Novaya Gazeta sospende le pubblicazioni

29 marzo 2022

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Dopo più di un mese di resistenza alla censura imposta in Russia sul conflitto in corso in Ucraina, il caporedattore del quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta, Dmitrij Muratov, è stato obbligato a fermare le pubblicazioni.

L'annuncio della sopensione delle pubblicazioni  (Novaya Gazeta )

“Cari, abbiamo resistito 34 giorni sotto l’"operazione speciale", sotto censura militare. Avevamo deciso con voi, che avete risposto al nostro sondaggio "Zitto o continua", e il 96% di voi aveva votato per continuare a lavorare. E lo abbiamo fatto, nei luoghi di combattimento, nelle zone di confine. Abbiamo assistito a perdite e distruzione. Abbiamo cercato di capire come la nostra gente abbia permesso due guerre allo stesso tempo: una in Ucraina con l’invasione, e una quasi civile in Russia, in casa. (…) Insieme abbiamo superato i giorni più tragici della nostra storia.”

Dmitrij Muratov, assieme alle migliaia di lettori del suo giornale, aveva deciso di proseguire le pubblicazioni, nonostante dal 24 febbraio il Roskomnadzor - l’autorità federale che sovrintende alle comunicazioni - avesse avviato una serie di censure per ridurre al silenzio organi d’informazione indipendenti o critiche e costringendo diverse testate alla chiusura e decine di giornalisti a lasciare il paese. Una dura guerra alla libertà di informazione e di parola, che Muratov ha di recente denunciato in un incontro organizzato dal Parlamento europeo.

Novaya Gazeta ha proseguito a pubblicare anche dopo che il 4 marzo la Duma ha introdotto una legge che criminalizza chi diffonde “false informazioni” sulle attività delle forze armate russe in Ucraina, o l’uso della parola “guerra” – da definire “operazione speciale” – prevedendo multe pesanti ma anche la condanna a 15 anni di carcere.

La redazione di Novaya Gazeta, come ha scritto ai lettori Muratov, ha dovuto ora sospendere il lavoro: “Abbiamo ricevuto un secondo richiamo dal cosiddetto 'Roskomnadzor'. Che cosa significa? Che siamo costretti a sospendere l’uscita del giornale, sulla carta, sul sito e sui nostri social network fino alla fine dell’“operazione speciale” in Ucraina. Non c'è altra via d'uscita. Per noi, e so, per voi, questa è una decisione terribile e difficile. Ma dobbiamo salvarci, l'uno per l'altro.”

Due avvertimenti scritti – il primo era stato ricevuto da Novaya Gazeta lo scorso 22 marzo - che secondo la legge in vigore possono implicare il ritiro del permesso di pubblicare.

In chiusura di messaggio, Dmitrij Muratov ha informato inoltre che avrebbero subito messo all’asta la medaglia del Nobel per la Pace da lui ricevuta nel 2021 e che le offerte raccolte andranno a sostenere rifugiati ucraini e bambini ucraini malati.

Il quotidiano Novaya Gazeta è lo stesso giornale per il quale lavorava Anna Politkovskaja uccisa il 7 ottobre del 2006 a Mosca. Media noto per i reportage approfonditi su argomenti delicati come la corruzione e le violazioni dei diritti umani nel paese. Muratov, e la sua testata, sono stati insigniti in passato di diversi riconoscimenti per il lavoro a difesa della libertà di stampa.


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