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SUMMARY:Costruiamo insieme un toolkit per reagire alle discriminazioni: secondo appuntamento
DESCRIPTION:Lo Sportello Antidiscriminazioni di Trento si è impegnato per costruire\, con l’aiuto di espert* delle professioni legali\, un ‘toolkit’ di strategie e dispositivi di difesa nei confronti di aggressioni e micro-aggressioni di natura discriminatoria\, a cui ricorrere nel frangente stesso in cui i fatti si verificano.\n\nDopo un primo appuntamento con l’Avvocato Alexander Schuster in cui ci siamo confrontat* sul da farsi quando siamo vittime o testimoni di una discriminazione\, questo secondo evento vedrà la partecipazione del Pubblico Ministero del Tribunale di Trento\, Pasquale Profiti con l’aiuto del quale capiremo ‘cosa fare’ nelle circostanze in cui ci troviamo faccia a faccia con le forze dell’ordine. Quale linguaggio usare? È possibile dire di “no”? Riprendere l’accaduto con il cellulare? Come utilizzare eventuali audio/video? È opportuno coinvolgere altre persone? Chi?\n\nA queste ed altre domande cercheremo di rispondere Venerdì 20 gennaio 2023 alle ore 18:45 sulla piattaforma Zoom al link:\n\nhttps://univr.zoom.us/j/8454709337?pwd=VWlzSzZFZGNOejRad01oQVNhdVZ6Zz09 \nID riunione: 845 470 9337\nPasscode: 457847 \n\n\nL’evento è aperto a tutte le persone interessate.\n\nLo Sportello Antidiscriminazioni di Trento nasce nel 2019 per iniziativa volontaria di un gruppo informale di cittadine e cittadini per rispondere alla mancanza sul territorio di un servizio di contrasto alle discriminazioni. Lo Sportello mira a contrastare la discriminazione attraverso (i) l’ascolto e il supporto delle vittime o dei/lle testimoni e (ii) il sostegno delle istituzioni e dei servizi già esistenti favorendo l’acquisizione di strumenti adeguati a far fronte alle situazioni in cui la discriminazione è multipla e intersezionale. Il servizio\, infatti\, si occupa di discriminazioni di ogni natura (etnica\, religiosa\, sessuale\, di genere\, per disabilità o per età) ma soprattutto dei casi in cui esse si verificano simultaneamente nei confronti di una persona assumendo la forma della discriminazione intersezionale. Nel biennio 2020-22 lo Sportello ha partecipato al progetto INGRiD\, promosso dal CCI\, che ne ha supportato l’operatività. \nPer approfondire si veda la raccolta dei casi analizzati in occasione del primo appuntamento in cui con l’aiuto dell’avvocato Alexander Schuster si sono identificate alcune possibili azioni in risposta ad episodi concreti. \n\n\nPer informazioni: info@antidiscriminazioni.trento.it
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SUMMARY:Promuovere l’intersezionalità nel diritto e nel lavoro sociale per politiche più inclusive
DESCRIPTION:In due anni di attività il  progetto INGRiD ha promosso l’approccio intersezionale nelle politiche e nelle pratiche degli attori che si occupano di lotta alle discriminazioni combinando attività di ricerca\, formazione\, scambio di buone pratiche e sensibilizzazione intorno al concetto di intersezionalità e alle possibilità che esso offre rispetto ad una comprensione (e una risposta) più matura e articolata delle esperienze discriminatorie nelle società plurali. \nLa conferenza è organizzata in due sessioni. Il primo panel è un confronto tra giuriste/i e practitioner nell’ambito del diritto sull’intersezionalità come approccio giuridico per esplorare possibili percorsi di applicazione del concetto di intersezionalità al diritto per arrivare ad una maggiore tutela giuridica soprattutto dei soggetti più fragili e posti ai margini. Il secondo è una tavola rotonda con taglio sociologico intorno al tema dell’intersezionalità nel lavoro sociale e possibili (e necessari) approcci intersezionali ai dati sulle discriminazioni. \nL’evento si terrà il 12 