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SUMMARY:La Rotta dei Balcani porta d’Europa
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna di incontri organizzati dalla Diocesi di Trento dal titolo “Il Trentino chiama… Europa”\, questo primo incontro viene dedicato alla rotta balcanica della migrazione. Interviene Luisa Chiodi\, direttrice scientifica di OBC Transeuropa a cui seguono testimonianze di migranti \n\n\nNell’ambito degli incontri organizzati dalla Diocesi di Trento nel mese di ottobre 2024 dedicati all’Europa dal titolo “Il Trentino chiama… Europa” questo incontro è dedicato alla rotta balcanica della migrazione\, che vede il coinvolgimento della penisola balcanica dal 2015. \nIntervento di Luisa Chiodi\, direttrice di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa. \nA seguire la testimonianza di alcuni migranti che hanno attraversato la rotta balcanica per raggiungere paesi dell’Unione europea. \nINFO: \nPagina dedicata all’evento sul sito della Diocesi di Trento 
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SUMMARY:The MigraVoice SuperPower Community and Digital Platform
DESCRIPTION:Lancio della MigraVoice Superpower Community\, comunità transfrontaliera di esperti con background migratorio che mettono a disposizione dei media e dei giornalisti europei le loro competenze e conoscenze come fonti affidabili in un’ampia gamma di discipline per affrontare il problema della de-umanizzazione e l’esclusione delle voci di migranti e rifugiati dalle narrazioni dei media europei tradizionali. \n“MigraVoice: Migrant Voices Matter in the European Media  ” è un progetto dedicato ad amplificare le voci e le prospettive dei migranti in Europa all’interno dello spazio mediatico europeo. \nIn questo webinar\, in lingua inglese\, potrete ascoltare alcuni degli esperti che collaborano con il progetto oltre che giornalisti con un passato di migrazione\, e avrete la possibilità di partecipare a una dimostrazione dal vivo della piattaforma digitale.
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SUMMARY:Carovana Rotta balcanica 2024
DESCRIPTION:La Carovana Abriendo Fronteras e Carovana Balcani percorrerà la rotta migratoria balcanica e denuncerà il nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo: 220 attivisti e attiviste partiranno da Bilbao\, Madrid e Valencia-Barcellona\, a cui si unirà il gruppo italiano\, per percorrere il tragitto tra Padova\, Aviano\, Bihać e Trieste dove si terranno incontri di dibattito \n\n\nCarovana Abriendo Fronteras e Carovane Migranti anche quest’anno\, come ogni estate\, visiterà con decine di attivisti europei rotte migratorie e frontiere\, sempre più violente nei confronti di chi cerca rifugio\, per incontrare attivisti e giornalisti di paesi del’Ue e dei Balcani\, dalla Spagna all’Italia\, fino in Bosnia Erzegovina. L’arrivo in Italia da Bilbao è previsto il 13 luglio a Padova\, dove il 14 si terrà il primo dibattito. \nPROGRAMMA: \nDomenica 14 luglio\, Santa Maria delle Carceri (Padova) \nore 10.30 -13.00\nEx Jugoslavia. Come hanno preparato una guerra\, la narrazione nazionalista\, la costruzione del nemico. Ed oggi cosa cova sotto le ceneri\, il flusso migratorio può riaccendere il fuoco di un conflitto? \nEric Gobetti\, storico. Studioso del fascismo\, della seconda guerra mondiale\, della Resistenza e della storia della Jugoslavia nel Novecento. \nAuretta Pini e Gianni Tamino\, Fondazione Alex Langer. Fondazione nata nel 1999\, allo scopo di sostenere gruppi  e persone che con la loro opera contribuiscono a mantenere viva l’eredità del pensiero di Langer e