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SUMMARY:Stato di diritto in Italia: uno sguardo dalla società civile
DESCRIPTION:Qual è la situazione dello stato di diritto in Italia? Quali criticità emergono e come la società civile può contribuire alla sua tutela? Ne discuteremo nel webinar organizzato da CILD\, in occasione della presentazione del Rule of Law Report 2025 di Liberties. \n\n\nIl report\, frutto del lavoro di organizzazioni di tutta Europa\, offre un’analisi dettagliata su temi chiave come giustizia\, libertà dei media\, spazio civico\, diritti umani e anticorruzione. Considerato il più ampio “rapporto ombra” indipendente sullo stato di diritto\, i suoi risultati confluiscono nel monitoraggio annuale della Commissione europea. \nDurante l’incontro\, esamineremo il capitolo dedicato all’Italia con il contributo delle organizzazioni che lo hanno redatto. Un’occasione per approfondire lo stato attuale delle libertà fondamentali nel nostro Paese e il ruolo della società civile nella loro difesa. \nIntervengono rappresentanti di: CILD\, Antigone\, A Buon Diritto\, StraLi\, Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT) e Liberties. \nIl webinar si terrà in italiano\, con un’introduzione in inglese a cura di Liberties. \nPartecipazione gratuita con registrazione obbligatoria. Il link di accesso sarà inviato via email il giorno prima dell’evento. \nConsulta l’agenda: Webinar – Stato di diritto in Italia: uno sguardo dalla società civile \nIscriviti ora: https://forms.gle/ohP9a6ARshghDNsY6
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SUMMARY:Per una rete transnazionale di contrasto alle SLAPP: contro i bavagli alla partecipazione pubblica
DESCRIPTION:Le SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation)\, alias “azioni temerarie”\, costituiscono una forma di molestia legale che colpisce non solo la libertà di stampa\, ma la libertà di espressione della società nel suo insieme. L’obiettivo di chi ricorre alle SLAPP\, infatti\, è quello di inibire la partecipazione pubblica\, mettendo a tacere voci critiche su questioni di pubblico interesse. Organizzato nel giorno del sesto anniversario dell’assassinio della giornalista investigativa maltese Daphne Caruana Galizia\, il primo evento pubblico del gruppo di lavoro CASE Italia si propone di esaminare l’impatto del fenomeno delle SLAPP in Italia\, contestualizzarlo nel panorama europeo\, e offrire delle raccomandazioni affinché giornalisti\, attivisti\, avvocati e cittadini\, possano contrastarle. \nL’incontro è organizzato in due sessioni. Il primo panel offre la possibilità di ascoltare da giornalisti ed attivisti bersaglio di SLAPP la propria esperienza personale e professionale. Il secondo panel prevede un confronto tra rappresentanti di categoria\, avvocati ed attivisti\, i quali discuteranno le criticità del contesto italiano e le continuità con il più ampio panorama europeo\, come anche possibili proposte dirette al contrasto delle SLAPP\, volte al rafforzamento della rete transnazionale europea. \nProgramma \n14:30 – 14: 45 Registrazione \n14:45 – 15:00 Introduzione: Sielke Beata Kelner – Ricercatrice e advocacy officer OBCT \n15:00 – 16: 30  Panel: SLAPP: voci ed esperienze dal campo \nIntervengono: \nFrancesco Zambon – Whistleblower \nNello Trocchia – Giornalista Domani \nSara Manisera – Giornalista freelance \nAntonio Tricarico – Campaigner finanza pubblica ReCommon \nCecilia Anesi – Redattrice e cofondatrice IrpiMedia \nAntonella Napoli – Giornalista freelance \nModera: Martina Turola – Responsabile comunicazione The Good Lobby Italia \n16:30 – 17:00 Coffee break \n17:00 – 18: 30 Tavola rotonda: Contrasto alle SLAPP: Cosa può fare la società civile italiana per rafforzare la rete transnazionale? \nIntervengono: \nVittorio di Trapani – Presidente FNSI \nLinda Ravo – Liberties – Avvocata e attivista Liberties \nVirginia Ripa di Meana – Avvocata \nGiulio Vasaturo – Avvocato Articolo 21 \nMarino  Bisso – Giornalista Rete No Bavaglio \nModera: Graziella Di Mambro – Giornalista Articolo 21 \n18:30 – 18:45 Conclusioni: Roberta Taveri – Media Freedom Senior Programme Officer ARTICLE 19 Europe \nLa partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutti\, ma è necessaria la registrazione entro il 14 ottobre 2023 attraverso questo