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SUMMARY:Abitare le identità - Pratiche intersezionali per raccontare storie plurali e inclusive e combattere le discriminazioni
DESCRIPTION:La casa\, la comunità sono i luoghi in cui si rappresenta anche l’identità intima e sociale delle persone\, nella dimensione sociale ed oggi anche etica. Ci si interroga sul futuro e sulla capacità delle organizzazioni di entrare in contatto con gli ambiti dell’essere differenti da… da chi? da cosa? Ognuno ed ognuna porta con sé il proprio bagaglio identitario.  \nIl concetto di intersezionalità fornisce una chiave di lettura per comprendere la complessità delle ingiustizie sociali e ci equipaggia degli strumenti per contrastarle. Ogni persona è portatrice di una sua diversità che costituisce un vettore di vera inclusione sociale. Riconoscere\, mappare e rappresentare tale diversità e lasciare che siano le persone stesse ad autodefinirsi attraverso le loro voci e le loro vite\, è una sfida che alcune esperienze hanno provato a raccogliere\, con creatività e coraggio: conosciamole! \nTavola rotonda: \nCosa significa leggere le identità e i “fatti” che riguardano le persone\, in chiave intersezionale? L’esperienza del visual storytelling su Instagram “Ingrid’s Stories” dal progetto INGRiD www.projectingrid.eu  \nRappresentare l’identità intersezionale e l’autodefinizione nel visual design per il sociale: dalle teorie alla APP che permette all’utente di creare una composizione unica e personale per descrivere la \npropria identità. \nDati intersezionali per politiche più inclusive. L’esperienza del questionario per la mappatura delle discriminazioni intersezionali in Trentino. \nNe parlano:  \nRoberta Zambelli \, CCI\, Progettista e formatrice nell’ambito dell’uguaglianza di genere e dell’intersezionalità in contesti formali e non formali \nGiorgia Decarli\, Sportello antidiscriminazioni di Trento \nGiulia Pergolis\, laureata in Graphic Design presso la Trentino Art Academy \nMiriam Aprile\, Visual designer\, socia professionista Aiap dal 2003\, Docente di Graphic Design presso la Trentino Art Academy \nModera la tavola rotonda Silvia Destro\, Centro per la Cooperazione Internazionale \nEvento organizzato in occasione della settimana dell’accoglienza: https://www.settimanadellaccoglienza.it/
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SUMMARY:Costruiamo insieme un toolkit per reagire alle discriminazioni: secondo appuntamento
DESCRIPTION:Lo Sportello Antidiscriminazioni di Trento si è impegnato per costruire\, con l’aiuto di espert* delle professioni legali\, un ‘toolkit’ di strategie e dispositivi di difesa nei confronti di aggressioni e micro-aggressioni di natura discriminatoria\, a cui ricorrere nel frangente stesso in cui i fatti si verificano.\n\nDopo un primo appuntamento con l’Avvocato Alexander Schuster in cui ci siamo confrontat* sul da farsi quando siamo vittime o testimoni di una discriminazione\, questo secondo evento vedrà la partecipazione del Pubblico Ministero del Tribunale di Trento\, Pasquale Profiti con l’aiuto del quale capiremo ‘cosa fare’ nelle circostanze in cui ci troviamo faccia a faccia con le forze dell’ordine. Quale linguaggio usare? È possibile dire di “no”? Riprendere l’accaduto con il cellulare? Come utilizzare eventuali audio/video? È opportuno coinvolgere altre persone? Chi?\n\nA queste ed altre domande cercheremo di rispondere Venerdì 20 gennaio 2023 alle ore 18:45 sulla piattaforma Zoom al link:\n\nhttps://univr.zoom.us/j/8454709337?pwd=VWlzSzZFZGNOejRad01oQVNhdVZ6Zz09 \nID riunione: 845 470 9337\nPasscode: 457847 \n\n\nL’evento è aperto a tutte le persone interessate.\n\nLo Sportello Antidiscriminazioni di Trento nasce nel 2019 per iniziativa volontaria di un gruppo informale di cittadine e cittadini per rispondere alla mancanza sul territorio di un servizio di contrasto alle discriminazioni. Lo Sportello mira a contrastare la discriminazione attraverso (i) l’ascolto e il supporto delle vittime o dei/lle testimoni e (ii) il sostegno delle istituzioni e dei servizi già esistenti favorendo l’acquisizione di strumenti adeguati a far fronte alle situazioni in cui la discriminazione è multipla e intersezionale. Il servizio\, infatti\, si occupa di discriminazioni di ogni natura (etnica\, religiosa\, sessuale\, di genere\, per disabilità o per età) ma soprattutto dei casi in cui esse si verificano simultaneamente nei confronti di una persona assumendo la forma della discriminazione intersezionale. Nel biennio 2020-22 lo Sportello ha partecipato al progetto INGRiD\, promosso dal CCI\, che ne ha supportato l’operatività. \nPer approfondire si veda la raccolta dei casi analizzati in occasione del primo appuntamento in cui con l’aiuto dell’avvocato Alexander Schuster si sono identificate alcune possibili azioni in risposta ad episodi concreti. \n\n\nPer informazioni: info@antidiscriminazioni.trento.it