perseguono il suo impegno civile\, culturale e politico \nLuisa Chiodi\, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa. Centro studi e media specializzato sull’Europa sud-orientale\, Turchia\, Europa orientale e Caucaso e sulle politiche dell’UE in tema di libertà dei media\, società civile\, allargamento e politiche di coesione \nore 14.00-16.00\nCorpi migranti \nMax Hirzel\, fotografo free lance\, del collettivo francese Haytham Pictures. In particolare si occupa di migrazione. Ha collaborato con diverse testate. Il suo reportage Corpi migranti è stato premiato dall’Ani al Festival Visa pour l’Image di Perpignan ed è diventato un libro nel 2021 (edizioni Emuse). \nDomenica 14 luglio\, Parco degli Alpini (Padova) \nore 17.00-19.00\nE’ guerra ai Popoli\, è guerra ai migranti\nIncontro con le realtà pacifiste\, antimilitariste che si oppongono alla guerra\, insieme a quanti combattono contro la guerra che la Fortezza Europa ha scatenato le persone lungo la rotta balcanica. \nPartecipano: Assessora Comune di Padova per la Pace e i Diritti Umani\, Associazione per la Pace (Assopace)\, Beati i costruttori di Pace\, Rotte Balcaniche Alto Vicentino\, Tavola per la Pace FVG\, Melting Pot\, Sanitari per Gaza (Veneto) \nLunedì 15 luglio\, Base Usaf e Nato di Aviano (PD) \nore 10.30-12.00\nLa guerra empieza aquí\, la guerra inizia qui! Con il commercio delle armi\, sottraendo risorse al benessere\, alla salute dell’umanità e del pianeta \nPartecipano: Baja Satwinder Singh\, Comunità Indiana e Unione Sikh Italia per ricordare Satnam Singh\, Comitato Aviano (Valentino)\, Tavola per la pace FVG\, Presidio antimilitarista di Rivolto\, Comitato No Amx Pâs\, Comitato per il Friuli Rurale \nDurante la tappa di avvicinamento a Bihać\, nel pomeriggio di lunedì fermata a Garavice: Parco commemorativo per le vittime del terrore fascista\, dichiarato Monumento Nazionale della Bosnia Erzegovina opera dell’architetto Bogdan Bogdanović. Garavice era un luogo di esecuzioni di massa istituito dallo Stato indipendente di Croazia durante la seconda guerra mondiale \nMartedì 16 luglio\, Kulturni Centar\, Bihać (Bosnia Erzegovina) \nore 9.00-13.00\nLo sguardo delle donne a trent’anni dalla guerra. Resistenza ai nazionalismi\, lotta per Memoria\, Verità e Giustizia \nJadranka Miličević\, Fondacija Cure -Sarajevo\, attivista\, pacificatrice e femminista. Fa parte delle “Donne in Nero” di Belgrado\, che hanno resistito alla guerra fin dagli anni 90. Oggi fa parte della Rete Internazionale delle Donne in Nero. Nel 1997 ha co-fondato il gruppo “Zene Ženama” di Sarajevo\, e poi l’organizzazione femminista Fondacija CURE \nEnisa Raković\, Organizzazione femminista e pacifista Glas žene (Bihać). Organizzazione non governativa\, senza scopo di lucro e apartitica che offre assistenza legale\, consulenza\, educazione\, formazione e aiuto umanitario alle donne. Enisa ha vinto il Premio Internazionale per la Pace Sloboda \nStanislava Staša Zajović\, attivista per la pace\, antimilitarista e scrittrice. Co-fondatrice e coordinatrice delle Donne in Nero a Belgrado\, gruppo antimilitarista e femminista che da 1991 ha iniziato la resistenza non violenta alla guerra e alla politica del regime serbo. E’ tra le organizzatrici del primo Tribunale delle Donne in Europa \nMejra Dautović\, madre\, attivista di Prijedor. Autrice del libro ” La sanguinosa  verita di Prijedor” e “La madre Mejra cerca e trova la verità”. A Prijedor furono uccise 37.000 persone in un mese. Tra questi\, la figlia Edna e il figlio Edvin di Mejra\, nel 1992 deportati nel lager di Omarska \nNihad