link  . \nSu iniziativa di Articolo 21  \, l’incontro è riconosciuto nell’ambito della Formazione professionale continua dei giornalisti. Per il riconoscimento dei crediti\, gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti devono registrarsi sulla piattaforma dedicata  . \n\nMedia Freedom Rapid Response – MFRR \nIl progetto Media Freedom Rapid Response (MFRR)  esamina\, monitora e risponde alle violazioni della libertà di stampa e dei media negli Stati membri dell’UE e nei Paesi candidati\, fornendo sostegno legale e pratico\, advocacy pubblica e informazioni\, diretti a proteggere i giornalisti e gli operatori dei media. MFRR è un consorzio guidato dal Centro europeo per la libertà di stampa e dei media (ECPMF) che comprende ARTICLE 19 Europe\, la Federazione europea dei giornalisti (EFJ)\, Free Press Unlimited (FPU)\, International Press Institute (IPI) e CCI/Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBC Transeuropa). \n  \nCoalition Against SLAPPs in Europe – CASE \nCASE (Coalition Against SLAPPs in Europe)  e’ una coalizione europea composta da organizzazioni non governative creata con l’obiettivo di reagire al rischio che le SLAPP pongono alla partecipazione pubblica. \n  \nCASE Italia \nCASE Italia è un gruppo di lavoro informale costituitosi nel 2020\, i cui lavori sono coordinati da Osservatorio dei Balcani Caucaso Transeuropa. Il gruppo di lavoro affianca CASE nella lotta al contrasto delle SLAPP in Europa. A sostegno di giornalisti\, attivisti\, whistleblowers\, difensori dei diritti e altri soggetti bersaglio di azioni temerarie\, il nostro impegno è diretto a denunciare molestie e intimidazioni legali\, e proteggere i diritti di coloro che si espongono su questioni di pubblico interesse. Fanno parte di CASE Italia: Amnesty International Italia\, ARTICLE 19 Europe\, Articolo 21\, Certi Diritti\, Environmental Paper Network\, Greenpeace Italia\, Meglio Legale\, OBC Transeuropa\, The Good Lobby Italia\, Transparency International Italia. \nPer informazioni: \nresourcecentre@balcanicaucaso.org \nkelner@balcanicaucaso.org
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SUMMARY:Transnational Political Contention and the protection of rights and democracy in Europe
DESCRIPTION:Transnational political dynamics are growing: some question the EU liberal order\, while others contribute to strengthening democratic guarantees at the European and domestic level as well in candidate countries. The TraPoCo (Transnational Political Contention in Europe) Jean Monnet network contributed to developing a field of research that looks at the interaction of practices and processes that cross the borders of nation-states and have an impact on the functioning of democracy inside and outside the Union. \nTraPoCo scholars focused on the advancement of research on the practices of mobilisation and protest of actors such as social movements\, activists\, civil society organisations\, trade unions\, etc. in transnational political arenas on issues relating to European integration. In particular\, TraPoCo looked at how\, in what forms\, and under what conditions the societal actors that work for the enlargement of the space of fundamental rights benefit from transnational political spaces at EU level and\, in turn\, contribute to European integration in some form and reinvigorate democracy in the EU and its Member States. \nThis event will be an opportunity for TraPoCo partners to share their most cutting-edge research outcomes with civil society and policy-makers\, with a focus on policy implications at the EU level. \nThe event will be held in person at Maastricht University Brussels  . It is also possible to watch the event live by clicking on this Zoom link  . \nRegistration is mandatory. Please fill out this short form  to register for the event. \nThe TraPoCo Jean Monnet Network comprises the Faculty of Political Science of the Scuola Normale Superiore  ; the Department of Sociology of the University of Belgrade  ; the School of Politics and International Relations and UCD College of Business of the University College Dublin  ; the Institute of Forest\, Environmental\, and Natural Resources Policy of the University of Natural Resources and Life Sciences  of Vienna; the think tank OBC Transeuropa\, and the NGO The Good