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SUMMARY:Cinema e cittadinanza globale: educare con le immagini
DESCRIPTION:Presentazione del kit didattico “Tra cinema e natura\, educazione all’immagine per la formazione allo sviluppo sostenibile”.  \nObiettivo: Fornire strumenti e metodologie innovative per educare alla cittadinanza globale attraverso il linguaggio cinematografico.  \nPer chi: Insegnanti della scuola primaria e secondaria di I e II grado\, educatori. \nPer le e i docenti la formazione è riconosciuta “ai fini del diritto/dovere di assolvimento all’obbligo di aggiornamento dei docenti previsto dai vigenti accordi contrattuali del comparto scuola.”  \nUn laboratorio per scoprire il kit didattico “Tra cinema e natura\, educazione all’immagine per la formazione allo sviluppo sostenibile”: un’esperienza formativa che unisce visione di film e sperimentazione di attività per educare alla cittadinanza globale in modo innovativo. Ogni film esplora un obiettivo dell’Agenda 2030\, accompagnato da proposte didattiche stimolanti. Un’opportunità unica per docenti ed educatori che vogliono ispirare le studentesse e gli studenti attraverso il linguaggio del cinema. \nCOSA FAREMO? \nScopriremo il potere del cinema come strumento educativo\, esplorando la nuova edizione del kit didattico all’interno della cornice dell’Agenda 2030.  \nGuarderemo e discuteremo alcuni film selezionati\, analizzandone i messaggi e collegandoli agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. \nCi metteremo in gioco con un’attività pratica\, sperimentando esercizi e proposte creative per coinvolgere gli studenti e le studentesse in modo attivo e stimolante. \nFormatrici e formatore:  \nMartina Camatta e  Irene Guerretta\, curatrici del kit didattico  \nMichele Aiello\, regista e operatore di educazione visiva a scuola. \nSede del corso \nCentro per la Cooperazione Internazionale\, Vicolo San Marco\, 1 – Trento. \nContatti \nmartina.camatta@cci.tn.it \nwww.cci.tn.it
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CATEGORIES:Centro insegnanti globali,Corsi e lezioni
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SUMMARY:Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori
DESCRIPTION:Dal 2 al 13 aprile 2025 si terrà a Trento\, preso Sala Thun di Torre Mirana\, in Via Belenzani 3\, la mostra Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori da Beira. \nL’inaugurazione è prevista l’1 di aprile alle ore 17. \nFotografie di Paolo Ghisu. Paesaggi sonori di Emanuele Lapiana. Accompagnamento per persone non vedenti e ipovedenti con Fiorenzo Pojer. \n—— \nL’Africa è spesso raccontata attraverso narrazioni che fanno rumore\, che catturano l’attenzione amplificando drammi\, contraddizioni\, stereotipi e folclore. Ma in questo fragore si perdono le storie autentiche\, i vissuti reali di chi abita il continente e le tracce che compongono la sua memoria storica e sociale. \nQuesto lavoro\, realizzato tra il 2022 e il 2025\, ci conduce nel cuore di Macuti\, un quartiere costiero di Beira\, una delle principali città del Mozambico\, affacciata sull’Oceano Indiano. Qui la popolazione cresce a un ritmo vertiginoso\, in uno dei paesi a più rapida espansione demografica. In pochi anni è quasi raddoppiata e oggi Macuti conta circa 30.000 abitanti. L’urbanizzazione avanza rapidamente\, ma in modo disordinato\, senza una pianificazione adeguata. \nAttraverso le immagini e i suoni di Labirinto Macuti ci immergiamo in un dedalo di strade\, vicoli\, canali e case addossate le une alle altre. Il percorso visivo ci guida dalla visione d’insieme del quartiere fino ai dettagli più intimi della quotidianità: momenti di aggregazione\, frammenti di vita domestica\, scene di lavoro\, relazioni umane. Un racconto che restituisce l’anima pulsante di Macuti\, lontano dagli stereotipi che spesso deformano la percezione di questi luoghi. \nQuesti scatti non vogliono stupire né spettacolarizzare\, ma raccontare con sincerità la bellezza e la fragilità della vita quotidiana\, colta nei suoi gesti impercettibili e nella sua straordinaria cura. Al tempo stesso\, mettono in luce sfide sociali e ambientali che non riguardano solo Beira\, ma molte città nel mondo: la precarietà delle case\, le infrastrutture degradate\, la cementificazione e il consumo di suolo incontrollati\, la carenza di servizi essenziali quali l’accesso all’acqua potabile\, la rete fognaria\, e la gestione dei rifiuti. \nA questi problemi si aggiunge una minaccia sempre più pressante: gli allagamenti ricorrenti durante la stagione delle piogge\, che negli ultimi anni hanno colpito il quartiere con crescente violenza\, esacerbati dagli effetti tangibili del cambiamento climatico. \nAlcune immagini recano i segni indelebili dei cicloni degli ultimi anni\, come Idai nel 2019\, tra i più violenti mai registrati in Africa e nell’emisfero sud. Sono ferite visibili nelle case\, nelle strade\, nelle vite delle persone. Cicatrici che parlano di Beira\, del Mozambico\, ma anche di noi e delle sfide globali che il nostro tempo ci impone di affrontare. \nCon Labirinto Macuti\, l’invito non è solo a osservare e ascoltare\, ma a perdersi in questa realtà\, attraversarne le contraddizioni\, ritrovarsi nelle sue sfide\, lasciarsi avvolgere dalla sua energia vitale. \nLa mostra è presentata nell’ambito del progetto MUDAR.  \nMUDAR (Mozambique Integrated Urban Development by Actions and Relationships: Empowering Local Governance) è un progetto co-finanziato dall’Unione europea attraverso la call for proposals “EuropeAid/171273/DH/ACT/Multi 4 – Local Authorities: Partnerships for sustainable cities 2021”
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LOCATION:Sala Thun di Torre Mirana\, in Via Belenzani 3\, via Belenzani 3\, Trento\, Italy
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SUMMARY:Presentazione della collezione “Giù al Mincio” di Adele Rasini
DESCRIPTION:Adele Rasini\, giovane designer di 21 anni originaria di Rivalta sul Mincio (MN)\, è una delle promesse emergenti nel mondo della moda italiana. Dopo aver frequentato il corso di Fashion Design presso l’Istituto Modartech di Pontedera\, ha dato vita alla sua collezione “Giù al Mincio”\, un progetto che fonde artigianalità\, tradizione e sostenibilità presentato ad un evento della Camera nazionale della moda italiana durante la settimana della moda di Milano di quest’anno. La collezione rende omaggio agli antichi mestieri praticati nel suo paese d’origine all’inizio del Novecento\, come il lavoro del cannarolo e dell’arellaia\, che intrecciavano canne e erbe palustri per creare manufatti utili alla vita quotidiana.\n\nQuesta ricerca delle radici culturali si estende anche alla scelta di materiali naturali e alla valorizzazione di tecniche artigianali come l’agugliatura e la tessitura\, per realizzare capi che raccontano la storia della sua terra\, ma con un occhio attento al futuro. La sostenibilità è un pilastro fondamentale del suo lavoro\, che si inserisce nel contrasto alla logica del fast fashion\, un settore che\, secondo Adele\, ha svuotato la moda della sua essenza creativa e culturale\n\nL’esposizione di questa sera apre alle 19 ed è organizzata nell’ultima giornata del progetto “Lungo le vie dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, Qualità di vita per Educare alla Cittadinanza Globale” finanziato da Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo (Aics) e partecipato da tre città Rovereto\, Cuneo e Mantova di cui Arci Mantova aps è partner.\n\nIl progetto è dedicato all’educazione alla cittadinanza globale (ECG) con particolare riguardo alla risorsa acqua\, sempre più rara e sempre più preziosa. Un bene da tutelare e rispettare\, ma anche da rendere inclusiva e accessibile a tutt*.