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SUMMARY:L’educazione intersezionale: un laboratorio di inclusione e sostenibilità
DESCRIPTION:L’approccio intersezionale permette di affrontare forme di discriminazione sino a oggi rimaste in ombra. Invece di trattare i diversi tipi di discriminazione in maniera isolata\, secondo categorie fisse\, questo approccio si concentra sul modo in cui essi interagiscono tra loro. Come parte di un mondo complesso in cui la diversità è la norma\, anche il territorio trentino è chiamato a relazionarsi con una società sempre più diversificata. L’approccio intersezionale garantisce l’acquisizione di ́una visione olistica\, capace di fornire chiavi di lettura complesse di questa realtà in evoluzione. \nOgni persona è portatrice di una sua diversità\, che costituisce un vettore di vera inclusione sociale. Questo riconoscimento è particolarmente importante nell’ambito educativo: tramite un approccio intersezionale le persone che lavorano in quest’ambito acquisiscono le competenze necessarie a creare un ambiente formativo inclusivo. \nA livello delle singole realtà lavorare sull’inclusione lavorativa tenendo conto della diversità comporta benefici in termini di benessere organizzativo e di sviluppo di una leadership inclusiva. La visione intersezionale permette di capire meglio il potenziale di ogni persona\, garantendo la partecipazione di tutte e tutti all’interno delle organizzazioni. \nIl corso mira quindi a rafforzare la capacità delle e degli aderenti del Distretto famiglia impegnati in azioni educative nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno delle classi e nell’ambito lavorativo. \nDestinatari: Organizzazioni\, enti e scuole aderenti al Distretto dell’Educazione – Trento città per Educare impegnati in azioni educative suddivisi per aree. \nObiettivi: Attraverso questa proposta\, il Centro per la Cooperazione Internazionale mira ad aumentare le competenze delle realtà aderenti al Distretto famiglia dell’Educazione del Comune di Trento nell’adottare un approccio intersezionale\, capace di fornire una lettura innovativa della complessità\, in termini di lotta alle discriminazioni e di promozione della giustizia sociale. \nIn particolare\, grazie ad un’azione formativa esperienziale e partecipativa\, verrà valorizzata l’esperienza territoriale di organizzazioni\, enti e scuole aderenti alla rete per creare strumenti condivisi\, potenziare il ruolo del Distretto Famiglia dell’Educazione nella sua missione educativa e di rafforzamento del tessuto sociale\, creando legami con nuove realtà del territorio per formulare risposte integrate alle sfide poste dagli obiettivi di sostenibilità perseguiti attraverso la Strategia Provinciale per lo Sviluppo Sostenibile (SPROSS). \nProgramma:  \nAREA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E BENESSERE LAVORATIVO \nL’organizzazione come comunità: un approccio egualitario al benessere organizzativo \nCome faccio a sapere se nel mio lavoro sto usando un approccio intersezionale? Quali sono le domande che mi devo porre per garantire una progettazione delle mie attività che assicuri giustizia sociale e inclusivo a tutti i livelli? \nDurante il laboratorio viene fatta un’analisi delle strutture organizzative utilizzando una check list di domande “intersezionali” che permette di riflettere su come è possibile praticare azioni e progetti che garantiscano benessere lavorativo\, migliorino la comunità attraverso il confronto e la condivisione\, aumentino la giustizia sociale. \nAREA FORMAZIONE E EDUCAZIONE \nLaboratorio: La classe\, una comunità in miniatura \nLeggere la classe per interpretare le dimensioni dei diritti di cittadinanza e vivere l’aula come laboratorio di uguaglianza sociale. \nIl laboratorio ha l’obiettivo di rafforzare la capacità delle e degli insegnanti nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno della classe. \nMetodologia \nGli incontri sono online. Si alternano momenti di docenza frontale\, lavori di gruppo\, spazi per il confronto e il dibattito\, formazione esperienziale. \nAREA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E BENESSERE LAVORATIVO \nLab1. Operatori delle cooperative e delle organizzazioni 15 marzo 2022\, orario 16.00-18.00. \nLab2. Enti locali 22 marzo 2022\, orario 10.00-12.00. \nLab3.  Volontari presso organizzazioni e associazioni\, scout\, ragazzi/e in Servizio Civile. 