language: English
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SUMMARY:SGRI 2023 Conference
DESCRIPTION:Per maggiori dettagli\, si veda il programma sul sito ufficiale dell’evento.
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LOCATION:Università di Catania\, Polo Didattico\, via Gravina 12\, Catania
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SUMMARY:Transnational solidarities in the Balkans: migration justice worldmaking
DESCRIPTION:The event\, organised by the Institute of International Relations (IRMO  ) and OBCT in partnership with Agitate!  aims at disseminating the research findings of the TraPoCO Jean Monnet Network. Transnational Political Contention in Europe\, targeting think tanks\, the academia\, and NGO practitioners\, as well as local civil society organizations\, policy-makers and other stakeholders. \nThe event will focus on the Western Balkans migration route\, which has been largely crossed since the 2015 long summer of migration by people on the move striving to access the territory of the European Union to lodge an asylum claim. \nTaking into account the research and experience in the field\, the meeting will discuss the capacity of European civil society actors to challenge the EU border policies from below\, their efforts to propose alternative narratives on migration\, their joint work to build a European political space of solidarity\, and their idea of care in a transnational context as well as the opportunities and limitations offered by the European space to build a Europe of solidarity from below. \nThe meeting will benefit from the exchange between researchers and human rights activists engaged in supporting people on the move and denouncing the violation of human rights at the borders of the EU. \nThe event will be held in person at Roda / Rodino   (Gnijezdo\, Žerjavićeva 10\, Zagreb). It is also possible to watch the event live by clicking on this Zoom link  . \nThe event is organised in the framework of the TraPoCo project. The TraPoCo Jean Monnet Network comprises the Faculty of Political Science of the Scuola Normale Superiore  ; the Department of Sociology of the University of Belgrade  ; the School of Politics and International Relations and UCD College of Business of the University College Dublin  ; the Institute of Forest\, Environmental\, and Natural Resources Policy of the University of Natural Resources and Life Sciences   of Vienna; the think tank OBC Transeuropa\, and the NGO The Good Lobby  . \nThe project TraPoCo is co-financed by the ErasmusPlus\, Jean Monnet Action of the European Union. \nAgenda\nTransnational solidarities in the Balkans: migration justice worldmaking \nDate and Venue: June 19\, 2023 | 14:30 – 17:00 \nRoda / Rodino\, Gnijezdo \nOpening: Senada Šelo Šabić\, Institute for Development and International Relations \nIntroduction: Luisa Chiodi\, OBC Transeuropa \nGrassroots European Solidarity along the Balkan Route. Solidarity at the borders: Chiara Milan\, Scuola Normale Superiore \nUrgencies and emergencies of the Transbalkan tribunal for justice: sowing transnational and translocal migration justice movement: Emina Bužinkić\, Institute for Development and International Relations \nSolidarity bridges – everyday labor of border abolition: Nidžara Ahmetašević\, Frontline Defenders \nIntercultural mediation as a bridge: Uršula Lipovec Čebron\, University of Ljubljana \nBorder Deaths and Solidarities: Marijana Hameršak\, Institute of Ethnology and Folklore Research \nClosing remarks: Luisa Chiodi\, OBC Transeuropa \n— — \nZoom link: \nhttps://us06web.zoom.us/j/89287718504  \nID: 892 8771 8504 \nContact information: \nRossella Vignola vignola@balcanicaucaso.org | segreteria@balcanicaucaso.org
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SUMMARY:Solidarietà internazionale para siempre - Incontro con Lepa Mlađenović