dicembre\, dalle 9 alle 13\, presso Industrie Fluviali (Conference Hall)\, Via del Porto Fluviale\, 35 a Roma. \nProgramma\n8:45 – 9:00 Registrazione \n9:00 – 9:15 Benvenuto e introduzione \nRossella Vignola\, Centro per la Cooperazione Internazionale \n9:20 – 10:40 Panel: Intersezionalità come approccio giuridico: possibili percorsi di applicazione dell’intersezionalità al diritto \nIntervengono: \nIlaria Valenzi\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose e Daniele Ferrari\, ricercatore\, Università di Siena \nAlberto Guariso\, avvocato\, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione \nValentina Calderone\, direttrice A buon diritto \nVincenzo Miri\, presidente Rete Lenford \nModera: Giorgia Decarli\, Sportello antidiscriminazioni di Trento \n10:40 – 11:00 Coffee break \n11:00 – 12:30 Tavola rotonda: Lavoro sociale e dati intersezionali per politiche più inclusive \nIntervengono: \nValeria Fabretti e Deborah Sabrina Iannotti\, ricercatrici\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nSerena Ospazi\, coordinatrice Rete antidiscriminazione Arci Liguria \nGiorgia Decarli\, coordinatrice\, Sportello antidiscriminazioni di Trento \nDonata Columbro\, data journalist \nMiltos Pavlou\, Project Manager-Social Research LGBTIQ Survey manager\, Fundamental Rights Agency (da remoto) \nStefania Boccale\, avvocata\, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali \nIntroduce e coordina: Carlotta Giordani\, Veneto Lavoro \n12:30 – 13:00 Closing remarks: prof. Angelica Pesarini\, University of Toronto (da remoto) \n13:00 – 14:00 Light lunch \nAlla fine dei lavori ci sarà un pranzo leggero offerto dagli organizzatori. \nSarà possibile seguire i lavori della conferenza in diretta streaming sulla pagina Facebook del Centro per la Cooperazione Internazionale: https://www.facebook.com/CCI.TN.IT \nPer informazioni:\ningrid@cci.tn.it \nINGRiD – Intersecting Grounds of discrimination in Italy è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma REC (Rights\, Equality\, Citizenship) 2014-2020. \n\n 
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SUMMARY:L’approccio intersezionale in Italia. Risultati di ricerca dal progetto INGRiD
DESCRIPTION:In Italia sono numerosi gli attori che si occupano di contrasto alle discriminazioni. Tuttavia\, la maggior parte di essi si concentra esclusivamente su singoli fattori\, come il genere\, l’orientamento sessuale\, la nazionalità\, il colore della pelle\, le convinzioni religiose\, etc.\, tutte componenti che\, assieme ad altre\, formano la complessa identità di ciascuno di noi. Le identità dei singoli e le situazioni di discriminazione sono più complesse e sfaccettate\, e da questa premessa muove la teoria intersezionale. Nel quadro delle attività inerenti il progetto INGRiD\, la ricerca ha approfondito la nozione di intersezionalità e le sue applicazioni sociali e giuridiche. \nIn un primo segmento di taglio sociologico\, si offre un’interpretazione delle principali sfide che la prospettiva intersezionale pone alla comprensione e al contrasto dei fenomeni di discriminazione\, focalizzandosi su alcuni territori italiani coinvolti in INGRiD (si veda il report: Le attuali pratiche antidiscriminatorie in Italia: un’analisi empirica  ). In quali modalità la dimensione intersezionale interessa i fenomeni discriminatori e viene maneggiata dagli attori sociali impegnati nel campo dell’inclusione? Può l’intersezionalità essere una efficace chiave interpretativa e metodologia di intervento per affrontare i fenomeni discriminatori? \nIn dialogo con il segmento sociologico\, un secondo percorso di ricerca di taglio giuridico  ha indagato l’applicazione del concetto di intersezionalità nel diritto internazionale\, europeo ed Italiano in particolare (si veda il report: L’intersezionalità come approccio