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SUMMARY:Lettera al prossimo
DESCRIPTION:Torna l’appuntamento con Scrittori in città! Anche quest’anno il progetto Lungo le vie dell’ACQUA trova spazio nella programmazione\, appuntamento il 17 novembre alle ore 15 con “Lettera al prossimo”: \nMusica\, dialogo\, interazione con il pubblico e un unico denominatore comune: il rispetto nei confronti dell’ambiente. La musica folk e indie-pop di Eugenio Cesaro degli Eugenio in Via di Gioia\, intervallata dagli interventi del giornalista scientifico Andrea Vico (La notte delle tartarughe\, Emons)\, in un appuntamento ricco di spunti per comprendere la crisi climatica in atto e discutere le soluzioni da adottare per invertire la rotta. Incontro realizzato nell’ambito del Progetto Lungo le vie dell’ACQUA.
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SUMMARY:Water story circle - narrare i cambiamenti climatici attraverso l’acqua
DESCRIPTION:Il laboratorio accompagnerà i bambini e le bambine nella sperimentazione della narrazione come mezzo per comprendere l’impatto dei cambiamenti climatici nel tempo. Con un focus in particolare sul patrimonio idrico del pianeta\, l’attività li porterà ad aprire lo sguardo su contesti diversi dal nostro\, per sviluppare il senso di appartenenza ad una comunità globale. Lavorando sul prima e sul dopo\, potranno riflettere sul tema del cambiamento\, sulla responsabilità individuale nell’azione climatica e sulla capacità di immaginare futuri alternativi.
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LOCATION:Palazzo Piomarta\, Aula 11
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SUMMARY:CINEMA al Parco - UTAMA. Le terre dimenticate
DESCRIPTION:Venerdì 22 marzo | inizio proiezione ore 20.30 \nUTAMA. Le terre dimenticate \nCuneo\, La Casa del Fiume\, piazzale W. Cavallera 19 \nUtama\, nella lingua quechua: la nostra casa. Il tempo sembra scorrere lentamente nella lontana terra incrinata e arida dell’altipiano boliviano\, dove un’anziana coppia porta avanti un’umile routine. Quando il nipote si presenta alla loro porta\, si accorgono subito che è lì solo per convincerli a trasferirsi in città. Il fatto che la siccità li abbia lasciati senz’acqua non aiuta la loro causa a restare. Improvvisamente lo scorrere del tempo diventa più che mai prezioso e pone la coppia davanti a un dilemma: resistere nell’attesa delle piogge o seguire le orme di altri quechua e lasciare la loro casa per la città?
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SUMMARY:CINEMA al Parco - INNESTI
DESCRIPTION:Giovedì 21 marzo | inizio proiezione ore 20.30 – a seguire approfondimento con regista e protagonista \nINNESTI \nCuneo\, La Casa del Fiume\, piazzale W. Cavallera 19 \nUn padre\, un figlio\, una foresta condivisa. Un castagneto\, apparentemente condannato\, torna a fiorire attraverso l’aiuto umano. Sandro Bozzolo\, regista del documentario ripercorre il rapporto personale col padre Ettore\, ex-casellante autostradale e castanicoltore\, un uomo in grado di commuoversi davanti all’immensità della foresta\, dove recupera secolari castagneti abbandonati. \nLe immagini testimoniano vent’anni di vita\, ostacoli e prese di coscienza ambientate nei paesaggi del Piemonte meridionale. Il filo rosso è l’innesto\, la pratica agricola con cui si migliora l’albero esistente tramite una nuova linfa. L’innesto è anche generazionale\, di una valle come di una comunità. \nSia borgo sia foresta si ripopolano e un mondo che sembrava destinato a svanire rinasce\, dal tronco reciso di un passato ancora vivo.
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SUMMARY:IL GIRO DEL MONDO IN QUARANTA MAPPE
DESCRIPTION:Lectio di Telmo Pievani (Viaggio nell’Italia dell’Antropocene\, Aboca edizioni; Il giro del mondo\nnell’Antropocene\, Raffaello Cortina). \nImmaginate che l’umanità non faccia nulla\, ma proprio nulla\, per mitigare il riscaldamento climatico nei prossimi decenni. Il tempo passa e lo scenario peggiore si materializza. Prima si fonde completamente la calotta artica e dopo alcuni secoli anche quella antartica. I mari salgono di 65 metri. È già successo nel tempo profondo del pianeta Terra\, succederà ancora. I geografi e i cartografi dell’Università di Padova hanno allora disegnato le mappe esatte di come apparirebbe il globo (dall’Italia a tutti i continenti) con il livello dei mari superiore di 65 metri. Guardarle è un viaggio\, una rivelazione su un futuro che nessuno auspica\, ma nel quale dovremmo adattarci a condizioni climatiche assai diverse da quelle attuali. In realtà\, sembra un futuro remoto\, ma a ben vedere quelle mappe ci parlano del presente e dei segni inascoltati di un mondo che già da tempo sta cambiando sotto i nostri piedi.