Lobby  . \nThe project TraPoCo is co-financed by the ErasmusPlus\, Jean Monnet Action of the European Union. \nAgenda\nTransnational Political Contention and the protection of rights and democracy in Europe. Final Conference \nDate and Venue: June 7\, 2023 – Maastricht University Brussels Campus\, Bel Etage Room\nAv. de Tervueren 153\, 1150 Brussels\, Belgio \n9:00: Opening: Chair\, Kelsey Beltz\, The Good Lobby \nWelcome speech: Ylenia Destito\, Jean Monnet Programme adviser\, European Commission\, EACEA \nIntroduction: Aron Buzogany\, Boku University Vienna \nPolicy paper discussions: \n9:30 – 10:00 | The transnational dimension of Environmental struggles\nPolicy paper presentation: “Environmental initiatives in Serbia and their European perspective”\,\nJelena Pešić\, Faculty of Philosophy\, University of Belgrade \nDiscussant:\nGiuseppe Di Paola\, Directorate General for Environment\, European Commission \n10:00 – 10:30 | Migration and Transnational Participation\nPolicy paper presentation: “Towards the 2024 European elections: Cities and civil society as MEP key partners for a radical reform of EU migration policy”\, Federico Alagna\, Faculty of Political and Social Sciences\, Scuola Normale Superiore \nDiscussant:\nRita Biconne\, ALDA\, European Association for Local Democracy \n10:30 – 10:45 Coffee break \n10:45 – 11:45 | Building transnational civic spaces in the EU\nPolicy paper presentation: “The transnational experience of domestic civil society organisations: Italian CSOs exploring the EU multilevel polity”\, Luisa Chiodi\, Director\, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa \nDiscussants:\nMEP Sergey Lagodinsky\, Greens/EFA\nRoy Virah-Sawmy\, Programme Manager CIVITATES \n11:45 – 12:30 | A transnational space for Trade Unions and Labour issue\nPolicy paper presentation: “The human rights implications of the Minimum Wage Directive”\, Graham Finlay\, School of Politics and International Relations\, University College Dublin \nDiscussants:\nTorsten Müller\, Senior Researcher\, European Trade Union Institute\nPablo Sanchez\, Policy Advisor\, European Public Service Union \n12:30 – 13:00 Concluding remarks: Chiara Milan\, Faculty of Political and Social Sciences\, Scuola Normale Superiore \n13:00 Lunch \n— \nContact information: \nRossella Vignola\, vignola@balcanicaucaso.org | segreteria@balcanicaucaso.org
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SUMMARY:Promuovere l’intersezionalità nel diritto e nel lavoro sociale per politiche più inclusive
DESCRIPTION:In due anni di attività il  progetto INGRiD ha promosso l’approccio intersezionale nelle politiche e nelle pratiche degli attori che si occupano di lotta alle discriminazioni combinando attività di ricerca\, formazione\, scambio di buone pratiche e sensibilizzazione intorno al concetto di intersezionalità e alle possibilità che esso offre rispetto ad una comprensione (e una risposta) più matura e articolata delle esperienze discriminatorie nelle società plurali. \nLa conferenza è organizzata in due sessioni. Il primo panel è un confronto tra giuriste/i e practitioner nell’ambito del diritto sull’intersezionalità come approccio giuridico per esplorare possibili percorsi di applicazione del concetto di intersezionalità al diritto per arrivare ad una maggiore tutela giuridica soprattutto dei soggetti più fragili e posti ai margini. Il secondo è una tavola rotonda con taglio sociologico intorno al tema dell’intersezionalità nel lavoro sociale e possibili (e necessari) approcci intersezionali ai dati sulle discriminazioni. \nL’evento si terrà il 12 dicembre\, dalle 9 alle 13\, presso Industrie Fluviali (Conference Hall)\, Via del Porto Fluviale\, 35 a Roma. \nProgramma\n8:45 – 9:00 Registrazione \n9:00 – 9:15 Benvenuto e introduzione \nRossella Vignola\, Centro per la Cooperazione Internazionale \n9:20 – 10:40 Panel: Intersezionalità come approccio giuridico: possibili percorsi di applicazione dell’intersezionalità al diritto \nIntervengono: \nIlaria Valenzi\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose e Daniele Ferrari\, ricercatore\, Università di Siena \nAlberto Guariso\, avvocato\, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione \nValentina Calderone\, direttrice A buon diritto \nVincenzo Miri\, presidente Rete Lenford \nModera: Giorgia Decarli\, Sportello antidiscriminazioni di Trento \n10:40 – 11:00 Coffee break \n11:00 – 12:30 Tavola rotonda: Lavoro sociale e dati intersezionali per politiche più inclusive \nIntervengono: \nValeria Fabretti e Deborah Sabrina Iannotti\, ricercatrici\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nSerena Ospazi\, coordinatrice Rete antidiscriminazione Arci Liguria \nGiorgia Decarli\, coordinatrice\, Sportello antidiscriminazioni di Trento \nDonata Columbro\, data journalist \nMiltos Pavlou\, Project Manager-Social Research LGBTIQ Survey manager\, Fundamental Rights Agency (da remoto) \nStefania Boccale\, avvocata\, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali \nIntroduce e coordina: Carlotta Giordani\, Veneto Lavoro \n12:30 – 13:00 Closing remarks: prof. Angelica Pesarini\, University of Toronto (da remoto) \n13:00 – 14:00 Light lunch \nAlla fine dei lavori ci sarà un pranzo leggero offerto dagli organizzatori. \nSarà possibile seguire i lavori della conferenza in diretta streaming sulla pagina Facebook del Centro per la Cooperazione Internazionale: https://www.facebook.com/CCI.TN.IT \nPer informazioni:\ningrid@cci.tn.it \nINGRiD – Intersecting Grounds of discrimination in Italy è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma REC (Rights\, Equality\, Citizenship) 2014-2020. \n\n 
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SUMMARY:Whistleblowing in Italia: le distanze da colmare
DESCRIPTION:L’Italia è ancora in attesa di recepire la direttiva europea 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano illeciti sul posto di lavoro\, i whistleblower. Si tratta di un passaggio di vitale importanza per il nostro Paese. L’attuale legge italiana\, infatti\, è insufficiente\, perché non garantisce protezione ai lavoratori del settore privato e a chi segnala ai media o alle organizzazioni non profit. Tutelare al meglio i whistleblower è fondamentale per limitare i rischi di corruzione e malagestione dei fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. \nIl whistleblowing è un fenomeno molto complesso che tocca mondi diversi: dalla psicologia ai media\, dai sindacati alla società civile\, dal ruolo del singolo individuo alle responsabilità politiche dello Stato. \nPer questa ragione durante l’eventi\, si potranno ascoltare le voci di numerosi ospiti\, provenienti da settori differenti\, che negli anni si sono occupati di whistleblowing in Italia e in Europa. Sarà inoltre possibile assistere alla proiezione de “La Bufera: Cronache di ordinaria corruzione”\, primo documentario sul whistleblowing in Italia\, diretto dal regista Marco Ferrari e realizzato con la consulenza scientifica di The Good Lobby. \n\nRegistrazione partecipanti e pranzo di benvenuto.\nSaluti iniziali di Priscilla Robledo (The Good Lobby).\nIntervento di apertura di Laura Valli (Componente del Consiglio Autorità Nazionale Anticorruzione).\nOsvaldo Danzi (Fiordirisorse) intervista Francesco Zambon (whistleblower OMS Italia).\n“Whistleblowing e direttiva europea: adesso è già tardi”\, con Nicoletta Parisi (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Leonardo Ferrante (Libera). Modera Federico Anghelé (The Good Lobby).\n“Tra ostacoli culturali e carenza formativa: il whistleblowing nella PA”\, con Valentina Donini (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) e Susanna Ferro (GlobaLeaks/Whistleblowing PA). Modera Priscilla Robledo (The Good Lobby).\n“Perché segnalare? I fattori psicosociali connessi al whistleblowing”\, con Sergio Arcuri (whistleblower Arval) e Giorgio Fraschini (Transparency IT). Modera Stefania Zolotti (SenzaFiltro).\n“Whistleblowing a mezzo stampa: una relazione delicata”\, con Fabrizio Gatti (Today.it) e Sacha Biazzo (Fanpage). Modera Alberto Puliafito (Slow News).\n“Querele bavaglio (SLAPP): quali rimedi?”\, con Davide del Monte (info.nodes) e Sielke Beata Kelner (Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa). Modera Martina Turola (The Good Lobby).\nBreve presentazione del film “La Bufera” da parte del regista Marco Ferrari. A seguire proiezione del film.\n\nLa partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutti\, ma trattandosi di un evento a numero chiuso\, è necessario prenotare il proprio posto. \nPer iscriversi si veda la pagina dedicata.
