Bulgaria, tracce nella pietra

25 maggio 2022

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Settembre 1923: il Partito comunista bulgaro scatena una rivolta contro il governo di Aleksandar Tsankov, entrato in carica a luglio grazie al colpo di stato militare che ha messo fine al governo degli agrari ed alla vita del loro leader storico, Aleksandar Stamboliyski.

Monumento alla "rivolta di settembre" a Varshets - fmartino/OBCT

La "rivolta di settembre" - celebrata dalla storiografia comunista come "la prima rivolta antifascista in Europa" trova terreno fertile soprattutto in Bulgaria nord-occidentale, ma dura solo pochi giorni, prima di essere soppressa dalle forze governative, che scatenano o poi una dura repressione. In alcune località, come a Varshets, si registrano fucilazioni di massa: secondo le stime più recenti, il numero delle vittime della repressione sarebbe di almeno cinquemila.

La "rivolta di settembre" è uno dei temi centrali dell'imponente sforzo di monumentalizzazione che il governo comunista porterà avanti dopo la presa del potere seguita alla fine della Seconda guerra mondiale. L'eredità monumentale di quel periodo storico continua ad attirare attenzione ed accese discussioni, sia in Bulgaria che fuori dal paese.


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