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LOCATION:Cinema Teatro Monviso\, Cuneo
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SUMMARY:Mudar al festival della Meteorologia di Rovereto
DESCRIPTION:Sabato 18 novembre\, dalle 15.30 alle 16.00\, parteciperemo al FESTIVAL DELLA METEOROLOGIA di Rovereto. \nParleremo di pianificazione urbana\, eventi climatici estremi\, cooperazione tra Italia e Mozambico assieme a Susanna Ottaviani\, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria Civile\, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento \nSarà l’occasione per approfondire come promuovere uno sviluppo urbano sostenibile e l’adattamento alla crisi climatica in un contesto\, quello di Beira in Mozambico\, soggetto a frequenti cicloni e inondazioni. \nMudar\, che vede coinvolti numerosi soggetti in Trentino e in Mozambico\, cerca di dare una risposta concreta a questi problemi che coinvolgono territori diversi e lontani\, ma che sempre più spesso si trovano ad affrontare problematiche simili. \nPer ulteriori informazioni:\nhttps://www.mudarbeira.org/it/mudar-al-festival-della-meteorologia-di-rovereto/ \nhttps://event.unitn.it/festivalmeteorologia2023/
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LOCATION:Palazzetto dello Sport\, Rovereto\, Via Piomarta (lato Giardini Perlasca)\, Rovereto
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SUMMARY:Abitare le identità - Pratiche intersezionali per raccontare storie plurali e inclusive e combattere le discriminazioni
DESCRIPTION:La casa\, la comunità sono i luoghi in cui si rappresenta anche l’identità intima e sociale delle persone\, nella dimensione sociale ed oggi anche etica. Ci si interroga sul futuro e sulla capacità delle organizzazioni di entrare in contatto con gli ambiti dell’essere differenti da… da chi? da cosa? Ognuno ed ognuna porta con sé il proprio bagaglio identitario.  \nIl concetto di intersezionalità fornisce una chiave di lettura per comprendere la complessità delle ingiustizie sociali e ci equipaggia degli strumenti per contrastarle. Ogni persona è portatrice di una sua diversità che costituisce un vettore di vera inclusione sociale. Riconoscere\, mappare e rappresentare tale diversità e lasciare che siano le persone stesse ad autodefinirsi attraverso le loro voci e le loro vite\, è una sfida che alcune esperienze hanno provato a raccogliere\, con creatività e coraggio: conosciamole! \nTavola rotonda: \nCosa significa leggere le identità e i “fatti” che riguardano le persone\, in chiave intersezionale? L’esperienza del visual storytelling su Instagram “Ingrid’s Stories” dal progetto INGRiD www.projectingrid.eu  \nRappresentare l’identità intersezionale e l’autodefinizione nel visual design per il sociale: dalle teorie alla APP che permette all’utente di creare una composizione unica e personale per descrivere la \npropria identità. \nDati intersezionali per politiche più inclusive. L’esperienza del questionario per la mappatura delle discriminazioni intersezionali in Trentino. \nNe parlano:  \nRoberta Zambelli \, CCI\, Progettista e formatrice nell’ambito dell’uguaglianza di genere e dell’intersezionalità in contesti formali e non formali \nGiorgia Decarli\, Sportello antidiscriminazioni di Trento \nGiulia Pergolis\, laureata in Graphic Design presso la Trentino Art Academy \nMiriam Aprile\, Visual designer\, socia professionista Aiap dal 2003\, Docente di Graphic Design presso la Trentino Art Academy \nModera la tavola rotonda Silvia Destro\, Centro per la Cooperazione Internazionale \nEvento organizzato in occasione della settimana dell’accoglienza: https://www.settimanadellaccoglienza.it/
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SUMMARY:Una comunità che partecipa: rap\, fotografia e cittadinanza attiva
DESCRIPTION:Un’esplorazione delle relazioni umane nei quartieri che partecipano e sono protagonisti di una crescita collettiva. Le immagini del reportage “Fully Booked – Life in Grande Hotel da Beira” in Mozambico\, uno degli edifici occupati più popolosi al mondo\, sono il punto di partenza per un confronto su partecipazione\, cittadinanza attiva e rigenerazione urbana e sociale. Il rap e l’arte come strumenti per coinvolgere\, attivare e cambiare l’ordine delle cose. \nIntervengono: \nAntonietta De Vita\, Docente di pedagogia dell’Università di Verona. Si occupa di educazione alla partecipazione e alla progettazione partecipata\, processi formativi e lavoro\, pensiero femminile ed educazione di genere \nLuca Mascini\, Rapper\, scrittore\, arteducatore e frontman di Assalti Frontali\, tra i primi gruppi hip-hop in Italia. Da dieci anni conduce laboratori rap nelle scuole in Italia e all’estero in Libano con il progetto europeo “Singing for peace” come momenti di inclusione e comunità creativa \nPaolo Ghisu\, Fotografo\, videomaker e cooperante. Vive tra Italia e Mozambico. Autore di mostre fotografiche\, ha realizzato il reportage FULLY BOOKED\, pubblicato su alcune riviste e selezionato per il Festival della Fotografia Etica di Lodi nel 2022.  \nModera la discussione Sandra Endrizzi\, Centro per la Cooperazione Internazionale \nEvento organizzato in occasione della settimana dell’accoglienza: https://www.settimanadellaccoglienza.it/ \n\nMOSTRA FOTOGRAFICA “FULLY BOOKED – Life in Grande Hotel da Beira” di Paolo Ghisu \nDal 2 al 6 ottobre\, dalle 9.00 alle 17.00 CCI – Vicolo San Marco 1 – Trento
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SUMMARY:“Fully Booked - Life in Grande Hotel da Beira”
DESCRIPTION:Mostra fotografica\, visitabile dal 2 al 6 ottobre dalle ore 9 alle ore 17\, presso il Centro per la Cooperazione Internazionale. \nIl progetto fotografico FULLY BOOKED è stato realizzato da Paolo Ghisu tra l’ottobre del 2020 e il luglio del 2021. Racconta la vita all’interno del Grande Hotel di Beira in Mozambico\, in epoca coloniale tra gli hotel più lussuosi d’Africa. Oggi è uno degli edifici occupati più popolosi al mondo\, dove vivono variabilmente tra le 2000 e le 3000 persone. Il lavoro è stato esposto in Italia e Mozambico\, pubblicato su alcune riviste e selezionato per il Festival della Fotografia Etica di Lodi nel 2022. \nEvento organizzato in occasione della settimana dell’accoglienza: https://www.settimanadellaccoglienza.it/