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SUMMARY:Educare alla Giustizia Sociale: ripensare la didattica in chiave intersezionale
DESCRIPTION:PROPOSTA FORMATIVA \nLe strutture globali di oppressione e dominazione e le loro connessioni si riflettono nelle nostre relazioni attraverso comportamenti discriminatori (razzismo\, sessismo\, omofobia\, aporofobia\, abilismo..). Il concetto di intersezionalità fornisce una chiave di lettura per comprendere la complessità delle ingiustizie sociali e ci equipaggia degli strumenti per contrastarle. Ogni persona è portatrice di una sua diversità\, che costituisce un vettore di vera inclusione sociale. Questo riconoscimento è particolarmente importante nell’ambito educativo: ecco perchè è fondamentale rafforzare la capacità delle e degli insegnanti\, delle educatrici e degli educatori nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno della classe. \nIl corso ha l’obiettivo di fornire competenze e metodologie didattiche per affrontare e sviluppare percorsi educativi sul tema delle discriminazioni intersezionali con la propria classe per promuovere una maggior giustizia sociale e contrastare i discorsi d’odio sia online che offline. \nDestinatari  \nInsegnanti ed educatrici/educatori delle scuole secondarie di primo e secondo grado \nObiettivi \n\nAcquisire i principali fondamenti teorici alla base dell’approccio intersezionale\nImparare a riconoscere le differenti forme di discriminazioni intersezionali nei contesti reali della propria quotidianità (con particolare attenzione alla dimensione dei social media) e nel mondo della scuola;\nFornire strumenti per una didattica innovativa sui temi della giustizia sociale;\n\nMetodologia \nL’approccio pedagogico utilizzato è quello dell’Educazione alla Cittadinanza Globale. Si alterneranno momenti di docenza frontale\, lavori di gruppo\, spazi per il confronto e il dibattito\, formazione esperienziale. \nStruttura del corso \nFormazione di 3 ore\, tra ottobre e dicembre (le date sono da concordare con ogni singolo Istituto). \nIl corso sarà attivato con un minimo di 5 e un massimo di 20 partecipanti. Al termine del percorso verrà rilasciato l’attestato di partecipazione valido ai fini dell’aggiornamento docenti. \nIscrizioni \nll modulo di adesione online è da compilare entro sabato 1° ottobre 2022 \nlink: https://forms.gle/rkoBFaEJVoRV7CPz6 \nINFO \nLuogo: \nLa formazione potrà essere svolta presso il Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento (Vicolo San Marco\, 1) o presso la sede dell’Istituto scolastico. \nFormatrici: \nMartina Camatta: CCI\, Laureata in Filosofia e Scienze della Formazione\, coordinatrice del Centro Insegnanti Globali\, è formatrice in percorsi sull’Educazione alla Cittadinanza Globale e sullo sviluppo di competenze trasversali in ambito formale e non-formale. \nRoberta Zambelli: CCI\, Sociologa specializzata in studi di genere\, con una laurea specialistica su questo tema conseguita presso la Scuola di alti studi in scienze sociali (EHESS) di Parigi. Ha in seguito lavorato per un’associazione e casa editrice femminista\, erogando formazioni ad insegnanti\, studenti e in ambito aziendale. \nContatti: \nPer ulteriori info è possibile mettersi in contatto con Martina Camatta (CCI) – Tel. 0461 1828639\, martina.camatta@cci.tn.it \nLa proposta formativa è un’attività di INGRiD – Intersecting Ground of discrimination in Italy\, un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma REC (Rights\, Equality\, Citizenship) 2014-2020. Per maggiori informazioni sul progetto: https://www.projectingrid.eu \nLa proposta si inserisce nel nucleo concettuale “ COSTITUZIONE\, diritto (nazionale e internazionale)\, legalità e solidarietà” previsto all’interno delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica (legge 20 agosto 2019\, n. 92). \n\nDownload materiale: PDF
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SUMMARY:L’approccio intersezionale in Italia. Risultati di ricerca dal progetto INGRiD