Suljić\, attivista di Tuzla\, da anni fornisce assistenza ai rifugiati e partecipa alle procedure di identificazione e sepoltura dei morti. Nelle acque del fiume Drina\, in Bosnia Erzegovina\, decine di migranti sono morti nel tentativo di avvicinarsi al sogno di una vita migliore in quell’Europa che li respinge \nSoccorro Gil Guzmán\, collettivo Memoria Verdad y Justicia (Acapulco Guerrero\, Messico). Suo figlio Jhonatan Guadalupe Romero GIL è scomparso\, dopo essere stato arrestato dalla polizia municipale ad Acapulco\, il 5 dicembre 2018. Ha partecipato alla prima Brigata di Ricerca Internazionale svolta al confine tra Messico e Stati Uniti \nModera Vesna Šćepanović\, giornalista \nore 14.00-16.00\nBambini nati a causa della guerra in Bosnia \nAjna Jusić e Merjem Muhadžić attiviste\, giuriste\, dell’Organizzazione “Zaboravljena djeca rata” (I bambini dimenticati della guerra) di Sarajevo. Durante la guerra\, sono tra le 20 e le 50 mila le persone che hanno subìto abusi o violenze sessuali\, in maggioranza donne ma anche uomini. Lo stupro etnico è stato usato come arma di guerra \nore 16.00-19.00\nLe pratiche di solidarietà con il Popolo in Movimento lungo la rotta balcanica. Dal “game” ai centri di detenzione\, dai respingimenti al sistema delle frontiere esterne \nZehida Bihorac\, di Most za bolje sjutra (Ponte per un domani migliore)\, Velika Kladuša. Insegnante\,difensora dei diritti umani del Cantone dell’Una-Sana. Nel 2018 ha iniziato a fornire medicinali\, vestiti\, cibo e sacchi a pelo ai campi profughi trascurati nella sua città natale e nei dintorni \nInes Tanović\, di Kompas 071 (Sarajevo). Organizzazione non profit nata per dare un supporto alle persone in transito nel cantone di Sarajevo. Nel 2020 hanno aperto un daily center\, dove i transitanti possono fare una doccia\, lavare i vestiti\, ottenere cibo e assistenza legale. Nei primi sei mesi del 2021 sono state 7mila le persone assistite. \nRamiz Berbić\, attivista per la pace e i diritti umani\, poeta\, di Tuzla. \nSabina Talović\, attivista pacifista e femminista dell’Associazione Bonafide (Montenegro). Difensora dei diritti umani e membro di Bona Fide di Pljevlja. Negli ultimi 4 anni ha collaborato con “People on the Move” che fornisce supporto a migranti e rifugiati\, soprattutto donne e bambini. Nella casa di Pljevlja sono passati circa 15.000 migranti \nMihailo Medaković\, di Info Park\, Belgrado. Organizzazione che opera a Belgrado in supporto ai rifugiati che transitano per la capitale serba \nSvetlana Sarić\, attivista e fondatrice di SOS for women and children victims of violence\, Serbia. L’organizzazione accoglie 15 volontari permanenti e ha formato oltre 50 educatori su vari argomenti\, come tutte le forme di violenza\, la tratta di esseri umani\, i diritti umani\, la cittadinanza responsabile\, stereotipi e pregiudizi \nDaniela Gioda\, Lenzuoli della Memoria Migrante – Carovane Migranti \nSilvia Maraone\, dell’Ong IPSIA a Bihać. Esperta di Balcani e migrazioni nella regione\, coordina i progetti di IPSIA (Ong promossa dalle ACLI) a tutela dei rifugiati e richiedenti asilo lungo la rotta balcanica in Bosnia Erzegovina e Serbia. \nInterviene e modera Maja Nikolandić attivista\, femminista ex membro del field crew di No Name Kitchen nei Balcani\,  e dell’iniziativa Zagreb città rifugio. No Name Kitchen è nata a Belgrado nell’inverno del 2017. Da allora\, NNK sostiene coloro che soffrono la mancanza di percorsi sicuri e legali\, raccogliendo testimonianze e denunciando l’uso sistematico della violenza istituzionale alle frontiere \nMercoledì 17 luglio\, Bihać (BiH) \nLipa e Borići Camp \nGiovedì 18 luglio 2024\, Gradisca \nore 10.30-12.00\nChiudere il CPR di Gradisca\, chiudere tutti i CPR\nPresidio di fronte a Centro di Gradisca. Paragonabili ai CIE spagnoli\, luoghi di prigionia\, detenuti amministrativi incarcerati in condizioni disumane in regime extra giudiziario. \nPartecipano: Gian Andrea Franchi\, Collettivo NoCpr\, Legale di ICS Trieste \nGiovedì 18 luglio\, Casa del Popolo Sottolongera (Trieste) \nore 15\,30-18.30\nAbbattere muri\, costruire ponti\nDialoghi sulla rotta balcanica\, sulle altre rotte\, proposte di resistenza \nPartecipano: \nWaffo Soh Deyo Leandry Shyve\, Camerun\, attivista di Mem.Med (Memoria Mediterranea). Nella notte tra l’11 e il 12 aprile 2023\, in un naufragio al largo delle coste di Sfax in Tunisia\, ha perso la moglie incinta e il figlio di quasi due anni. L’imbarcazione è stata speronata dalla Guardia Nazionale Tunisina. Da quel giorno\, non ha mai smesso di lottare per ritrovare i corpi dei suoi cari. Ha identificato le foto della moglie e del figlio sepolti in due cimiteri diversi. Ora vive in Italia \nSafura Jwarazmi\, rifugiata afghana a Madrid\, interprete di pashtun/afgano in spagnolo. Ha partecipato alla Carovana a Melilla \nSocorro Gil Guzmán (Messico)\, Ramiz Berbić\, Svetlana Sarić (Sos Vlasontince)\, Enisa Husejnović (Kompas 071)\, Sabina Talović (Bona Fide)\, Zehida Bihorać (Ponte per un domani migliore)\, Mihailo Medaković (InfoPark Belgrado)\, Maja Nikolandić (Zagabria)\, Enrico Fravega ( Università di Genova\, Progetto Il Giornale delle rotte)\, Guido Mandarino (LanguageAid)\, ASGI (e altri)… \ndalle 19.30\, Piazza della Libertà (Trieste)\nLa cura come Rivoluzione\nCena solidale nella Piazza del Mondo\, con Fornelli in Lotta \nVenerdì 19 luglio\, casa del Popolo Sottolongera (Trieste) \nore 9.30-13.30\nSul cammino\, pratiche e lotte comuni. Iniziative e azioni europee tra l’autunno 2024 e la primavera 2025 \nTavolo di lavoro con i partecipanti\, e CRID (FR)\, Melting Pot Europa\, CCFD-Terre Solidaire (Fr)\, Linea d’Ombra\nVenerdì 19 luglio\, Trieste\ndalle 15.30- Risiera di San Sabba \nSabato 20  luglio\, Gattatico (RM)\ndalle ore 12.30\nTappa Antifascista alla Casa Fratelli Cervi.\nGiustiziati insieme a Quarto Camurri come rappresaglia nel dicembre 1943\, la storia dei sette figli maschi di Genoeffa e Alcide Cervi acquisisce fin dall’inizio un forte valore simbolico\, mentre la loro casa\, durante la Seconda Guerra Mondiale punto di riferimento e aiuto concreto per antifascisti\, disertori e chi si opponeva alla guerra\, diventa la meta preferita di tutti coloro che si identificano con i valori dell’antifascismo e della democrazia \nDurante l’intero percorso della Carovana saranno esposti i lenzuoli e in più momenti saranno occasione di ricamo collettivo. Dal Centroamerica ai Balcani\, dal Mediterraneo alle Canarie; dalla frontiera di Trieste a quella italo-francese: I lenzuoli\, come le pagine di un libro aperto\, sono occasione di memoria attiva\, luogo di solidarietà\, incontro di comunità che cercano “Verità e Giustizia”. Da anni viaggiano di paese in paese\, attraverso le iniziative delle Carovane\, per preservare le storie delle persone\, per dare nomi ai numeri\, per riportare in vita la memoria degli scomparsi nel tentativo di attraversare un confine  alla ricerca di un futuro degno \nPer ulteriori informazioni e contatti (anche durante il percorso):\nVesna Šćepanović: +39 348 5179861 – Gianfranco Crua: +39 3662094375
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SUMMARY:Quali spazi per costruire un'Europa accogliente dal basso?