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SUMMARY:Dal viaggio alla scienza\, ciò che vediamo\, ciò che accade
DESCRIPTION:Un momento di divulgazione presso le scuole secondarie per unire il mondo della scienza e quello dello sport. \nRaggiungere i luoghi più remoti\, estremi e al tempo stesso fragili del mondo\, in sella alla bicicletta\, vuole dire avere il tempo di osservarli\, ammirarli e riscontrare il loro cambiamento negli anni. \nLa crisi climatica ci impone un cambiamento nei nostri stili di vita: da sempre l’essere umano ha in se gli strumenti emotivi e sociali per adattarsi\, per cui il progetto vuole essere un modo semplice ma d’impatto per presentare da un lato i problemi da affrontare e dall’altro trovare alcune delle risposte agli stessi\, attingendo al mondo della scienza. \nLa bicicletta come strumento per raccontare la crisi climatica: un incontro – confronto per i ragazzi sui temi della crisi climatica e su ciò che la natura ci restituisce quando scegliamo di trattarla con cura e gentilezza\, integrandoci in essa anziché tentare di modificarla.   \nIl progetto “Lungo le vie dell’Acqua”\, si pone l’obiettivo di attivare comunità educanti multiattore che si impegnano nella lotta al cambiamento climatico\, per la tutela dell’ambiente e per una gestione sostenibile dell’acqua in prospettiva glocale e inclusiva. \nNell’ambito del progetto l’incontro si inserisce in un momento di sensibilizzazione del mondo scolastico all’Educazione alla Cittadinanza Globale: i partecipanti acquisiranno conoscenza e consapevolezza dei fenomeni locali\, nazionali e globali e comprenderanno l’interdipendenza ed i legami far i diversi paesi e i diversi popoli\, sviluppando atteggiamenti di empatia\, solidarietà e rispetto delle differenze e dell’alterità.  \nInterlocutori:  \nOmar Di Felice atleta-esploratore. Nel corso degli anni si è cimentato in sfide estreme che l’hanno portato in alcuni degli ambienti più freddi del pianeta alla scoperta dei suoi limiti fisici e mentali. Lapponia\, Canada\, Alaska\, Islanda\, Mongolia\, lunga traversata dell’Himalaya\, Capo Nord\, Omar è il ciclista del freddo. Dopo l’esperienza alla COP26 di Glasgow è impegnato in progetti di divulgazione scientifica. \nCristian Rendina appassionato biker e meteorologo\, divulgatore scientifico volontario di Datameteo Educational\, associazione di divulgazione\, sensibilizzazione e informazione a livello meteorologico\, climatologico\, tecnologico\, ambientale. \nModera: Stefano Zago\, giornalista sportivo
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LOCATION:Cinema Teatro Monviso\, Cuneo
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SUMMARY:TURKISH PSYCHEDELIC
DESCRIPTION:BABA ZULA | CONCERTO\n(TURCHIA)\nTurkish Psychedelic\nSabato 9 settembre | 22\nMart – Giardino delle Sculture \n  \nIl flauto ney viene dalla tradizione sufi-islamica del passato\, il clarinetto è simbolo della musica degli zingari turchi\, il saz elettrico e il cucchiaio di legno sono la bussola musicale per le radici turche che risalgono ai tempi preislamici. Questi gli strumenti che i Baba Zula utilizzano\, mescolandoli sapientemente al moderno dub orientale\, il folk anatolico e lo psych-rock degli anni ’60. Ed ecco la “psichedelia di Istanbul”. \nConsiderati la punta di diamante della musica turca\, la band nata nel 1996\, vanta collaborazioni con artisti del calibro di Massive Attack e Einstürzende Neubauten. Con il loro crossover di groove carovanieri\, mormorii sciamanici\, suoni da club e inni psych-folk\, i Baba Zula arrivano a Rovereto dopo aver fatto ballare fan in tutto il mondo\, da Tokyo a New York\, da Nuova Delhi a San Paolo. \nMusicisti\nLevent Akman (cucchiai\, percussioni\, macchine\, giocattoli)\,\nMurat Ertel (saz elettrico e altri strumenti a corda\, voce\, oscillatori\, theremin)\,\nÜmit Adakale (darbuka e percussioni)\,\nPeriklis Tsoukalas (oud elettrico e voce) \nProgramma completo sul sito: https://www.orienteoccidente.it/ \nNell’ambito del progetto Lungo Le Vie Dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, Qualità Di Vita Per Educare Alla Cittadinanza Globale\, promosso dal Comune di Rovereto e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
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SUMMARY:RIFLESSI. LE PIEGHE DELL'ACQUA
DESCRIPTION:FRANCESCA BERTOLINI | SPETTACOLO ITINERANTE \n(ITALIA) \nRiflessi. Le pieghe dell’acqua \nSabato 9 settembre | 17 | 17.30 | 18 | 18.30  \nPartenza da Museo della Città\nPrima assoluta \nProduzione Oriente Occidente \nL’acqua è materia viva\, corpo vibrante. Le città sorgono da sempre vicino all’acqua\, ma spesso i luoghi passano inosservati e i fiumi scorrono senza che ce ne accorgiamo. Ma cosa accade quando invece l’acqua inizia a scarseggiare? O quando irrompe con tutta la sua forza? \nRiflessi invita il pubblico a seguire le tracce dell’acqua a Rovereto\, in una durational performance itinerante che somiglia a un’esplorazione urbana tra luoghi anonimi\, scontati o inaccessibili. \nSette danzatrici e danzatori insieme a una mappa cartacea ci inviteranno a orientarci tralasciando i punti di riferimento usuali per trovarne altri\, a volte inediti\, legati alla presenza – o all’assenza – dell’acqua in città. Per riscoprire che l’acqua è vita e nessuno di noi è un’isola. \n  \nCoreografia Francesca Bertolini \nInterpreti Francesca Bertolini\, Silvia Dezulian\, Lucrezia Gabrieli\, Lorenzo Morandini\, Serena Pedrotti\, Filippo Porro\, Gloria Trolla \nProgettazione del suono Mattia Nardon \nProduzione Oriente Occidente \nph. Andjela Mandic \nProgramma completo sul sito: https://www.orienteoccidente.it/ \nCon il supporto della Fondazione CARITRO.\nNell’ambito del progetto Lungo Le Vie Dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, Qualità Di Vita Per Educare Alla Cittadinanza Globale\, promosso dal Comune di Rovereto e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