DESCRIPTION:In Italia sono numerosi gli attori che si occupano di contrasto alle discriminazioni. Tuttavia\, la maggior parte di essi si concentra esclusivamente su singoli fattori\, come il genere\, l’orientamento sessuale\, la nazionalità\, il colore della pelle\, le convinzioni religiose\, etc.\, tutte componenti che\, assieme ad altre\, formano la complessa identità di ciascuno di noi. Le identità dei singoli e le situazioni di discriminazione sono più complesse e sfaccettate\, e da questa premessa muove la teoria intersezionale. Nel quadro delle attività inerenti il progetto INGRiD\, la ricerca ha approfondito la nozione di intersezionalità e le sue applicazioni sociali e giuridiche. \nIn un primo segmento di taglio sociologico\, si offre un’interpretazione delle principali sfide che la prospettiva intersezionale pone alla comprensione e al contrasto dei fenomeni di discriminazione\, focalizzandosi su alcuni territori italiani coinvolti in INGRiD (si veda il report: Le attuali pratiche antidiscriminatorie in Italia: un’analisi empirica  ). In quali modalità la dimensione intersezionale interessa i fenomeni discriminatori e viene maneggiata dagli attori sociali impegnati nel campo dell’inclusione? Può l’intersezionalità essere una efficace chiave interpretativa e metodologia di intervento per affrontare i fenomeni discriminatori? \nIn dialogo con il segmento sociologico\, un secondo percorso di ricerca di taglio giuridico  ha indagato l’applicazione del concetto di intersezionalità nel diritto internazionale\, europeo ed Italiano in particolare (si veda il report: L’intersezionalità come approccio giuridico: una prospettiva multilivello tra diritto internazionale\, diritto europeo\, diritto italiano e prospettive di comparazione  ). Partendo da un approccio comparatistico\, si individua una generale resistenza all’utilizzo della categoria dell’intersezionalità da parte delle Corti nazionali e sovranazionali\, preferendo un approccio monofattoriale a seguito anche delle difficoltà di adattamento della tradizione di common law entro gli ordinamenti giuridici interni. Il caso delle corti italiane\, invece\, costituisce un interessante punto di osservazione del possibile utilizzo dell’approccio intersezionale: una rilettura di alcune tra le principali pronunce in materia di diritto antidiscriminatorio delle Corti nazionali evidenzia come l’intersezionalità costituisca un metodo di ri-significazione delle categorie di discriminazione consentendo una più ampia tutela delle identità soggettive complesse. \nPresentano la ricerca:\nIlaria Valenzi\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nDaniele Ferrari\, ricercatore\, Università di Siena \nValeria Fabretti\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nDeborah S. Iannotti\, ricercatrice\, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose \nIntroduce: \nRossella Vignola\, Centro per la Cooperazione Internazionale \nModera: \nGiorgia Decarli\, Sportello antidiscriminazioni Trento \nPer partecipare al webinar è necessario registrarsi attraverso questo link  . \nIl webinar è trasmesso in diretta sulle pagine Facebook della Fondazione Bruno Kessler   e del Centro per la Cooperazione Internazionale  . \nPer informazioni: \nsegreteria.isr@fbk.eu | ingrid@cci.tn.it \nRegistrazione del webinar
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SUMMARY:L’educazione intersezionale: un laboratorio di inclusione e sostenibilità
DESCRIPTION:L’approccio intersezionale permette di affrontare forme di discriminazione sino a oggi rimaste in ombra. Invece di trattare i diversi tipi di discriminazione in maniera isolata\, secondo categorie fisse\, questo approccio si concentra sul modo in cui essi interagiscono tra loro. Come parte di un mondo complesso in cui la diversità è la norma\, anche il territorio trentino è chiamato a relazionarsi con una società sempre più diversificata. L’approccio intersezionale garantisce l’acquisizione di ́una visione olistica\, capace di fornire chiavi di lettura complesse di questa realtà in evoluzione. \nOgni persona è portatrice di una sua diversità\, che costituisce un vettore di vera inclusione sociale. Questo riconoscimento è particolarmente importante nell’ambito educativo: tramite un approccio intersezionale le persone che lavorano in quest’ambito acquisiscono le competenze necessarie a creare un ambiente formativo inclusivo. \nA livello delle