DESCRIPTION:Un dialogo attorno a alcune parole cardine per raccontare\, pensare e rafforzare l’attivismo transnazionale e le relazioni tra Italia e Balcani. \nLepa Mlađenović\, femminista\, attivista per i diritti della comunità LGBT+ e tra le fondatrici delle Donne in Nero di Belgrado\, è stata una delle figure più importanti del movimento contro la guerra in Serbia. Prima\, durante e dopo le guerre di dissoluzione jugoslava Lepa ha continuato a intessere relazioni con attiviste e attivisti in tutti i paesi della regione\, in Italia e a livello internazionale. \nNei racconti di molte sue compagne bosniaco-erzegovesi emerge spesso il nome di Mario Boccia\, autore della mostra Sarajevo 1992-1996. L’assedio più lungo e testimone importante delle guerre di dissoluzione jugoslava. Mario è citato soprattutto come un amico\, che ha trasformato il suo lavoro di fotoreporter in un atto concreto di amore e solidarietà verso il loro paese.\n\n\nGrazie alla facilitazione di Lepa Mlađenović\, l’incontro adotterà un approccio partecipativo. Attraverso l’alternarsi di momenti narrativi e momenti di scambio\, si esploreranno le relazioni di solidarietà sviluppatisi tra l’Italia e i Balcani in questi tre decenni.\n\nMettendo in dialogo le esperienze di attivismo vissute negli anni Novanta e quelle contemporanee – dalle iniziative lungo la Rotta Balcanica alle reti femministe\, dall’impegno per la memoria e quello per i diritti – i partecipanti potranno costruire insieme una sorta di “lessico familiare” della solidarietà transnazionale utile\, speriamo\, a raccontare\, pensare e rafforzare le relazioni tra le due sponde dell’Adriatico.\n\n\nConcluderà l’incontro Mario Boccia che\, partendo da alcune immagini della sua esperienza di solidarietà con i Balcani\, proverà a “illustrare” questo lessico emergente.\n\nPer motivi organizzativi\, l’evento prevede un numero massimo di 20 partecipanti. Puoi iscriverti cliccando sul bottone qui sotto. \nIscriviti all’eventoLa partecipazione all’incontro include la possibilità di visitare la mostra di Mario Boccia\, esposta al Museo storico italiano della Guerra \nFoto: Sarajevo\, il Tribunale delle Donne (Foto Clara Casagrande) \nEvento realizzato in collaborazione con il Museo storico italiano della Guerra\, con il sostegno del Comune di Rovereto e del progetto Trapoco. Transnational political contention in Europe\, cofinanziato dal programma Erasmus+ (Azione Jean Monnet) dell’Unione europea. \nComune di Rovereto \n 
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LOCATION:Museo Storico Italiano della Guerra\, Via Guglielmo Castelbarco\, 7\, Rovereto (TN)\, 38068
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SUMMARY:Un approccio femminista alla giustizia
DESCRIPTION:Lepa Mlađenović\, femminista\, tra le fondatrici delle Donne in Nero di Belgrado e attivista per i diritti della comunità LGBT+\, è stata una delle figure più importanti del movimento contro la guerra in Serbia. Prima\, durante e dopo le guerre di dissoluzione jugoslava\, Lepa ha continuato a intessere relazioni con donne e attiviste in tutti i paesi della regione\, in Italia e a livello internazionale. \nIn occasione della mostra fotografica di Mario Boccia “Sarajevo 1992-1996. L’assedio più lungo” esposta al Museo Storico Italiano della Guerra fino al 10 settembre 2023\, un doppio appuntamento con Lepa Mlađenović per riscoprire insieme il ruolo dell’attivismo e della partecipazione dal basso nella costruzione di relazioni internazionali più umane. \nEvento realizzato in collaborazione con il Museo storico italiano della Guerra\, con il sostegno del Comune di Rovereto e del progetto Trapoco. Transnational political contention in Europe\, cofinanziato dal programma Erasmus+ (Azione Jean Monnet) dell’Unione europea. \n\n \nComune di Rovereto \n\n 
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LOCATION:Casa delle donne\, via della Terra 29\, Rovereto (TN)
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SUMMARY:Coesione: Turismo e mobilità ciclistica nell'area adriatico-ionica
DESCRIPTION:Modera: Fiorella Lavorgna\, Il Sole 24 Ore \nIntervengono: \nMarco Ranocchiari\, Collaboratore OBC Transeuropa \nPaolo Perucci\, Direzione Centrale Infrastrutture e Territorio\, Regione Friuli Venezia Giulia \nJessica Casagrande\, EuroVelo\, Federazione Ciclistica Europea (ECF) \nIl webinar\, della durata di un’ora\, è organizzato da OBC Transeuropa in collaborazione con Il Sole 24 Ore nell’ambito del progetto Work for Future e sarà ospitato da Il Sole 24 Ore e trasmesso in diretta dal suo portale   e dalla sua pagina Facebook   e Linkedin  . \nHai delle domande da porre durante l’evento? Inviale a businessinformation@ilsole24ore.com
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CATEGORIES:Corsi e lezioni,Sviluppo sostenibile
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SUMMARY:Quali spazi per costruire un'Europa accogliente dal basso?