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SUMMARY:PISSOURIN
DESCRIPTION:MONSIEUR DOUMANI | CONCERTO \n(CIPRO) \nPissourin  \nVenerdì 8 settembre | 22 \nGiardino delle Sculture Mart \nLa notte è il momento in cui tutto può accadere. È il tempo in cui le forme si spostano e si confondono. Quando è difficile capire cosa è realtà e cosa è illusione. La notte è per l’immaginazione. \nProprio nel buio di una notte è nato Pissourin\, il quarto album dei ciprioti Monsieur Doumani\, una ballabile tempesta di strumenti a corda\, canto multistrato e trombone. Il disco si spinge oltre le sonorità mediterranee che contraddistinguono il trio\, portandolo verso una direzione più psichedelica e avant-folk. \nAcclamati in tutto il mondo per le riletture innovative della tradizione musicale cipriota e vincitori di numerosi premi tra cui il Songlines “Best Group” in Gran Bretagna nel 2019 e il Premio della Critica Andrea Parodi nel 2018\, i Monsieur Doumani sono decisamente alla ricerca di qualcosa di nuovo e arrivano sul palco di Oriente Occidente con tutta la loro energica inquietudine. \nMusicisti\nDemetris Yiasemides (trombone\, flauto\, voce)\,\nAndys Skordis (chitarra\, voce\, loops)\,\nAntonis Antoniou (tzouras\, voce\, elettronica) \nph_Eric Van Nieuwland \nProgramma completo sul sito: https://www.orienteoccidente.it/ \nCon il supporto dell’Ambasciata di Cipro.\nNell’ambito del progetto Lungo Le Vie Dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, Qualità Di Vita Per Educare Alla Cittadinanza Globale\, promosso dal Comune di Rovereto e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
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SUMMARY:THE RANCH IS EMPTY
DESCRIPTION:POETIC PUNKERS | PERFORMANCE ITINERANTE \n(BELGIO/ITALIA) \nThe Ranch is Empty  \nGiovedì 7 settembre | 18 \nMuseo della Città \nUn corpo a corpo che ossessiona. La relazione che diventa manipolazione. Un corpo vivo che si svuota del suo peso emotivo e diventa carcassa. Intorno la città che vive\, distratta. Il futuro\, che a ben guardare\, non sembra avere un aspetto accogliente. Un progresso che ci ha resi distanti\, incapaci di “sentire” l’altro. \nLa danza urbana di The Ranch is Empty\, ispirata agli scatti del fotografo Sebastião Salgado sui viaggi dei migranti\, ci scuote e ci interroga: chi stiamo lasciando indietro nel nostro viaggio verso il futuro? Quanto siamo diventati indifferenti? All’individualismo per la sopravvivenza\, però\, esiste alternativa: l’incontro con l’altro\, con la tenerezza\, con chi ci ricorda da dove veniamo e insieme dove stiamo andando. \nSono coinvolti nella performance anche i partecipanti al workshop per amatori della danza e del teatro guidato da Natalia Vallebona e Faustino Blanchut a Rovereto in collaborazione con la Compagnia Abbondanza/Bertoni \nCoreografia e messa in scena Natalia Vallebona\nDrammaturgia Faustino Blanchut\nInterpreti Faustino Blanchut\, Éléonore Pinet Bodin\, Marianna Moccia\, Maxime Pichon\, Alvaro Valdes\, Natalia Vallebona\nComposizione musicale Patrick Belmont\, Maxime Pichon\nMusica dal vivo Maxime Pichon\nInserito nel Progetto Go Towards – Boarding Pass Plus 2022\nProduzione Poetic Punkers Partners Wolubilis\, Le BAMP\, Compagnia Abbondanza/Bertoni\, LOBO Festival Tolosa\, Les Noctambules Nanterre\, Teatro della Tosse Genova\, DanscentrumJette\, UP – Circus & Performing Arts \nDurata 50′ \nph_Elena Carolei \nProgramma completo sul sito: https://www.orienteoccidente.it/ \nIn collaborazione con Compagnia Abbondanza/Bertoni\, inserito nel Progetto GoTowards – Boarding Pass Plus 2022.\nNell’ambito del progetto Lungo Le Vie Dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, Qualità Di Vita Per Educare Alla Cittadinanza Globale\, promosso dal Comune di Rovereto e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
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LOCATION:Museo della città\, Rovereto
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SUMMARY:THE SYNCOPATORS
DESCRIPTION:FIKSDAL\, FLOEN\, SLÅTTØY | SPETTACOLO \nFIKSDAL DANS STIFTELSE \n (NORVEGIA) \nThe Syncopators \n\n\n\nMartedì 5 settembre | 11.30\nMercoledì 6 settembre | 18\n\n\nPiazza Urban City\nPiazza Erbe\n\n\n\nPrima nazionale \n  \nConosciamo per lo più un tempo occidentale modellato sull’idea capitalistica di progresso\, che ha portato a una situazione globale insostenibile sia dal punto di vista sociale che ambientale. A partire dalle riflessioni del sociologo Rolando Vazques\, Ingri Fiskdal con The Syncopators vuole interrompere il tempo dello spazio pubblico e creare incontri inaspettati. \nA rappresentare ciò che non conosciamo sono cinque performer che attraversano la vita quotidiana delle piazze con i loro vistosi costumi e ne trasformano i cicli\, le abitudini\, i flussi\, producendo una sincope\, un cambio di ritmo. Nel tentativo di sostituire la visione unica del tempo focalizzata sulla produttività con uno sguardo invece libero\, plurale e inclusivo. \nCoreografia Ingri Fiksdal\nImplementazione Ingri Fiksdal\, Fredrik Floen\, Mariama Fatou Kalley Slåttøy\nCostumi Fredrik Floen\nCo-creatori e interpreti Harald Beharie\, Even Eilerås\, Jonathan Ibsen\, Edith Strand Askeland\, Trine Lise Moe\nInterpreti alternati Edith Strand Askeland\, Trine Lise Moe\, Daniel Sarr \nProduzione e amministrazione Eva Grainger\nProduzione e distribuzione Nicole Schuchardt\nProduzione Fiksdal Dans Stiftelse\nCon il sostegno di Arts Council Norway \nL’esibizione è sostenuta dal Performing Arts Hub Norway e dal Ministero degli Affari Esteri norvegese. \nDurata 40′ \nph_Izabella Englund \nProgramma completo del Festival: https://www.orienteoccidente.it/ \nCon il supporto di Fondazione CARITRO.\nNell’ambito del progetto Lungo Le Vie Dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, Qualità Di Vita Per Educare Alla Cittadinanza Globale\, promosso dal Comune di Rovereto e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