singole realtà lavorare sull’inclusione lavorativa tenendo conto della diversità comporta benefici in termini di benessere organizzativo e di sviluppo di una leadership inclusiva. La visione intersezionale permette di capire meglio il potenziale di ogni persona\, garantendo la partecipazione di tutte e tutti all’interno delle organizzazioni. \nIl corso mira quindi a rafforzare la capacità delle e degli aderenti del Distretto famiglia impegnati in azioni educative nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno delle classi e nell’ambito lavorativo. \nDestinatari: Organizzazioni\, enti e scuole aderenti al Distretto dell’Educazione – Trento città per Educare impegnati in azioni educative suddivisi per aree. \nObiettivi: Attraverso questa proposta\, il Centro per la Cooperazione Internazionale mira ad aumentare le competenze delle realtà aderenti al Distretto famiglia dell’Educazione del Comune di Trento nell’adottare un approccio intersezionale\, capace di fornire una lettura innovativa della complessità\, in termini di lotta alle discriminazioni e di promozione della giustizia sociale. \nIn particolare\, grazie ad un’azione formativa esperienziale e partecipativa\, verrà valorizzata l’esperienza territoriale di organizzazioni\, enti e scuole aderenti alla rete per creare strumenti condivisi\, potenziare il ruolo del Distretto Famiglia dell’Educazione nella sua missione educativa e di rafforzamento del tessuto sociale\, creando legami con nuove realtà del territorio per formulare risposte integrate alle sfide poste dagli obiettivi di sostenibilità perseguiti attraverso la Strategia Provinciale per lo Sviluppo Sostenibile (SPROSS). \nProgramma:  \nAREA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E BENESSERE LAVORATIVO \nL’organizzazione come comunità: un approccio egualitario al benessere organizzativo \nCome faccio a sapere se nel mio lavoro sto usando un approccio intersezionale? Quali sono le domande che mi devo porre per garantire una progettazione delle mie attività che assicuri giustizia sociale e inclusivo a tutti i livelli? \nDurante il laboratorio viene fatta un’analisi delle strutture organizzative utilizzando una check list di domande “intersezionali” che permette di riflettere su come è possibile praticare azioni e progetti che garantiscano benessere lavorativo\, migliorino la comunità attraverso il confronto e la condivisione\, aumentino la giustizia sociale. \nAREA FORMAZIONE E EDUCAZIONE \nLaboratorio: La classe\, una comunità in miniatura \nLeggere la classe per interpretare le dimensioni dei diritti di cittadinanza e vivere l’aula come laboratorio di uguaglianza sociale. \nIl laboratorio ha l’obiettivo di rafforzare la capacità delle e degli insegnanti nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno della classe. \nMetodologia \nGli incontri sono online. Si alternano momenti di docenza frontale\, lavori di gruppo\, spazi per il confronto e il dibattito\, formazione esperienziale. \nAREA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E BENESSERE LAVORATIVO \nLab1. Operatori delle cooperative e delle organizzazioni 15 marzo 2022\, orario 16.00-18.00. \nLab2. Enti locali 22 marzo 2022\, orario 10.00-12.00. \nLab3.  Volontari presso organizzazioni e associazioni\, scout\, ragazzi/e in Servizio Civile. 29 marzo 2022\, orario 16.00-18.00 \nLab4. Educatori (in ambito sportivo\, accompagnamento allo studio\, Centro Giovani…) 5 aprile 2022\, orario 18.30-20.30. \nAREA FORMAZIONE E EDUCAZIONE \nLab1. Istituto Comprensivo Aldeno – Mattarello; Associazione Docenti senza frontiere – 17 marzo 2022\, orario 16.00-18.00 \nLab2. Istituto Comprensivo TRENTO 4 – 24 marzo 2022\, orario 16.30-18.30. \nLab3. Istituto Comprensivo TRENTO 5 – 31 marzo 2022\, orario 16.30-18.30. \nLab4. Istituto Comprensivo TRENTO 6 – 7 aprile\, orario 16.30-18.30 \nLab5. Tavolo Tuttopace – 12 aprile 2022\, orario 16.30-18.30 \nFormatrici: \nMartina Camatta: CCI\, Laureata in Filosofia e Scienze della Formazione\, coordinatrice del Centro Insegnanti Globali\, è formatrice in percorsi sull’Educazione alla Cittadinanza Globale e sullo sviluppo di competenze trasversali in ambito formale e non-formale. \nRoberta Zambelli: CCI\, Sociologa