DESCRIPTION:Con una certa periodicità si riaccende in Italia il dibattito sul tema migratorio\, spesso in seguito a tragici episodi come quello di Cutro che ha portato alla morte di almeno 90 persone sulle coste calabresi. La questione delle migrazioni e delle politiche di asilo è da sempre terreno di divisioni e scontri sia a livello nazionale che europeo. A livello comunitario – complici anche gli stati membri – l’Unione europea si è impegnata a formulare nuove politiche e strategie ma il dossier di riforma avanza molto lentamente e tutti i principali nodi per riformare il sistema nel senso di una condivisione di responsabilità restano irrisolti\, mentre emerge chiaramente una politica comune delle espulsioni\, di controllo delle frontiere\, di criminalizzazione della solidarietà e del soccorso in mare con gravi rischi di violazione delle norme internazionali\, dei diritti umani delle persone in movimento e di restringimento dello spazio civico per tutti. \nCome siamo arrivati a questo punto? Quali sono le responsabilità dell’UE\, e quali degli stati membri? Qual è il ruolo e quali le possibilità per la società civile europea di attivarsi per rivendicare un modello di gestione delle migrazioni che metta al centro i diritti fondamentali\, la solidarietà\, il rispetto della vita umana? Nel seminario ripercorreremo i passaggi che hanno portato alle attuali politiche europee in materia di migrazioni e asilo ed esploreremo possibili strade per cambiarle\, a partire dalla necessità di una riflessione critica sulle costruzioni sociali\, storiche\, politiche ed economiche su cui attualmente si fondano discorsi e pratiche in materia di migrazioni in Europa. \nIl seminario si propone i seguenti obiettivi: \n\nleggere i fenomeni migratori in una prospettiva di politiche europee;\ncomprendere le principali sfide e gli ostacoli nel processo di riforma delle politiche europee in materia di migrazione e asilo inquadrandole nello specifico funzionamento del processo decisionale europeo\, con un’attenzione particolare al ruolo delle istituzioni UE e a quello degli Stati membri;\noffrire una panoramica sui più recenti sviluppi di policy a livello europeo e sulle prospettive future;\nanalizzare alcuni tentativi di riforma promossi della società civile\, esaminando spazi di azione e mobilitazione a livello europeo a transnazionale volti a promuovere politiche migratorie nel senso della solidarietà e del rispetto dei diritti umani e offrendo spunti per l’advocacy europea;\noffrire spunti per una lettura critica dell’architettura istituzionale delle politiche migratorie che si fonda su costrutti che non sono ‘neutri’ o ‘naturali’ ma storicamente e socialmente costruiti.\n\nIl seminario ha una durata di due ore. Saranno incoraggiati momenti di confronto aperto e dialogo con le/i partecipanti. \nPartecipazione gratuita previa registrazione tramite questo link  . \nAl termine del seminario sarà offerto un piccolo rinfresco. \nIntervengono: \nAllegra Salvini\, Florence Must Act – Italy Must Act \nRossella Vignola\, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa \nBio delle relatrici: \nAllegra Salvini\, EU Advocacy Coordinator per Europe Must Ac  t\, Presidente dell’APS Italy Must Act e Coordinatrice del capitolo locale Florence Must Act. Fino al 2021 ha lavorato presso il Parlamento Europeo: prima presso la Commissione LIBE e presso l’ufficio della parlamentare Tineke Strik. \nRossella Vignola\, project manager presso Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento con un background di ricerca su tematiche legate alla società civile\, migrazioni\, politiche europee\, partecipazione. Formatrice sui temi delle politiche europee in materia di diritti fondamentali. \nSeminario organizzato nell’ambito del progetto Transnational Political Contention in Europe\, cofinanziato dal programma Erasmus Plus\, Azione Jean Monnet. \nINFO: \nRossella Vignola \ne-mail: vignola@balcanicaucaso.org | segreteria@balcanicaucaso.org
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LOCATION:Caffè letterario “Le murate”\, Piazza delle Murate\, Firenze
CATEGORIES:Affari europei,Attualità,Corsi e lezioni