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LOCATION:Piazza Urban City\, Piazza Erbe
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SUMMARY:MOBY DICK
DESCRIPTION:TEATRO DEI VENTI | SPETTACOLO \n (ITALIA) \nMoby Dick \nSabato 2 settembre | 18.30 \nPiazza del Mart \nUna piazza vuota respira in attesa. Risuona un rumore ancestrale: su un carro venti marinai percuotono grandi botti di legno. Il ritmo scandisce il lavoro dell’equipaggio sul carro che in breve diventa palco e cantiere navale. Assi\, cime\, paranchi: i marinai costruiscono Pequod. \nIspirato al romanzo di Herman Melville\, il Moby Dick della Compagnia Teatro dei Venti è un avvicendarsi di lotte e allegre scorribande da cui emergono storie e persone. La nave è guidata dall’ombra del terribile capitano Achab che si lancia alla caccia della mostruosa balena bianca\, trascinando con sé l’intero equipaggio in un finale faccia a faccia. Il capitano contro la balena. L’uomo contro la natura\, il prodigio\, l’ignoto\, la paura dell’abisso. \nMoby Dick è una storia di destini incrociati\, di un’ancora di salvataggio che diventa predatore\, di tempeste che si abbattono sulle speranze degli esseri umani. Una storia di sogni e ossessioni. \nLo spettacolo Moby Dick ha vinto il Premio Ubu 2019 per il migliore allestimento scenico\, il Premio Rete Critica 2019 per la progettualità/organizzazione\, Last Seen 2019 spettacolo dell’anno per la rivista Krapp’s Last Post. \nIdeazione e regia Stefano Tè\nAdattamento drammaturgico Giulio Sonno\nConsulenza alla regia Mario Barzaghi\nMusiche dal vivo Alex Ascione (sax)\, Matteo Pontegavelli (tromba)\, Igino L. Caselgrandi (batteria\, percussioni)\, Domenico Pizzulo (chitarra\, synth)\nCostumi a cura di Teatro dei Venti\nDisegno luci Alessandro Pasqualini\nAudio Luigi Pascale\nScenografia Dino Serra\nProgettazione e realizzazione Dino Serra e Massimo Zanelli\nInterpreti Alessio Boni\, Oxana Casolari\, Ettore Chiummo\, Marco Cupellari\, Giacomo Dominici\, Federico Faggioni\, Francesca Figini\, Davide Filippi\, Mara Lambriola\, Giovanni Maia\, Iona Petmezakis\, Amalia Ruocco\, Antonio Santangelo\, Cesare Trebeschi\, Davide Tubertini\, Elisa Vignolo\nProduzione Teatro dei Venti\nCo-produzione Klaipeda Sea Festival (Lituania)\nCon il sostegno di Regione Emilia-Romagna\, Comune di Modena\, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena\nCon il contributo di Comune di Dolo (VE)\nIn collaborazione con Associazione Echidna \nDurata 60′ \nph_Giancarlo De Luca \nProgramma completo sul sito: https://www.orienteoccidente.it/ \nNell’ambito del progetto Lungo Le Vie Dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, Qualità Di Vita Per Educare Alla Cittadinanza Globale\, promosso dal Comune di Rovereto e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
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SUMMARY:SETE Festival
DESCRIPTION:SETE Festival – Il clima è cambiato \nDue giorni di musica\, incontri\, stand-up comedy\, cinema\, laboratori\, giochi\, installazioni e dibattiti. La prima edizione di SETE Festival porta con sé un obiettivo chiaro: affrontare il cambiamento climatico attraverso un cambiamento di prospettiva. Non sono necessari dati\, né proiezioni per comprendere l’importanza di una risorsa come l’acqua per l’intero pianeta. SETE Festival porta nella città della Quercia scienziati\, attivisti\, divulgatori\, artisti e musicisti per parlare di crisi climatica\, tecnologia\, arte e futuro. \nIngresso gratuito \nScopri il programma completo sul sito di SETE Festival
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LOCATION:Giardini Perlasca\, Rovereto
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SUMMARY:ArciFesta 2023
DESCRIPTION:Da ormai 14 anni l’estate mantovana in Piazzale Te è animata da ArciFesta\, la grande manifestazione popolare organizzata da Arci Mantova\, dove ogni sera centinaia di persone possono stare insieme\, divertirsi e godere di grande musica e buon cibo. Dal 30 giugno al 30 luglio\, tutte le sere dal giovedì alla domenica\, 20 appuntamenti musicali (e non solo) che spaziano dal rock al blues\, passando per il cantautorato\, le musiche etniche e popolari\, il rap e il jazz. Tutti i concerti e gli spettacoli (inizio ore 22.00) sono ad ingresso libero e gratuito.\n\nLo stand gastronomico (apertura ore 19.30 – non è necessaria la prenotazione) propone come sempre le eccellenze della cucina mantovana\, realizzate con prodotti per la maggior parte provenienti dalle aziende del territorio.\n\nMaggiori informazioni sul sito: https://www.arcimantova.com/2023/06/05/arci-festa-2023/
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LOCATION:Piazzale Te\, Mantova
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SUMMARY:Il sogno dell’acqua - Incursione a cura del Festival SETE
DESCRIPTION:Il sogno dell’acqua\nVernissage\nConcept Exhibition\ndi Bjorn Giordano\na cura di Becoming X Art+Sound Collective\, SETE Festival e Circolo ARCI \nIncursione a cura di\nFestival SETE – Acqua\, clima\, musica e pop culture\nIncontro con il regista Leonardo Panizza e il team di PrimAscesa: il documentario narra l’eccezionale prima ascesa da parte di due alpinisti di una delle ultime cime inviolate rimaste al mondo: una montagna di rifiuti\, quella che ognuno di noi contribuisce a creare ogni giorno.\nI due esploratori Simon e Giovanni scalano una vera e propria discarica\, affrontando difficoltà fisiche inedite per il mondo outdoor\, per poi discenderla con gli sci.