specializzata in studi di genere\, con una laurea specialistica su questo tema conseguita presso la Scuola di alti studi in scienze sociali (EHESS) di Parigi. Ha in seguito lavorato per un’associazione e casa editrice femminista\, erogando formazioni ad insegnanti\, studenti e in ambito aziendale. \n\nIl percorso si inserisce nell’ambito della Strategia Provinciale per lo Sviluppo Sostenibile – SPROSS promosso da APPA con il coinvolgimento dei Distretti Famiglia del Trentino. \nOrganizzato in collaborazione con il progetto INGRiD. Intersecting Grounds of Discrimination in Italy \n\n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Discriminazioni e ingiustizie sociali: uno sguardo intersezionale
DESCRIPTION:Come possiamo dotarci di strumenti per leggere la complessità dei fenomeni globali di oppressione e dominazione che generano disuguaglianze sociali? \nCome può la scuola accompagnare le e gli studenti in questo percorso di apprendimento di conoscenze e competenze trasversali di cui hanno bisogno nella società globale in cui vivono? \nLe strutture globali di oppressione e dominazione e le loro connessioni si riflettono nelle nostre relazioni interpersonali e professionali attraverso comportamenti discriminatori (razzismo\, sessismo\, omofobia\, aporofobia\, abilismo..). Il concetto di intersezionalità fornisce una chiave di lettura per comprendere la complessità delle ingiustizie sociali e ci equipaggia degli strumenti per contrastarle. \nIl corso mira a rafforzare la capacità delle e degli insegnanti nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno della classe. Inoltre particolare attenzione verrà data alle narrazioni mediatiche e ai social network. \nDestinatari:  \nInsegnanti della scuola secondaria di secondo grado. \nObiettivi: \n\nImparare a riconoscere le differenti forme di discriminazioni intersezionali nei contesti reali della propria quotidianità;\n\n\nFornire strumenti per una didattica innovativa sui temi della giustizia sociale;\nAttivarsi per contrastare fenomeni discriminatori e di odio online e offline.\n\nProgramma:  \nGiovedì 24 febbraio 2022\, ore 16.30-18.30 \nComprendere la complessità delle discriminazioni intersezionali e delle ingiustizie sociali. \nOgni persona ha un insieme di caratteristiche che rendono la sua esperienza unica. Le forme di oppressione e/o di privilegio che ogni persona sperimenta sono diverse a seconda di come le sue caratteristiche identitarie si intersecano con un dato contesto sociale\, culturale e politico. \nGiovedì 3 marzo 2022\, ore 16.30-18.30 \nLaboratorio:  Social Media Literacy \nAumentare la consapevolezza sul funzionamento dei social media in relazione alle forme di discriminazione intersezionale online (in collaborazione con CIFA onlus nell’ambito del progetto Hate trackers) \nGiovedì 10 marzo 2022\, ore 16.30-18.30 \nLaboratorio: La classe\, una comunità in miniatura  \nLeggere la classe per interpretare le dimensioni dei diritti di cittadinanza e vivere l’aula come laboratorio di uguaglianza sociale. \nMetodologia \nIl corso sarà erogato online. Si alterneranno momenti di docenza frontale\, lavori di gruppo\, spazi per il confronto e il dibattito\, formazione esperienziale. \nSuccessivamente ai laboratori\, alle e agli insegnanti partecipanti verrà proposto di completare la formazione con il percorso Le narrazioni tossiche online: conoscerle per contrastarle\, due attività da due ore ciascuna nella propria classe a cura delle formatrici del Centro per la Cooperazione Internazionale (per un massimo di 6 classi) \nContatti: Martina Camatta\, CCI\, Tel. 0461 1828639\, martina.camatta@cci.tn.it \nIl laboratorio Social Media Literacy è a cura di CIFA nell’ambito del progetto Hate Trackers \nLa proposta formativa è un’attività di INGRiD – Intersecting Ground of discrimination in Italy\, un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma REC (Rights\, Equality\, Citizenship) 2014-2020. \nPer maggiori informazioni sul progetto: https://www.projectingrid.eu
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LOCATION:Centro per la Cooperazione Internazionale\, Vicolo San Marco\, 1\, Trento\, 38122\, Italia
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