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SUMMARY:Lo stallo delle politiche migratorie europee e il ruolo della società civile
DESCRIPTION:La questione delle migrazioni e delle politiche di asilo è da sempre terreno di divisioni e scontri in Europa. L’UE si è impegnata a formulare nuove politiche europee in materia ma il dossier di riforma avanza molto lentamente mentre emerge chiaramente una politica comune delle espulsioni\, controllo delle frontiere\, criminalizzazione della solidarietà. Come siamo arrivati a questo punto? Quali sono le responsabilità dell’UE\, e quali degli stati membri? Qual è il ruolo e quali le possibilità per la società civile europea di attivarsi per rivendicare un modello di gestione delle migrazioni che metta al centro i diritti fondamentali\, la solidarietà\, il rispetto della vita umana? \n\n\nCon una certa periodicità si riaccende in Italia il dibattito sul tema migratorio\, spesso in seguito a tragici episodi come quello di Cutro che ha portato alla morte di almeno 90 persone sulle coste calabresi. La questione delle migrazioni e delle politiche di asilo è da sempre terreno di divisioni e scontri sia a livello nazionale che europeo. A livello comunitario – complici anche gli stati membri – l’Unione europea si è impegnata a formulare nuove politiche e strategie ma il dossier di riforma avanza molto lentamente e tutti i principali nodi per riformare il sistema nel senso di una condivisione di responsabilità restano irrisolti\, mentre emerge chiaramente una politica comune delle espulsioni\, di controllo delle frontiere\, di criminalizzazione della solidarietà e del soccorso in mare con gravi rischi di violazione delle norme internazionali\, dei diritti umani delle persone in movimento e di restringimento dello spazio civico per tutti. \nCome siamo arrivati a questo punto? Quali sono le responsabilità dell’UE\, e quali degli stati membri? Qual è il ruolo e quali le possibilità per la società civile europea di attivarsi per rivendicare un modello di gestione delle migrazioni che metta al centro i diritti fondamentali\, la solidarietà\, il rispetto della vita umana? Nel seminario ripercorreremo i passaggi che hanno portato alle attuali politiche europee in materia di migrazioni e asilo ed esploreremo possibili strade per cambiarle\, a partire dalla necessità di una riflessione critica sulle costruzioni sociali\, storiche\, politiche ed economiche su cui attualmente si fondano discorsi e pratiche in materia di migrazioni in Europa. \nIl seminario si propone i seguenti obiettivi: \n\nleggere i fenomeni migratori in una prospettiva di politiche europee;\ncomprendere le principali sfide e gli ostacoli nel processo di riforma delle politiche europee in materia di migrazione e asilo inquadrandole nello specifico funzionamento del processo decisionale europeo\, con un’attenzione particolare al ruolo delle istituzioni UE e a quello degli Stati membri;\noffrire una panoramica sui più recenti sviluppi di policy a livello europeo e sulle prospettive future;\nanalizzare alcuni tentativi di riforma promossi della società civile\, esaminando spazi di azione e mobilitazione a livello europeo a transnazionale volti a promuovere politiche migratorie nel senso della solidarietà e del rispetto dei diritti umani e offrendo spunti per l’advocacy europea;\noffrire spunti per una lettura critica dell’architettura istituzionale delle politiche migratorie che si fonda su costrutti che non sono ‘neutri’ o ‘naturali’ ma storicamente e socialmente costruiti.\n\nIl seminario ha una durata di due ore. Saranno incoraggiati momenti di confronto aperto e dialogo con le/i partecipanti. \nFormatrice: \nRossella Vignola\, project manager presso Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento con un background di ricerca su tematiche legate alla società civile\, migrazioni\, politiche europee\, partecipazione. \nSeminario organizzato nell’ambito del progetto Transnational Political Contention in Europe  \, cofinanziato dal programma Erasmus Plus\, Azione Jean Monnet. In collaborazione con la Settimana Civica  del Comune di Rovereto. 