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LOCATION:Circolo Arci “La Poderosa” – via Tartarotti – Rovereto
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SUMMARY:Impronte d'acqua
DESCRIPTION:A chiusura del programma della Settimana Civica\, il centro di Rovereto si anima di iniziative\, dalle arti alla politica\, per bambini e per adulti\, attorno al tema dell’acqua.  \nSe percorri tutte le tappe\, riceverai un premio! \nSegui il percorso:  \n\nTappa 1 | Incrocio Largo vittime delle Foibe e Via Roma\n\nLe vie dell’Arte: gli Zampognari | Ass. Culturale Artisti \nPunto informativo | ATAS onlus\n\n\nTappa 2 | Via Roma\n\nMostra “Dalle Fontane alla Fonte” | Alpi – Bio\n\n\nTappa 3 | Incrocio Via Rialto e Via delle Mercerie\n\nAcqua: Dicci la tua! | ATAS onlus \n\n\nTappa 4 | Piazza delle Erbe\n\nAttività per bambini/e: “Le emozioni\, il nostro mare interno” laboratorio con logopedista & Truccabimbi “Acquatico come un’anguana” | Ass. Armonia \nSalotto d’acqua | Moltiplicazioni e LUMEN slowjournal\n\n\nTappa 5 | Via Tartarotti – Piazzetta Kaiserjager\n\nGl-oca-l: da Rovereto al mondo lungo le vie dell’acqua | Centro per la Cooperazione Internazionale\n\n\nTappa 6 | Piazza Malfatti\n\nLe Vie dell’Arte: performance artistiche | Associazione Culturale Artisti \nMostra “Acqua: Nessuno Senza!” & Contratto Mondiale sull’Acqua | Centro per la Pace\nPunto ritiro premio\n\n\n\nLungo il percorso danze itineranti dello spettacolo “Le Anguane: sentinelle delle acque” a cura dell’associazione Armonia APS \nIn caso di pioggia saremo in via Portici
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SUMMARY:La vita a modo mio
DESCRIPTION:Wilfred Thesiger è stato l’ultimo dei grandi quanto eccentrici esploratori inglesi\, una figura leggendaria per i suoi viaggi in alcuni dei luoghi più inaccessibili della terra. Bambino\, vide l’ingresso vittorioso dell’esercito di Ras Tafari a Addis Abeba\, dopo una guerra sanguinosa e all’arma bianca\, con il nemico sconfitto e ferito in catene; a 22 anni fece la sua prima spedizione nel selvaggio territorio dei Dancali\, lì dove lo status tribale dipendeva dal numero di uomini uccisi e castrati. I suoi libri più famosi\, Arabian Sands e The Marsh Arabs\, sono il racconto dei suoi soggiorni nell’Empty Quarter e nelle paludi dell’Iraq del sud. In questa autobiografia\, dove lirismo e ironia si fondono in maniera ammirevole\, Thesiger racconta le persone che più profondamente lo segnarono\, come per esempio Henry de Monfreid\, e gli eventi che lo spinsero a vivere seguendo il proprio istinto e offre al lettore le chiavi per entrare in una vita e un mondo di leggenda.
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LOCATION:Trento\, Centro per la Cooperazione Internazionale\, Vicolo San Marco\, 1
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SUMMARY:Rovereto\, la città e il fiume: storie da raccontare
DESCRIPTION:Workshop di fotografia\nRovereto\, la città e il fiume: storie da raccontare\ncon Pino Ninfa (fotografo internazionale) \nIl percorso\, composto da quattro sessioni\, propone una ricerca in compagnia della macchina fotografica. La cornice di Rovereto e i paesaggi circostanti legati al torrente Leno saranno strumento di indagine da parte dei partecipanti\, col fine di costruire un racconto per immagini. Riflettere su come si incontra il mondo grazie alla macchina fotografica porterà i partecipanti – in un’era in cui tutto gira velocemente – a trovare modi per incontrare la realtà usando tempi lenti: per arrivare a cogliere le cose nel loro insieme sarà necessario cambiare ritmo\, per incontrare il mondo che ci circonda. \nIl percorso permetterà ai e alle partecipanti di riflettere sul proprio territorio e sulla sua salvaguardia in chiave futura\, per immaginare modi di abitare e raccontare la città in armonia con le risorse presenti e con gli adattamenti necessari a fronte del cambiamento climatico. Sarà anche l’occasione per approfondire le metodologie della fotografia etica. Il frutto del percorso potrebbe dar vita ad una mostra a partire dai lavori dei e delle partecipanti\, da presentare durante l’autunno. \n6-7 maggio 2023/ Sessione 1 \n6 maggio mattina: durante il primo incontro verranno visionati alcuni lavori del fotografo Pino Ninfa\, per riflettere su come è possibile incontrare varie realtà e situazioni con la macchina fotografica.\n6 maggio pomeriggio: segue una prima uscita con i e le partecipanti in alcuni dei luoghi rilevanti per iniziare il lavoro.\n7 maggio mattina: viene eseguita una seconda uscita in luoghi differenti\, per proseguire con i primi lavori fotografici.\n7 maggio pomeriggio: visione dei lavori svolti e assegnazione di incarichi per i successivi incontri. \n20 maggio 2023/ Sessione 2 \nDurante il secondo incontro si visioneranno i lavori che i e le partecipanti\, da soli o in gruppo\, avranno svolto nell’intervallo di tempo. Se possibile nel pomeriggio si procederà ad un’ulteriore uscita per proseguire il lavoro fotografico. \nLuglio 2023/ Sessione 3 \nDurante il terzo incontro verranno visionate altre foto e si deciderà insieme quale percorso seguire con il materiale a disposizione. \nSettembre 2023/ Sessione 4 \nQuarto ed ultimo incontro di restituzione finale dei lavori svolti\, secondo le modalità definite insieme ai e alle partecipanti. \nPino Ninfa è nato a Catania da dove è partito all’età di 17 anni alla volta di Milano. Sviluppa progetti sul territorio nazionale e internazionale legati allo spettacolo e al reportage. L’interesse per la musica e per il sociale\, hanno fondato il senso complessivo del suo lavoro fotografico. \nDa diverso tempo ha incrementato lo studio rivolto al recupero e alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo con missioni nelle foreste Africane e dell’Amazzonia per testimoniare progetti di salvaguardia e di sviluppo delle popolazioni locali. Segue anche in diverse parti del mondo progetti per migliorare le condizioni di vita di persone in difficoltà con particolare attenzione per l’universo femminile molto spesso vittima di abusi e soprusi a ogni latitudine e con qualsiasi miseria. \nUltime sue testimonianze ad Haiti con un lavoro su: “Ricostruire la speranza” in India e Nepal con lavori legati a progetti alimentari e al recupero di donne vittime di abusi e violenze.In campo musicale da anni oltre a fotografare in molti e importanti festival musicali\, sviluppa progetti multimediali con diversi musicisti fra i quali: Danilo Rea\, Enrico Pieranunzi\, Paolo Fresu\, Franco D’Andrea\, Stefano Bollani e molti altri. È stato il fotografo ufficiale dell’Heineken Jammin Festival dal 1998 al 2011 e per Heineken Italia ha seguito diverse edizioni di Umbria Jazz. È stato il fotografo ufficiale della filiale italiana del Blue Note dalla sua apertura fino al 2004.Con Porsche Italia\, Fiat Iveco\, Level Fabergè e altri ancora ha realizzato campagne pubblicitarie e solidali. \nDa anni sviluppa con diverse ONG fra cui Emergency\, Amani\, CBM Italia e Cesvi\, progetti sulla solidarietà. Oltre al progetto di Haiti con Prosolidar\, ha continuato a seguire per Cesvi un progetto sul cambio climatico nella foresta Amazzonica in Perù nella regione di Madre de Dios.È presidente dell’associazione P.I.M. (poesia-immagine-musica) che si occupa della diffusione e organizzazione di mostre e seminari di fotografi musicali.Da molti anni tiene workshop in Italia e all’estero su temi legati a vari aspetti della fotografia e dell’essere fotografo.