DESCRIPTION:Con una certa periodicità si riaccende in Italia il dibattito sul tema migratorio\, spesso in seguito a tragici episodi come quello di Cutro che ha portato alla morte di almeno 90 persone sulle coste calabresi. La questione delle migrazioni e delle politiche di asilo è da sempre terreno di divisioni e scontri sia a livello nazionale che europeo. A livello comunitario – complici anche gli stati membri – l’Unione europea si è impegnata a formulare nuove politiche e strategie ma il dossier di riforma avanza molto lentamente e tutti i principali nodi per riformare il sistema nel senso di una condivisione di responsabilità restano irrisolti\, mentre emerge chiaramente una politica comune delle espulsioni\, di controllo delle frontiere\, di criminalizzazione della solidarietà e del soccorso in mare con gravi rischi di violazione delle norme internazionali\, dei diritti umani delle persone in movimento e di restringimento dello spazio civico per tutti. \nCome siamo arrivati a questo punto? Quali sono le responsabilità dell’UE\, e quali degli stati membri? Qual è il ruolo e quali le possibilità per la società civile europea di attivarsi per rivendicare un modello di gestione delle migrazioni che metta al centro i diritti fondamentali\, la solidarietà\, il rispetto della vita umana? Nel seminario ripercorreremo i passaggi che hanno portato alle attuali politiche europee in materia di migrazioni e asilo ed esploreremo possibili strade per cambiarle\, a partire dalla necessità di una riflessione critica sulle costruzioni sociali\, storiche\, politiche ed economiche su cui attualmente si fondano discorsi e pratiche in materia di migrazioni in Europa. \nIl seminario si propone i seguenti obiettivi: \n\nleggere i fenomeni migratori in una prospettiva di politiche europee;\ncomprendere le principali sfide e gli ostacoli nel processo di riforma delle politiche europee in materia di migrazione e asilo inquadrandole nello specifico funzionamento del processo decisionale europeo\, con un’attenzione particolare al ruolo delle istituzioni UE e a quello degli Stati membri;\noffrire una panoramica sui più recenti sviluppi di policy a livello europeo e sulle prospettive future;\nanalizzare alcuni tentativi di riforma promossi della società civile\, esaminando spazi di azione e mobilitazione a livello europeo a transnazionale volti a promuovere politiche migratorie nel senso della solidarietà e del rispetto dei diritti umani e offrendo spunti per l’advocacy europea;\noffrire spunti per una lettura critica dell’architettura istituzionale delle politiche migratorie che si fonda su costrutti che non sono ‘neutri’ o ‘naturali’ ma storicamente e socialmente costruiti.\n\nIl seminario ha una durata di due ore. Saranno incoraggiati momenti di confronto aperto e dialogo con le/i partecipanti. \nPartecipazione gratuita previa registrazione tramite questo link  . \nAl termine del seminario sarà offerto un piccolo rinfresco. \nIntervengono: \nAllegra Salvini\, Florence Must Act – Italy Must Act \nRossella Vignola\, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa \nBio delle relatrici: \nAllegra Salvini\, EU Advocacy Coordinator per Europe Must Ac  t\, Presidente dell’APS Italy Must Act e Coordinatrice del capitolo locale Florence Must Act. Fino al 2021 ha lavorato presso il Parlamento Europeo: prima presso la Commissione LIBE e presso l’ufficio della parlamentare Tineke Strik. \nRossella Vignola\, project manager presso Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento con un background di ricerca su tematiche legate alla società civile\, migrazioni\, politiche europee\, partecipazione. Formatrice sui temi delle politiche europee in materia di diritti fondamentali. \nSeminario organizzato nell’ambito del progetto Transnational Political Contention in Europe\, cofinanziato dal programma Erasmus Plus\, Azione Jean Monnet. \nINFO: \nRossella Vignola \ne-mail: vignola@balcanicaucaso.org | segreteria@balcanicaucaso.org
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LOCATION:Caffè letterario “Le murate”\, Piazza delle Murate\, Firenze
CATEGORIES:Affari europei,Attualità,Corsi e lezioni
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SUMMARY:ArciFesta 2023
DESCRIPTION:Da ormai 14 anni l’estate mantovana in Piazzale Te è animata da ArciFesta\, la grande manifestazione popolare organizzata da Arci Mantova\, dove ogni sera centinaia di persone possono stare insieme\, divertirsi e godere di grande musica e buon cibo. Dal 30 giugno al 30 luglio\, tutte le sere dal giovedì alla domenica\, 20 appuntamenti musicali (e non solo) che spaziano dal rock al blues\, passando per il cantautorato\, le musiche etniche e popolari\, il rap e il jazz. Tutti i concerti e gli spettacoli (inizio ore 22.00) sono ad ingresso libero e gratuito.\n\nLo stand gastronomico (apertura ore 19.30 – non è necessaria la prenotazione) propone come sempre le eccellenze della cucina mantovana\, realizzate con prodotti per la maggior parte provenienti dalle aziende del territorio.\n\nMaggiori informazioni sul sito: https://www.arcimantova.com/2023/06/05/arci-festa-2023/
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LOCATION:Piazzale Te\, Mantova
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SUMMARY:Accademia dell’Euregio - Guerra e pace in Europa
DESCRIPTION:Lo scambio congiunto\, il programma multilingue e la possibilità di conoscere personalità interessanti provenienti dai tre territori rendono l’Accademia dell’Euregio un grande arricchimento per tutti i partecipanti. \nProgramma Accademia dell’Euregio 2023 (.pdf\, 4 MB) 
URL:https://www.cci.tn.it/event/accademia-delleuregio-guerra-e-pace-in-europa/
LOCATION:Dobbiaco\, Dobbiaco (BZ)
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SUMMARY:SETE Festival
DESCRIPTION:SETE Festival – Il clima è cambiato \nDue giorni di musica\, incontri\, stand-up comedy\, cinema\, laboratori\, giochi\, installazioni e dibattiti. La prima edizione di SETE Festival porta con sé un obiettivo chiaro: affrontare il cambiamento climatico attraverso un cambiamento di prospettiva. Non sono necessari dati\, né proiezioni per comprendere l’importanza di una risorsa come l’acqua per l’intero pianeta. SETE Festival porta nella città della Quercia scienziati\, attivisti\, divulgatori\, artisti e musicisti per parlare di crisi climatica\, tecnologia\, arte e futuro. \nIngresso gratuito \nScopri il programma completo sul sito di SETE Festival
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LOCATION:Giardini Perlasca\, Rovereto
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