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LOCATION:Centro per la Cooperazione Internazionale\, sede di Rovereto\, Via Tartarotti 7\, Rovereto (TN)
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SUMMARY:L’innovazione e la mobilità del capitale umano dei e dai Balcani
DESCRIPTION:Nell’ambito del progetto “La mobilità del capitale umano dei e dai Balcani occidentali: quando l’innovazione riesce a frenare la fuga dei cervelli”\, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale\, OBCT (Osservatorio Balcani\, Caucaso e Transeuropa) e il CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) hanno realizzato uno studio con l’obiettivo di esaminare come le imprese innovative e i poli/incubatori di innovazione nei Balcani occidentali possano contribuire positivamente allo sviluppo socio-economico locale/regionale e\, in ultima analisi\, ridurre la fuga di giovani altamente qualificati. \nUn’analisi della letteratura ha permesso di inquadrare e comprendere il quadro generale dello sviluppo dell’innovazione nei Balcani occidentali\, mentre un lavoro qualitativo sul campo (tramite 15 interviste) ha coinvolto diversi attori in Serbia\, Albania e Kosovo. Il rapporto finale della ricerca sarà disponibile online a partire dal 16 dicembre 2022. \nLa tavola rotonda dal titolo “L’innovazione nei Balcani occidentali come fattore chiave per ridurre la fuga dei cervelli e per promuovere lo sviluppo locale”\, che si svolgerà Belgrado\, vedrà la partecipazione di un gruppo selezionato di esperti\, operatori e stakeholder interessati\, al fine di condividere i risultati dello studio\, creare un’occasione di networking tra i partecipanti e discutere di:\n• Quali fattori abilitanti possono contribuire e/o possono essere rafforzati per sostenere l’innovazione\, guidare lo sviluppo locale e limitare la fuga dei cervelli?\n• In che misura gli operatori\, gli attori e i distretti dell’innovazione possono contribuire a fermare la fuga dei cervelli di profili qualificati e a sostenere lo sviluppo economico locale/regionale nei Balcani Occidentali? \nPROGRAMMA \nSaluti\n• Roberto Cincotta\, Direttore dell’Istituto di Cultura Italiana a Belgrado\n• Ambasciatore Luca Gori\, Ambasciata d’Italia in Serbia\n• Martin Klaucke\, Direttore Operativo II\, EUDEL – Delegazione dell’Unione Europea in Serbia\n• Andrea Cascone\, Capo Unità per l’Adriatico e i Balcani\, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale \nIntervengono:\n• Anna Ferro\, Ricercatrice presso il CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale)\n• Francesco Martino\, Giornalista OBCT (Osservatorio Balcani Caucaso e Transeuropa)\n• Serena Epis\, Ricercatrice OBCT (Osservatorio Balcani Caucaso e Transeuropa) \nPartecipanti invitati alla tavola rotonda\n• Teresa Albano\, OSCE (Organization for Security and Co-operation in Europe) Economic Affairs Officer/ YDEAS (Young Developers and Entrepreneurs to Advance Start-ups) Project\n• Dejan Tonić\, Coordinatore Regionale del Programma “Star venture”\, EBRD (European Bank for Reconstruction and Development)\n• Arjan Ymeri\, Direttore del business incubator Ofiçina a Tirana\n• Kristina Janković\, Direttore Esecutivo della Serbia Games Association\n• Darko Subotin\, Visual effects\, Animation and Game Art Department\, Facoltà di Arti Drammatiche\, Belgrade\n• Biagio Carrano\, Fondatore e Direttore di Eastcom Consulting\n• Nenad Đurđević\, Camera di Commercio a Belgrado\n• Siniša Marčić\, Esperto Senior\, Regional Cooperation Council (online) \nConclusioni\n• Luisa Chiodi\, Direttrice OBCT (Osservatorio Balcani Caucaso e Transeuropa /Centro per la Cooperazione Internazionale) \nSarà possibile seguire l’incontro in presenza e su piattaforma zoom\, per entrambe le opzioni è richiesta la registrazione: \nRegistrazione in presenza  \nRegistrazione Zoom  \nINFO: \nCeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale \nweb: https://www.cespi.it/it
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