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SUMMARY:Conferenza stampa aperta alla cittadinanza
DESCRIPTION:Conferenza stampa aperta alla cittadinanza \nAlle ore 12.00 del 4 maggio 2023 si terrà\, presso l’Urban Center di Rovereto\, la conferenza stampa conclusiva del kick-off meeting del progetto “Lungo le vie dell’ACQUA: Ambiente\, Cultura\, QUAlità di Vita per Educare alla Cittadinanza Globale” cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (CodiceAID 012618/01/7). \nI partner dei tre territori coinvolti – Rovereto\, Cuneo e Mantova – si incontrano per un momento di conoscenza e formazione. Durante questo incontro sono presenti anche i membri dei Gruppi di Lavoro Locale dei tre territori. Questi Gruppi sono chiamati a formulare per ciascun territorio un piano comunale di Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) secondo un approccio multiattore e a partire dal tema della gestione responsabile dell’acqua e del contrasto al cambiamento climatico in un’ottica comunitaria. \nL’evento si svolge nella cornice della Settimana Civica di Rovereto\, momento di celebrazione della cittadinanza che quest’anno pone particolare attenzione al tema dell’acqua\, grazie alla forte partecipazione delle associazioni del territorio mobilitate su questo tema. \nL’incontro rappresenta un’occasione di scambio rispetto agli esempi virtuosi provenienti dai territori\, ma anche un momento di avvio ufficiale dei lavori su ciascun territorio\, verso l’attivazione di comunità educanti multiattore\, obiettivo del progetto ACQUA.
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SUMMARY:Balkan Film Festival: giovani registi italo-balcanici si incontrano
DESCRIPTION:Ore 15:00 – Sisterhood\, regia di Dina Duma\, Macedonia del Nord\, 2021\, 90’ – In concorso \nIl film d’esordio della regista macedone Dina Duma è una storia contemporanea di slut-shaming nell’era dei social media. Due migliori amiche\, Jana e Maya\, nuotano\, cantano e fanno festa insieme. Quando Elena\, una loro compagna di classe\, si mette con il ragazzo per cui Maya ha una cotta. Jana incoraggia Maya a vendicarsi pubblicando un video della ragazza in una situazione compromettente. \nOre 17:00 – Looking for Venera\, regia di Norika Sefa\, Kosovo 2021\, 98’ – In concorso \nLa timida Vera inizia a mettere in questione le abitudini della sua famiglia patriarcale quando conosce una nuova amica\, Dorina. Venera e Dorina frequentano un corso di inglese a casa di un’insegnante locale\, e anche il soggiorno di quest’ultima è affollato di studenti. Dopo che Dorina dice a Venera che fa sesso con un ragazzo in luoghi segreti\, la protagonista si incuriosisce e decide di iniziare a fare esperienza anche lei con un ragazzo. \nA seguire \nPanel moderato da Luisa Chiodi\, direttrice dell’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa\, con i registi Dina Duma\, Antonio Romagnoli\, Gregor Božič e Norika Sefa. Il Panel riflette sulle sensibilità artistiche e sociali nella nuova cinematografia italo-balcanica\, per coglierne le suggestioni innovative tra interpretazioni del passato e progettazione del futuro. \nOre 20:45 – Polvere\, regia di Antonio Romagnoli\, Italia\, 2021\, 75’ – Fuori concorso \nUn uomo e una donna si incontrano\, si piacciono e finiscono con lo stringere una relazione. Lei ignora che quel legame amoroso si trasformerà in un vero e proprio incubo. Giorno dopo giorno\, infatti\, la donna viene sottoposta a violenza psicologica. Le mura della casa sembrano restringersi su di lei\, mentre al loro interno si consuma un rapporto malato\, di cui lei non riesce a liberarsi. Le violenze si accumulano col passare del tempo\, ma vengono nascoste come la polvere sotto i tappeti. \nSi veda il programma dettagliato del Balkan Film Festival 2022. \nINFO: \nAssociazione Occhio Blu Anna Cenerini Bova \nCasa del Cinema di Roma \n\nFrom Time:01/12/2022 15:00\nTo Time:\nKeywords:\nLuogo:Roma\nIndirizzo:Casa del Cinema di Roma\, Largo Marcello Mastroianni 1\nOrganizzato da::Associazione Occhio Blu Anna Cerini Bova in collaborazione con il Creative Europe Desk Italy Media
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LOCATION:Roma\, Casa del Cinema di Roma\, Largo Marcello Mastroianni 1\, Roma
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SUMMARY:In viaggio dal Trentino all’Ararat: incontro con Luca Medeot
DESCRIPTION:L’attesa è finita: è giunto il «tempo fragile del partire» e di lasciarsi alle spalle progetti ed esitazioni\, per varcare con qualche trepidazione quell’invisibile linea incerta che individua e custodisce la propria identità\, ma anche ne condiziona e forse inibisce le possibilità di apertura e di conoscenza dell’altro.Una volta lasciata la propria città e raggiunto l’Isontino\, terra dell’infanzia e minima patria dove «ha inizio una sorta di scabro\, disadorno preludio dei Balcani»\, ci si appresta ad attraversare quel microcosmo denso di popoli e saturo di storie lacerate che è la ex Jugoslavia – prima di toccare la Bulgaria e proseguire verso la Turchia e la remota meta finale: l’Armenia.In un intreccio di ricordi ed esperienze raccolte anche in altri viaggi\, il camminante ci guida in questa seconda tappa del suo itinerario tra memoria e scoperta\, tra narrazione in versi e storia\, tra reportage e diario civile. Alla ricerca di un altrove che forse nemmeno esiste davvero\, ma che pure appare come un indispensabile e concreto richiamo\, dando seguito all’intuizione secondo cui «solo nel viaggio puoi scoprire uno sguardo / che si apre dentro allo sguardo\, / e riassaporare smemorato / l’infanzia del mondo». \nINFO: \nLibreria Arcadia\, Rovereto \nweb: https://www.libreriarcadia.com/
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LOCATION:Rovereto (TN)\, Corso Bettini
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