29 marzo 2022\, orario 16.00-18.00 \nLab4. Educatori (in ambito sportivo\, accompagnamento allo studio\, Centro Giovani…) 5 aprile 2022\, orario 18.30-20.30. \nAREA FORMAZIONE E EDUCAZIONE \nLab1. Istituto Comprensivo Aldeno – Mattarello; Associazione Docenti senza frontiere – 17 marzo 2022\, orario 16.00-18.00 \nLab2. Istituto Comprensivo TRENTO 4 – 24 marzo 2022\, orario 16.30-18.30. \nLab3. Istituto Comprensivo TRENTO 5 – 31 marzo 2022\, orario 16.30-18.30. \nLab4. Istituto Comprensivo TRENTO 6 – 7 aprile\, orario 16.30-18.30 \nLab5. Tavolo Tuttopace – 12 aprile 2022\, orario 16.30-18.30 \nFormatrici: \nMartina Camatta: CCI\, Laureata in Filosofia e Scienze della Formazione\, coordinatrice del Centro Insegnanti Globali\, è formatrice in percorsi sull’Educazione alla Cittadinanza Globale e sullo sviluppo di competenze trasversali in ambito formale e non-formale. \nRoberta Zambelli: CCI\, Sociologa specializzata in studi di genere\, con una laurea specialistica su questo tema conseguita presso la Scuola di alti studi in scienze sociali (EHESS) di Parigi. Ha in seguito lavorato per un’associazione e casa editrice femminista\, erogando formazioni ad insegnanti\, studenti e in ambito aziendale. \n\nIl percorso si inserisce nell’ambito della Strategia Provinciale per lo Sviluppo Sostenibile – SPROSS promosso da APPA con il coinvolgimento dei Distretti Famiglia del Trentino. \nOrganizzato in collaborazione con il progetto INGRiD. Intersecting Grounds of Discrimination in Italy \n\n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Discriminazioni e ingiustizie sociali: uno sguardo intersezionale
DESCRIPTION:Come possiamo dotarci di strumenti per leggere la complessità dei fenomeni globali di oppressione e dominazione che generano disuguaglianze sociali? \nCome può la scuola accompagnare le e gli studenti in questo percorso di apprendimento di conoscenze e competenze trasversali di cui hanno bisogno nella società globale in cui vivono? \nLe strutture globali di oppressione e dominazione e le loro connessioni si riflettono nelle nostre relazioni interpersonali e professionali attraverso comportamenti discriminatori (razzismo\, sessismo\, omofobia\, aporofobia\, abilismo..). Il concetto di intersezionalità fornisce una chiave di lettura per comprendere la complessità delle ingiustizie sociali e ci equipaggia degli strumenti per contrastarle. \nIl corso mira a rafforzare la capacità delle e degli insegnanti nell’adottare un approccio pedagogico intersezionale\, inclusivo\, capace di riconoscere e valorizzare le differenze all’interno della classe. Inoltre particolare attenzione verrà data alle narrazioni mediatiche e ai social network. \nDestinatari:  \nInsegnanti della scuola secondaria di secondo grado. \nObiettivi: \n\nImparare a riconoscere le differenti forme di discriminazioni intersezionali nei contesti reali della propria quotidianità;\n\n\nFornire strumenti per una didattica innovativa sui temi della giustizia sociale;\nAttivarsi per contrastare fenomeni discriminatori e di odio online e offline.\n\nProgramma:  \nGiovedì 24 febbraio 2022\, ore 16.30-18.30 \nComprendere la complessità delle discriminazioni intersezionali e delle ingiustizie sociali. \nOgni persona ha un insieme di caratteristiche che rendono la sua esperienza unica. Le forme di oppressione e/o di privilegio che ogni persona sperimenta sono diverse a seconda di come le sue caratteristiche identitarie si intersecano con un dato contesto sociale\, culturale e politico. \nGiovedì 3 marzo 2022\, ore 16.30-18.30 \nLaboratorio:  Social Media Literacy \nAumentare la consapevolezza sul funzionamento dei social media in relazione alle forme di discriminazione intersezionale online (in collaborazione con CIFA onlus nell’ambito del progetto Hate trackers) \nGiovedì 10 marzo 2022\, ore 16.30-18.30 \nLaboratorio: La classe\, una comunità in miniatura  \nLeggere la classe per interpretare le dimensioni dei diritti di cittadinanza e vivere l’aula come laboratorio di uguaglianza sociale. \nMetodologia \nIl corso sarà erogato online. Si alterneranno momenti di docenza frontale\, lavori di gruppo\, spazi per il confronto e il dibattito\, formazione esperienziale. \nSuccessivamente ai laboratori\, alle e agli insegnanti partecipanti verrà proposto di completare la formazione con il percorso Le narrazioni tossiche online: conoscerle per contrastarle\, due attività da due ore ciascuna nella propria classe a cura delle formatrici del Centro per la Cooperazione Internazionale (per un massimo di 6 classi) \nContatti: Martina Camatta\, CCI\, Tel. 0461 1828639\, martina.camatta@cci.tn.it \nIl laboratorio Social Media Literacy è a cura di CIFA nell’ambito del progetto Hate Trackers \nLa proposta formativa è un’attività di INGRiD – Intersecting Ground of discrimination in Italy\, un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma REC (Rights\, Equality\, Citizenship) 2014-2020. \nPer maggiori informazioni sul progetto: https://www.projectingrid.eu
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