giuridico: una prospettiva multilivello tra diritto internazionale\, diritto europeo\, diritto italiano e prospettive di comparazione  ). Partendo da un approccio comparatistico\, si individua una generale resistenza all’utilizzo della categoria dell’intersezionalità da parte delle Corti nazionali e sovranazionali\, preferendo un approccio monofattoriale a seguito anche delle difficoltà di adattamento della tradizione di common law entro gli ordinamenti giuridici interni. Il caso delle corti italiane\, invece\, costituisce un interessante punto di osservazione del possibile utilizzo dell’approccio intersezionale: una rilettura di alcune tra le principali pronunce in materia di diritto antidiscriminatorio delle Corti nazionali evidenzia come l’intersezionalità costituisca un metodo di ri-significazione delle categorie di discriminazione consentendo una più ampia tutela delle identità soggettive complesse. \nPresentano la ricerca:\nIlaria Valenzi\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nDaniele Ferrari\, ricercatore\, Università di Siena \nValeria Fabretti\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nDeborah S. Iannotti\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nIntroduce: \nRossella Vignola\, Centro per la Cooperazione Internazionale \nModera: \nGiorgia Decarli\, Sportello antidiscriminazioni Trento \nPer partecipare al webinar è necessario registrarsi attraverso questo link  . \nIl webinar è trasmesso in diretta sulle pagine Facebook della Fondazione Bruno Kessler   e del Centro per la Cooperazione Internazionale  . \nPer informazioni: \nsegreteria.isr@fbk.eu | ingrid@cci.tn.it \nRegistrazione del webinar
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SUMMARY:L’educazione intersezionale: un laboratorio di inclusione e sostenibilità
DESCRIPTION:L’approccio intersezionale permette di affrontare forme di discriminazione sino a oggi rimaste in ombra. Invece di trattare i diversi tipi di discriminazione in maniera isolata\, secondo categorie fisse\, questo approccio si concentra sul modo in cui essi interagiscono tra loro. Come parte di un mondo complesso in cui la diversità è la norma\, anche il territorio trentino è chiamato a relazionarsi con una società sempre più diversificata. L’approccio intersezionale garantisce l’acquisizione di ́una visione olistica\, capace di fornire chiavi di lettura complesse di questa realtà in evoluzione. \nOgni persona è portatrice di una sua diversità\, che costituisce un vettore di vera inclusione sociale. Questo riconoscimento è particolarmente importante nell’ambito educativo: tramite un approccio intersezionale le persone che lavorano in quest’ambito acquisiscono le competenze necessarie a creare un ambiente formativo inclusivo. \nA livello delle singole realtà lavorare sull’inclusione lavorativa tenendo conto della diversità comporta benefici in termini di benessere organizzativo e di sviluppo di una leadership inclusiva. La visione intersezionale permette di capire meglio il potenziale di ogni persona\, garantendo la partecipazione di tutte e tutti all’interno delle organizzazioni. \nIl corso mira quindi a rafforzare la capacità delle e degli aderenti del Distretto famiglia impegnati in azioni educative nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno delle classi e nell’ambito lavorativo. \nDestinatari: Organizzazioni\, enti e scuole aderenti al Distretto dell’Educazione – Trento città per Educare impegnati in azioni educative suddivisi per aree. \nObiettivi: Attraverso questa proposta\, il Centro per la Cooperazione Internazionale mira ad aumentare le competenze delle realtà aderenti al Distretto famiglia dell’Educazione del Comune di Trento nell’adottare un approccio intersezionale\, capace di fornire una lettura innovativa della complessità\, in termini di lotta alle discriminazioni e di promozione della giustizia sociale. \nIn particolare\, grazie ad un’azione formativa esperienziale e partecipativa\, verrà valorizzata l’esperienza territoriale di organizzazioni\, enti e scuole aderenti alla rete per creare strumenti condivisi\, potenziare il ruolo del Distretto Famiglia dell’Educazione nella sua missione educativa e di rafforzamento del tessuto sociale\, creando legami con nuove realtà del territorio per formulare risposte integrate alle sfide poste dagli obiettivi di sostenibilità perseguiti attraverso la Strategia Provinciale per lo Sviluppo Sostenibile (SPROSS). \nProgramma:  \nAREA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E BENESSERE LAVORATIVO \nL’organizzazione come comunità: un approccio egualitario al benessere organizzativo \nCome faccio a sapere se nel mio lavoro sto usando un approccio intersezionale? Quali sono le domande che mi devo porre per garantire una progettazione delle mie attività che assicuri giustizia sociale e inclusivo a tutti i livelli? \nDurante il laboratorio viene fatta un’analisi delle strutture organizzative utilizzando una check list di domande “intersezionali” che permette di riflettere su come è possibile praticare azioni e progetti che garantiscano benessere lavorativo\, migliorino la comunità attraverso il confronto e la condivisione\, aumentino la giustizia sociale. \nAREA FORMAZIONE E EDUCAZIONE \nLaboratorio: La classe\, una comunità in miniatura \nLeggere la classe per interpretare le dimensioni dei diritti di cittadinanza e vivere l’aula come laboratorio di uguaglianza sociale. \nIl laboratorio ha l’obiettivo di rafforzare la capacità delle e degli insegnanti nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno della classe. \nMetodologia \nGli incontri sono online. Si alternano momenti di docenza frontale\, lavori di gruppo\, spazi per il confronto e il dibattito\, formazione esperienziale. \nAREA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E BENESSERE LAVORATIVO \nLab1. Operatori delle cooperative e delle organizzazioni 15 marzo 2022\, orario 16.00-18.00. \nLab2. Enti locali 22 marzo 2022\, orario 10.00-12.00. \nLab3.  Volontari presso organizzazioni e associazioni\, scout\, ragazzi/e in Servizio Civile. 29 marzo 2022\, orario 16.00-18.00 \nLab4. Educatori (in ambito sportivo\, accompagnamento allo studio\, Centro Giovani…) 5 aprile 2022\, orario 18.30-20.30. \nAREA FORMAZIONE E EDUCAZIONE \nLab1. Istituto Comprensivo Aldeno – Mattarello; Associazione Docenti senza frontiere – 17 marzo 2022\, orario 16.00-18.00 \nLab2. Istituto Comprensivo TRENTO 4 – 24 marzo 2022\, orario 16.30-18.30. \nLab3. Istituto Comprensivo TRENTO 5 – 31 marzo 2022\, orario 16.30-18.30. \nLab4. Istituto Comprensivo TRENTO 6 – 7 aprile\, orario 16.30-18.30 \nLab5. Tavolo Tuttopace – 12 aprile 2022\, orario 16.30-18.30 \nFormatrici: \nMartina Camatta: CCI\, Laureata in Filosofia e Scienze della Formazione\, coordinatrice del Centro Insegnanti Globali\, è formatrice in percorsi sull’Educazione alla Cittadinanza Globale e sullo sviluppo di competenze trasversali in ambito formale e non-formale. \nRoberta Zambelli: CCI\, Sociologa specializzata in studi di genere\, con una laurea specialistica su questo tema conseguita presso la Scuola di alti studi in scienze sociali (EHESS) di Parigi. Ha in seguito lavorato per un’associazione e casa editrice femminista\, erogando formazioni ad insegnanti\, studenti e in ambito aziendale. \n\nIl percorso si inserisce nell’ambito della Strategia Provinciale per lo Sviluppo Sostenibile – SPROSS promosso da APPA con il coinvolgimento dei Distretti Famiglia del Trentino. \nOrganizzato in collaborazione con il progetto INGRiD. Intersecting Grounds of Discrimination in Italy \n\n  \n  \n  \n 
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